Non è la prima volta che a Valeria Golino si chiede di cantare. E sentendola duettare con i Baustelle, è naturale prevedere che non sarà neanche l'ultima. La sua voce è calda e ammaliante, un po' roca, un po' tremante, sempre in grado di trasportare altrove. E sarà colpa della sua interpretazione così intensa, di quella melodia malinconica, della diluizione poetica del testo, o magari del semplice fatto che accompagna, leggiadra e straziante, i titoli di coda dello splendido Giulia non esce la sera - sarà un po' colpa di tutto e niente, insomma, se Piangi Roma si rivela un irrifiutabile invito ad abbandonarsi senza riserve alle emozioni del cinema, danzando con le crepe dell'anima e i fazzoletti pronti per l'uso.
Il bianco e nero del videoclip, di cui qui sotto vi riportiamo un estratto da YouTube, ben rende quella che è l'essenza di un film che evita ogni giudizio e preferisce accompagnare i pensieri dello spettatore con un brano memorabile. Che tradotto in immagini, grazie ad una fotografia accuratissima, una diva d'altri tempi per protagonista e un poeta menestrello che sa far vibrare le corde dei sentimenti, fa piangere tutta Roma, con la grazia di chi sa ancora commuoversi. Ed aspettare.
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