Non si sono ancora chiariti tutti i dubbi che circondano l'improvviso decesso di David Carradine, l'attore 72enne trovato morto giovedì scorso in un albergo di Bangkok.
La famiglia non crede infatti alle versioni del suicidio o dell'incidente avanzate dalle autorità e chiede a tutta voce l'intervento dell'FBI nelle indagini in corso. Dal canto suo, la polizia thailandese risponde: "Noi possiamo lavorare con l'FBI se viene chiesto e se la richiesta viene accettata. Ma se non dovesse intervenire, noi siamo comunque in grado di fare il nostro lavoro".
Continuano però a crescere i sospetti circa l'ipotesi di un gioco autoerotico finito male. A proposito è anche intervenuta Pornthip Rojanasunand, la direttrice dell'istituto di indagine scientifica thailandese, secondo la quale è probabile che Carradine stesse praticando "asfissia autoerotica", consistente nel bloccare il flusso di ossigeno al cervello per far così crescere il piacere sessuale.
Non si tratterebbe dunque di omicidio e a rincarare la dose ci ha pensato anche l'ex-moglie dell'attore, Marina Anderson, che proprio sui documenti di divorzio risalenti al 2001 parlava di "comportamento sessuale ripugnante e anormale, potenzialmente letale" e accusava Carradine di avere avuto persino una relazione incestuosa con un membro della sua famiglia.
Nel frattempo l'Ambasciata USA sottolinea in una nota tutta la propria indignazione per la mancanza di privacy nelle indagini, vista la rapidità con cui sono stati diffusi i particolari sul decesso dell'attore.