Chi l'avrebbe mai detto!?
Noemi Letizia, la diciottenne balzata agli onori della cronaca per la sua frequentazione con il Premier Silvio Berlusconi, farà il suo debutto al cinema!
La notizia è stata data dal regista Carlo Fumo, che ha annunciato che la ragazza "sarà una delle protagoniste del mio prossimo film, Il regista nel mondo".
Il regista, nell'estremo tentativo di salvare le apparenze, ha dichiarato di aver incontrato la Letizia in tempi non sospetti, durante il casting per un suo cortometraggio di qualche anno fa intitolato Scacco matto.
A chi scrive non interessano le vicende politiche connesse a questa notizia.
Soffermando, però, l'attenzione sull'aspetto puramente cinematografico della vicenda, un interrogativo è inevitabile: come può l'industria cinematografica italiana definirsi un sistema funzionale ed all'altezza delle più importanti cinematografie straniere se si ostina ad inseguire casi mediatici, anche moralmente discutibili come questo, per inseguire successi che si rivelano effimeri e momentanei?
Noemi Letizia forse si rivelerà un'attrice talentuosa ma perchè il cinema italiano, anzichè produrre ed aiutare la distribuzione di pellicole indipendenti che potrebbero dargli lustro, in patria come all'estero, preferisce ricorrere e dare ulteriore visibilità, per la sua volontaria arretratezza, a personaggi piccoli piccoli e «cronachette» insignificanti e ridicole?
Verrebbe da chiedersi cosa ne pensi «papi-Silvio» di tutto questo. Ma si tratterebbe di una battuta per ridere e noi, invece, in questi casi, abbiamo solo una gran voglia di piangere.