James Cameron con Avatar ha voluto regalare una nuova visione del cinema ai suoi tanti fans e spettatori. Ma quale regalo? Si chiederebbe un ignaro e ingenuo spettatore nel leggere in questi giorni le ridicole tesi di tante riviste, quotidiani e siti web.
Continuano infatti ad affiorare accuse senza capo né coda contro il film, probabilmente tanto per attirare l'attenzione in un momento storico in cui molti evidentemente ne sentono il bisogno. Se all'inizio il dito era stato puntato solo contro il personaggio di Sigourney Weaver, reo di incitare al consumo delle sigarette (perché giustamente il pubblico sta a guardare quello in mezzo al cotanto spettacolo visivo del film), altri "crimini" sono stati via via imputati all'ultima creatura del regista di Titanic.
Dopo l'insurrezione del mondo cattolico contro il presunto incitamento al panteismo (denigrato tra l'altro come "pseudo-dottrina", all'insegna del proverbiale rispetto verso le altre forme di pensiero che tanto contraddistingue il Vaticano), è arrivata la demoninazzazione del 3-D che provocherebbe nausea (ma state tranquilli che se non avete problemi vostri a monte il massimo che può capitarvi sarà giusto un leggero mal di testa). Fino poi alla più culturale delle accuse: quella di aver assassinato il cinema umano, venuta poi da un regista che con il suo ultimo film, Il caso dell'infedele Klara, non ha effettivamente dovuto ricorrere agli effetti speciali per tentare il proprio personale omicidio.
Oggi arriva direttamente in pompa magna anche l'accusa secondo la quale il film provocherebbe negli spettatori depressione e istigherebbe così al suicidio. Guardando su Twitter e Youtube (attente indagini lo confermano) si sprecano infatti i commenti di spettatori che, venuti a contatto con il mondo di Pandora, non sarebbero più in grado di reinserirsi nel mondo reale, provando un disprezzo tale nei confronti della nostra Terra da convenire che forse è meglio abbandonarla. Ma non sarà mica forse che queste persone avranno dei problemi a prescindere o che semplicemente tali esternazioni non sono altro che commenti entusiasti seguiti alla visione del film e che quindi lasciano il tempo che trovano? E se poi anche fosse, non sarà che il problema non è Avatar ma forse proprio il nostro mondo?
Certo che no, pur di fare notizia con il film più visto, più cliccato e più chiacchierato del momento, meglio fare i sensazionalisti. Quindi insomma, non andate a vedere Avatar: contribuirete a far perdere ad attori in carne ed ossa il loro lavoro, comincerete a fumare rischiando di ammalarvi, ma ancor prima avrete nausea per settimane, fino a quando inquietanti crisi mistiche non vi faranno credere che forse è arrivato il momento di porre fine alla vostra esistenza.