Diciamolo subito, cantanti e attori se la intendono: agli attori non si chiede ormai più di saper solo recitare, come però del resto ai cantanti non è quasi più richiesta la sola voce, ma anche un'immagine e un carisma da vero "personaggio" in grado di bucare lo schermo. Così aumentano gli artisti che sperimentano le due carriere e, si sa, entrambe hanno i loro continui alti e bassi.
Lo sa bene Beyoncé Knowles, protagonista del film Obsessed, dal 17 luglio sugli schermi italiani, la cui carriera cinematografica si è rivelata altalenante come invece mai lo è per ora stata quella musicale. Dopo il fulminante esordio del 2002 con Austin Powers in Goldmember (oltre 300 milioni di dollari d'incasso nel mondo, di cui 213 solo negli Stati Uniti), la Knowles è passata alla parziale delusione di La pantera Rosa, fino ai disastri di Cadillac Records e di Dreamgirls, il musical costruito apposta per vincere (e farle vincere) l'Oscar, ma che alla fine si è rivelato di poco successo sia per la critica, che per il pubblico, che soprattutto per l'Academy. Gli inaspettati 70 milioni guadagnati da Obsessed negli Stati Uniti sembrano però adesso darle ancora più di qualche speranza.
Ciò che insomma sembra mancare alla "pantera nera" della musica americana è ancora quella grande occasione che altre invece hanno avuto, chi più chi meno meritatamente. Guardate Madonna e le sue discutibili interpretazioni di film come Sai che c'è di nuovo? del 1999 e Travolti da un destino del 2001. Beyoncé ha forse qualcosa di invidiare alla nostra "material girl"? Eppure è lei quella che ha vinto il Golden Globe nel 1996 per il musical Evita, soffiando la parte persino ad una come Meryl Streep (che all'epoca con la sua solita ironia confessò: "Posso cantare molto meglio di lei e se ottiene lei la parte posso anche finire per strozzarla!").
Costantemente troviamo il musical a fare, come logico e giusto che sia, da banco di prova per i cantanti che vogliono provare a fare gli attori e viceversa. Rob Marshall lanciò nel 2002 Queen Latifah, cantante afro-americana che agguantò la nomination all'Oscar come migliore attrice non protagonista per Chicago. Peccato che il suo talento sia poi stato sprecato con scelte non proprio azzeccate e la "reclusione" in stereotipi e macchiette che non hanno dato giustizia al suo talento comico. Tant'è che Marshall ci riproverà nell'imminente Nine con Fergie, all'anagrafe Stacy Ann Ferguson, ovvero la cantante dei Black Eyed Peas.
Sempre in Nine rivedremo invece un'altra star che ha tentato di compiere il passo inverso, ovvero quella Nicole Kidman che nel 2001 incantò il mondo con il Moulin Rouge di Baz Louhrmann. L'nterpretazione le fruttò una nomination all'Oscar, alla fine non concretizzatasi per colpa di un'edizione che doveva confutare l'accusa razzista avanzata nei confronti dell'Academy e che per questo decretò vincitori tra gli attori Denzel Washington e Halle Berry. Da quel momento la Kidman sarebbe tornata a cantare al cinema solo nel breve assaggio di Over the rainbow in Australia, sempre di Louhrmann. Molti pronosticarono all'epoca un suo approdo nel mercato discografico, ma l'unica sua incursione finora è rimasta Somethin' stupid, la hit natalizia del 2001 con Robbie Williams, cover di una canzone di Frank Sinatra.
C'è invece chi l'Oscar l'ha vinto, seppure in una categoria molto poco cinematografica come è quella della miglior canzone originale. Parliamo di Marshall Matthers, in arte Eminem, che ha convinto tutti con la sua interpretazione nel film semi-autobiografico 8 mile, da cui è tratta la hit Lose yourself. Ma non ce ne voglia il rapper bianco più famoso del mondo se diciamo che il binomio musica/cinema è rimasto nel tempo soprattutto affar di donne, anzi, di dive. Se Scarlett Johansson ha fallito il suo lancio nel mercato discografico, altre sono riuscite a piazzare contemporaneamente al numero uno delle classifiche cinematografiche e musicali un proprio prodotto. Le uniche tre ad avercela fatta sono state Barbra Streisand, Whitney Houston e Jennifer Lopez.
La prima ha trionfato con il film (e con la rispettiva colonna sonora) Come eravamo (1973) di Sidney Pollack e con Robert Redford, mentre la seconda ha raggiunto il traguardo nel 1995 con l'album e l'omonimo film Waiting to exhale, diretto da Forest Whitaker, sebbene il suo più noto successo rimanga la colonna sonora di Guardia del Corpo, che ad oggi è quella più venduta di sempre (42 milioni di copie). Più complessa, dobbiamo dirlo, è stata la vicenda di Jennifer Lopez, che nella stessa settimana del 2001 si ritrovò il film Prima o poi mi sposo primo tra gli incassi e l'album J.Lo al vertice delle chart musicali. È stato l'unico caso in cui il disco non era legato al film.
Ci riuscirà anche la nostra Beyoncé Knowles ad entrare tra le dive baciate dalla fortuna, dai numeri e dai guadagni milionari? Il suo acuto più alto l'ha eseguito in Happy Face insieme alle altre Destiny's Child, non costringetela a superarsi per farsi sentire. Ne va dei vetri delle vostre case.