Guillermo del Toro ha sempre avuto una connessione profonda con la figura di Frankenstein. Fin da piccolo, quando vide il film di James Whale, la creatura interpretata da Boris Karloff divenne il suo “Gesù personale”. Crescendo, il regista messicano ha scoperto il romanzo di Mary Shelley, trovando in esso una risonanza unica tra la sua vita e quella della giovane autrice dell’Ottocento. Oggi, con l’adattamento su Netflix, Del Toro riesce a portare questa storia iconica in una nuova era, rendendola attuale e significativa.
La sua interpretazione di Frankenstein, che ha appena debuttato sulla piattaforma di streaming, è il risultato di un lungo viaggio creativo. Dopo aver partecipato al concorso di Venezia nel 1982 e aver avuto una breve proiezione nelle sale, questo adattamento è un vero dono, non solo per il pubblico, ma anche per il regista. Non è un caso che sia possibile grazie al successo di “Pinocchio”, un’altra storia che ha toccato profondamente Del Toro, premiata con l’Oscar e il Golden Globe nel 2023.
Il cast di questo film include Oscar Isaac nel ruolo di Victor Frankenstein e Jacob Elordi come la creatura, e il trio ha condiviso che questa versione è diversa da tutto ciò che abbiamo visto fino ad ora. Un aspetto fondamentale è che per la prima volta è il mostro a raccontare la propria storia.
Un racconto a due voci: Victor e la creatura
La decisione di narrare la storia da due punti di vista, quello di Victor e della creatura, rappresenta una delle scelte più affascinanti del film. Del Toro ha sottolineato l’importanza di questa dualità: “Questo è stato il punto più impegnativo e cruciale della nostra versione. C’è una costruzione enorme, che si sviluppa in modo inedito. All’inizio, Victor afferma: questa è la mia storia e ho ragione. Ma poi arriva un’altra voce che dice: no, no, c’è un altro lato di questa storia”. Questo approccio offre una nuova dimensione narrativa e invita il pubblico a riflettere su differenti verità.
Ribellione e rabbia: motori dell’umanità
Il tema della ribellione e della rabbia emerge con forza, rappresentando una sorta di carburante per Victor e la creatura. “Disobbedire è fondamentale per me”, afferma Del Toro, “è un atto di pensiero, è ciò che ti rende umano”. Isaac condivide questa visione, descrivendo la rabbia come un fuoco che può dare vita ma anche diventare distruttivo. Elordi, dal canto suo, sottolinea il valore della rabbia, considerandola una forma di passione e verità.
– La ribellione come atto di affermazione
– La rabbia come mezzo di espressione
– La ricerca di una verità personale
La ricerca della propria voce
La creatura deve prima trovare la propria voce per raccontare la sua storia. Elordi riflette su questo processo, notando che anche lui sta ancora cercando di scoprire la propria voce. “Credo che tutti, da bambini, vogliano raccontare la propria storia. Si tratta di conoscere se stessi e di essere attivi nella propria esistenza”, afferma.
Un gesto significativo nel film, ideato da Del Toro, è quello con cui la creatura esprime il desiderio di contatto umano: toccarsi la testa con la mano. “Questo gesto è diventato il nostro modo di comunicare”, racconta Elordi, mentre Del Toro aggiunge che per la creatura, quelle tre parole – Victor, Elizabeth, amico – rappresentano il suo mondo.
Non essere soli: il desiderio della creatura
La creatura desidera ardentemente non essere sola. Quando comprende che il suo aspetto mostruoso lo esclude dal mondo umano, chiede a Victor di creare una compagna, così da “poter essere mostri insieme”. Questo desiderio di connessione solleva interrogativi profondi: è possibile trovare la felicità nell’accettazione della propria mostruosità? Del Toro esplora questa tematica, affermando che, mentre è naturale cercare compagnia, c’è una consapevolezza più profonda da abbracciare: “Sei nato solo e morirai solo, e va bene così”.
Articoli simili
- Frankenstein di Guillermo del Toro: Mia Goth brilla con una collana Tiffany da 40 carati!
- Oscar 2026: previsioni per le categorie tecniche, in gara I peccatori, Frankenstein e Anderson
- Golden Globe 2026: Paul Thomas Anderson verso una serie di premi imperdibili!

Vivete l’esperienza del cinema dall’interno con Ada Mancini ! Festival, tecnologie immersive e recensioni di sale vi aspettano per arricchire le vostre visioni.



