Ormai è un attore lanciatissimo nel panorama cinematografico, reduce persino dal successo teatrale a Broadway, dove la sua prova attoriale in A Steady Rain insieme a Daniel Craig ha ricevuto entusiastiche critiche da parte della stampa.
Ciò nonostante, Hugh Jackman non scorda le sue "origini", ovvero Wolverine, il mutante dei fumetti Marvel che lo fece conoscere al grande pubblico. In una recente intervista l'attore ha infatti ammesso di aver accettato di fare il sequel del film uscito questa estate (e non troppo benevolmente accolto dalla critica) non per un fatto di soldi come molti insinuano, ma per amore nei confronti del personaggio e perché ad interpretarlo si diverte un mondo.
Ecco dunque le sue parole su Wolverine 2: "Fin da quando ho iniziato a lavorare agli X-Men, la storia che mentre leggevo i vari fumetti mi ha fatto gridare "Questo è un film!" era la saga di Wolverine ambientata in Giappone. È diversa dal resto, davvero fantastica. Adesso noi abbiamo fatto quattro film, ma non abbiamo ancora fatto questo, questo tipo di film, e così ho iniziato a lavorare sullo script. Se verrà fuori come penso, vorrà dire che lo faremo".
Entusiasta a dir poco, la saga degli X-Men si conferma dunque come una specie di droga per l'attore di origini australiane: "Dico sempre: "Non ne farò più un altro"... prima di leggere le sceneggiature", ammette scherzando, "Non c'è niente da fare, nel mondo dei supereroi e in questo tipo di film, credo che Wolverine sia quello più interessante... quindi ho deciso che se voglio ne farò altri undici e questo è tutto".
Jackman ride ma attenti comunque a non fare i criticoni: gli artigli graffiano e fanno male.
(Fonte: Screenrant)