Interviste

L'uomo che verrà

Sansa e Rohrwacher: Le donne che verranno

[del 21/10/2009] [di Maurizio Ermisino]
È un cinema scolpito nella roccia, quello di Giorgio Diritti. Solido e profondamente ancorato ai luoghi in cui gira. Sono scolpiti nella roccia, aspri, ruvidi, anche i volti dei contadini coinvolti nella strage di Marzabotto, durante la Seconda Guerra Mondiale, che L’uomo che verrà racconta. Tra questi corpi e questi volti, che sembrano veramente presi da quegli anni e trasportati qui con una macchina del tempo, o le foto dei nostri nonni che hanno preso vita, ci sono due ragazze di oggi, due corpi e due volti modernissimi, che si sono calate in questo affresco dei tempi andati. Sono Maya Sansa e Alba Rohrwacher, volti gentili e lontani dalla sovraesposizione mediatica.
Alla presentazione alla stampa del film, in concorso al Festival di Roma, Maya Sansa è fasciata in un elegante abito nero corto, e ha i capelli raccolti e lisci, lontani da quei riccioli che abbiamo imparato ad amare da La meglio gioventù. È molto più minuta di come appare sullo schermo. Minuta lo è da sempre, sullo schermo e fuori, Alba Rohrwacher. Ha i capelli corti, come la Gwyneth Paltrow di Sliding Doors, e ha un vestito grigio corto in lana. E ha sempre il volto di una bambina impaurita. Ci piace pensarle come due bambine che giocano in cortile: sarebbe Maya quella più estroversa e piena di energia, pronta a trascinare l’altra nei giochi e a conoscere le persone.
Eppure queste due ragazze di oggi si sono calate perfettamente nella parte. Merito anche del dialetto, un bolognese montanaro antico. “Abbiamo avuto un fantastico insegnante, che era bambino al momento della strage di Marzabotto ed è sopravvissuto” racconta Maya Sansa. “Essendo un dialetto specifico della zona non bastava la parlata emiliana generica. Abbiamo dovuto cercare le sfumature, imparare quella che è quasi una lingua straniera. E poi abbiamo dovuto metterci dentro le nostre emozioni, perché non recitassimo soltanto una melodia”.
Ma quello di Maya e Alba è stato anche un grande lavoro sul corpo e sul volto. Per due belle ragazze di oggi non è stato facile amalgamarsi con i ruvidi volti d’altri tempi scelti benissimo da Diritti, e risultare perfettamente credibili. Accoglie i complimenti con imbarazzo, com’è nella sua natura, e ci ringrazia, Alba Rohrwacher, quando glielo facciamo notare. “La prima cosa per noi è stata la fiducia di Giorgio Diritti” ci spiega. “Ha visto in noi questa capacità di fusione con gli altri attori. Il suo sguardo ha visto in noi la capacità di essere dei personaggi. I costumi e il trucco aiutano, certo. Ma sono contenta di sapere che siamo riuscite a mischiarci a questo gruppo di grandissimi attori”.
“C’è stato un grande lavoro di costumisti e truccatori” aggiunge Maya Sansa. “Sono stati molto attenti a riprodurre un’assenza di trucco, che prevede che il trucco sia usato, in maniera poco evidente, per la continuità delle scene. Sul set dovevamo avere le unghie sporche, il collo sporco. E anche i capelli sporchi: cercavamo di lavarceli poco, nei limiti della decenza. Ma eravamo comunque aiutate da paste e da terre per sporcarli. Appena potevamo poi ci rotolavamo a terra. Si tratta di una sporcizia che non è indegna, è la sporcizia di persone che lavoravano nei campi fino a sera e non avevano tempo per lavarsi”. “I vestiti non erano tagliati su misura per il nostro corpo” continua l’attrice. “Erano spesso più larghi, perché a quei tempi le persone si passavano tra loro gli indumenti. Poi devo ringraziare Paola, la signora dell’agriturismo dove alloggiavamo, che è stata una figura importante, un grande esempio di lavoratrice. Mi ha insegnato tante cose, tra cui a fare il pane”. Quel pane che vediamo spezzare sulla scena, e che ci fa venire in mente i racconti della nostra bisnonna, che spezzava un pezzo di pane anche in sei, affinché a nessuno “cascasse il cuore”. E allora ringraziamo Maya Sansa e Alba Rohrwacher, che, insieme a Diritti e a tutto il resto del cast, ci ha fatto vivere in immagini racconti che avevamo vissuto solo attraverso le parole. Sono loro le "donne che verranno". Nel senso che hanno un grande futuro.

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L'uomo che verrà film: L'uomo che verrà genere: Dramadata di uscita:22/01/2010paese:Italiaproduzione:Aranciafilmregia:Giorgio Dirittisceneggiatura:Giorgio Diritti, Giovanni Galavotti, Tania Pedronicast:Maya Sansa, Alba Rohrwacher, Claudio Casadio, Greta Zuccheri Montanari, Stefano Bicocchi, Eleonora Mazzonifotografia:Roberto Cimattimontaggio:Giorgio Diritti, Paolo Marzonicolonna sonora:Marco Biscarini, Daniele Furlatidistribuzione:Mikado Filmdurata:117 min

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Festival Internazionale del Cinema di Roma 2009 evento: Festival Internazionale del Cinema di Roma 2009 data di inizio:15/10/2009data di fine:23/10/2009organizzazione:Gian Luigi Rondi, Francesca Via, Piera Detassis

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