Giulio Base parla del Vangelo di Giuda: “Desideravo raccontare l’inadeguatezza alla Fede”

La fede può rivelarsi un viaggio complesso, sia nella vita reale che sul grande schermo. In quest’ottica, il nuovo film di Giulio Base, che esplora la figura di Giuda Iscariota, promette di sfidare le convenzioni e di offrire una visione inedita della Passione. Con il titolo suggestivo di Il vangelo di Giuda, l’opera si propone di rivelare la storia attraverso gli occhi del traditore, un personaggio controverso che ha suscitato discussioni e interpretazioni nel corso dei secoli. La scelta di lanciare il film poco prima della Pasqua non è casuale e invita a una riflessione profonda sul significato della fede e della redenzione.

Giulio Base, anche sceneggiatore del film, ha presentato questa ambiziosa opera al Locarno Film Festival, suscitando un acceso dibattito sui temi teologici che affronta. "Da tempo sentivo l’esigenza di esplorare la sensazione di sentirsi inadeguati alla fede. Con Giuda, ho amplificato questo sentimento," ha dichiarato il regista torinese, attualmente alla direzione del Torino Film Festival. La commozione che prova per Giuda è evidente: "Mi vedo in lui quando ripeto gli stessi errori. Se tutto è già scritto, qual è la mia responsabilità? Giuda compie un atto di obbedienza e amore, ascolta le parole di Gesù e, dopo aver eseguito il suo compito, si toglie la vita."

Una nuova prospettiva su Giuda

Giulio Base si distacca dalla tradizione classica e propone una riscoperta del personaggio di Giuda, adottando il suo punto di vista. I pensieri del traditore sono espressi attraverso la voce di Giancarlo Giannini, che diventa la chiave per comprendere la sua interiorità. **”Ho voluto che lo spettatore si identificasse con Giuda; mostrare il suo volto avrebbe compromesso questa connessione,”** spiega Base, sottolineando l’importanza di un coinvolgimento soggettivo. La voce di Giuda diventa così una narrazione che esprime le sue riflessioni più intime.

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Un Gesù autentico e coinvolgente

Abel Ferrara nei panni di Re Erode

Per il ruolo di Gesù, Base ha scelto il giovane siciliano Vincenzo Galluzzo, puntando su un’interpretazione fresca e autentica. **”Avevamo in mente attori di fama internazionale, ma quando ho visto Vincenzo alle audizioni, ho capito che era lui,”** racconta il regista. Galluzzo ha abbracciato il personaggio con dedizione, seguendo una dieta rigorosa per perdere peso e immergersi nell’essenza di Gesù. **”Ho voluto provare le sue sofferenze, comprendere il motore delle sue azioni, che è l’amore,”** spiega l’attore, che ha condiviso il set con Vittorio, uno dei figli di Base, nel ruolo dell’apostolo Giovanni.

Riferimenti cinematografici e influenze

Quando si affronta la Passione, non si può fare a meno di menzionare grandi opere come L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese e La Passione di Mel Gibson. **”Alla fine del mio film ho incluso una bibliografia, ma avrei dovuto aggiungere anche una filmografia,”** ammette Base, riconoscendo l’impatto di questi film sulla sua visione. Galluzzo, dal canto suo, trova ispirazione nel lavoro di Gibson per dar vita a una figura di Gesù autentica. **”Non ho copiato, ma ho cercato di dare genuinità al mio personaggio,”** afferma l’attore, sottolineando il suo impegno nel creare un Gesù unico.

Una colonna sonora sorprendente

La musica gioca un ruolo fondamentale in **Il Vangelo di Giuda**, contribuendo a creare un’atmosfera coinvolgente. Base ha optato per una colonna sonora hard rock, un elemento che sorprende il pubblico. **”Volevo che la musica fosse dirompente, e il rock sembrava la scelta più organica,”** spiega il regista. Le scene violente si intrecciano con sonorità evocative, creando un contrasto che invita a riflessioni profonde. **”Sullo schermo non accade quasi nulla, ma la musica amplifica l’esperienza visiva in modo inaspettato,”** conclude Base.

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