Special1

A Serious Man

Joel e Ethan Coen: un cinema cinico e molto poco "serious"

[del 30/10/2009] [di Diego Scerrati]

Pessimismo Cosmico? Banalità del male? Semplicemente il fato? Perdete pure tempo a definirlo come volete, ma il cinismo che contraddistingue i fratelli Coen intanto colpisce ancora e diventa sempre più radicale con A serious Man, quasi un non-film caratterizzato da una sequela di quadretti che si susseguono sfiorando un Assurdo di beckettina memoria. "Non a tutto c'è un significato" ci dice in fondo uno dei rabbini in questo film che tra tutti è il più "coeniano" e forse per questo anche il più estremo.

Diciamo che il mondo americano i due registi lo hanno affrontato un po' in tutte le sue sfaccettature, dagli hippie di Il grande Lebowski, alla comunità di confine di Fargo, ai miliardari di Prima ti sposo poi ti rovino fino all'America rurale di Fratello dove sei?. Ora, dopo il richiamo al vecchio west di Non è un paese per vecchi, eccoci catapultati invece nella comunità ebraica, alle prese con le vicende di un "serious man" che nonostante faccia di tutto per starsene buono e tranquillo è continuamente oggetto di piccole e quotidiane sfortune che minano l'integrità del suo essere uomo di famiglia, di fede e di impeccabile professionalità.

Di nuovo dunque un "uomo che non c'era", alieno alle logiche del mondo, lontano dai meccanismi perversi della società eppure anch'esso alla fine preda di quella misteriosa maledizione della vita in cui ogni personaggio dei Coen inevitabilmente crolla. Nel sogno, nella realtà, nell'assurdo, in ogni cosa finisce per aleggiare sempre il male, la morte, l'impressione che un deus ex machina si diverta a muovere le vicende quotidiane di ognuno in base solo al casuale lancio della monetina con cui Javier Bardem stabiliva il destino di ogni essere umano che incontrava.

I Coen continuano a descrivere un mondo in cui la solitudine la fa da padrona, in cui il matrimonio di Prima ti sposo poi ti rovino è solo un illusorio e ipocrita legame, in cui gli stessi soldi sono o una chimera irraggiungibile (Fratello dove sei?) o la causa della successiva distruzione dei protagonisti (Ladykillers e Non è un paese per vecchi). Metafora del capitalistico occidente? Può darsi, ma da quello spartiacque che forse è Non è un paese per vecchi in qualche modo il cinismo dei Coen si è fatto più surreale, per certi versi ermetico, criptico, trasformandosi in una riflessione meno radicata nel sociale ma più esistenziale e poetica, un misto tra l'Antonioni più indecifrabile e la cinica ironia del Woody Allen di Match Point.

Ogni status quo (fin da quello hippie di Il grande Lebowski) è nei loro film destinato prima o poi ad essere messo a soqquadro da anche il più insignificante degli accadimenti. Ma ora che hanno raggiunto ormai la maturità artistica, i Coen non si accontentano più di guardare con sarcasmo ai vizi e alle ipocrisie della nostra società, ma filosofeggiano votandosi ad un costante "istinto di morte" da cui viene attratta ogni singola azione di un film, spingendo alla deriva ogni personaggio incapace di "accettare il mistero" (parafrasando sempre A serious man), il mistero di un male probabilmente insito nella nostra natura e per questo senza origine né destinazione (il "male assoluto" interpretato da Javier Bardem ne è una dimostrazione).

Il cinema dei Coen evolve così verso il collasso della storia, verso la continua apertura di sotto-trame con la loro successiva mancata conclusione, in direzione di un caos nichilista che si trastulla con la nostra natura più violenta, malvagia e senza confini netti come è la cittadina di Fargo, in un perpetuo oscillare tra Bene e Male, piatti di una bilancia che è nelle mani di qualcuno che dall'alto gioca e sa la ride. Qualcuno davvero di molto poco "serious".

« torna all'elenco speciali  •  tutti gli articoli correlati »

 
 
Solo i membri possono partecipare ai commentiiscriviti gratuitamente »
 

A Serious Man film: A Serious Man genere: Comedydata di uscita:04/12/2009paese:USAproduzione:Working Title Filmsregia:Ethan Coen, Joel Coensceneggiatura:Ethan Coen, Joel Coencast:Adam Arkin, Richard Kind, George Wyner, Fyvush Finkel, Michael Stuhlbarg, Katherine Borowitz, Raye Birk, Amy Landecker, Sari Lennick, Fred Melamedfotografia:Roger Deakinsmontaggio:Ethan Coen, Joel Coencolonna sonora:Carter Burwelldistribuzione:Medusadurata:105 min

galleria fotografica
A Serious Man
A Serious Man
A Serious Man
A Serious Man
Richard Kind
A Serious Man
Joel e Ethan Coen
A serious man

vai alla gallery »

Joel & Ethan Coen persona: Joel & Ethan Coen ruolo:Regista, Sceneggiatore

articoli correlati  

The Boys Are Back In Town

Fratelli Coen: I nostri ebrei, per nulla invincibili

galleria fotografica

vai alla gallery »

Domiziano Arcangeli

Domiziano ArcangeliHouse of Flesh Mannequins: intervista a Domiziano Arcangeli Parte II[di Paolo Zelati] [12/06/2011]

 Continua la nostra intervista con l'attore/produttore Domiziano Arcangeli (italiano dotato di doppio passaporto e che vive attualmente a Los Angeles) che ci racconta come House of Flesh Mannequins sia diventato un caso nazionale grazie ai "pirati" ...

[0]
 
Domiziano Arcangeli

Domiziano ArcangeliDomiziano Arcangeli ed il "caso" House of Flesh Mannequins: Prima Parte[di Paolo Zelati] [10/06/2011]

 Domiziano Arcangeli, attore e produttore, italianissimo ma che ormai vive ad Hollywood dove, insieme ad altri "irriducibili" continua a recitare e a produrre Cinema di genere. E proprio uno dei suoi film (House of Flesh Mannequins) è diventato un ...

[0]
 
Federico Zampaglione

Federico ZampaglioneCon l'horror nel cuore[di Paolo Zelati] [13/05/2010]

In occasione dell'uscita nelle sale italiane di Shadow, abbiamo incontrato Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino nonchè "intrepido guerriero" votato alla rinascita dell'horror italiano. Nell'intervista che segue, Federico ci confessa il suo a...

[0]
 
Roma Independent Film Festival

Roma Independent Film FestivalRIFF: Marco Bonini ci parla di 18 anni dopo, road movie all'italiana[di Marta Volterra] [14/04/2010]

Alla IX edizione del Roma Indipendent Film festival anche quest’anno tanti film italiani indipendenti per testimoniare una produzione nostrana alternativa e dare spazio alla cinematografia di qualita’ tra fiction e documentari. Tra gli altri, gio...

[0]
 

tutte le interviste »

  
  |  REGISTRATI »
  ricerca avanzata »