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Le Particelle Elementari

SESSANTOTTO… SESSO IN TUTTO! - Dal bestseller di Michel Houllebecq un film

[del 07/08/2009] [di Tania Sollazzo]

“Il controllo dell’atto della procreazione condurrà alla totale divisione tra la procreazione e il sesso” è questo probabilmente ciò che Houellebecq ci vuole far capire attraverso il suo romanzo Le particelle elementari da cui è stato tratto questo film.

E’ un’analisi di una società che sta perdendo piano piano i propri valori, tra cui anche quelli relativi al piacere sessuale. Bruno e Michael, i protagonisti, sono due facce della stessa medaglia. Il primo è un rispettato ricercatore di biologia molecolare che non riesce ad avvicinarsi al sesso o all’amore con naturalezza ma piuttosto vive con essi un rapporto conflittuale che viene risolto solo da adulto, il secondo Bruno è un professore che va e viene dalle cliniche psichiatriche e che rispetto a Michael cerca e vede in ogni propria esperienza il sesso cercando di viverlo in ogni suo aspetto, anche il più estremo.

Il libro, così come il film, risulta essere un chiaro ed evidente attacco alla liberalizzazione sessuale che è avvenuta intorno al ‘68. Gli anni 60 e le comunità hippy fanno da sfondo alla vita di Bruno e Michael che vengono abbandonati a loro stessi da una madre che rifiuta la loro presenza da un lato perché loro le ricordano il tempo che passa, dall’altro per la voglia di appartenenza a questa rivoluzione che si sta attuando attraverso le comunità hippy. Il regista Oskar Roehler nel film Le particelle elementari racconta il libro partendo dalla fine e rinuncia per quanto gli è possibile a scandalizzare il pubblico raccontando il sesso come lo racconta Houellebecq nel libro.

Nonostante questo tentativo, il film è vietato ai minori di 14 anni. Forse proprio per questa necessaria omissione il film riesce a far concentrare ancora di più il pubblico sul decadimento della nostra società. Il concetto di coppia che è stato messo in discussione negli anni sessanta viene qui inseguito come un miraggio, e tutt’oggi, se ci pensiamo, coppie che stanno insieme da trent’anni sono rarità. Ed è questo che cercano avidamente i protagonisti di questo film. La più rappresentativa in questo senso è Annabelle (nel film interpretata da Franka Potente) amica di infanzia di Michael che è innamorata di lui dall’età di 5 anni. I due si perdono proprio per questa ricerca di amore stabile e non libero e per l’incapacità di Michael di esprimere i propri sentimenti probabilmente condizionato dalla madre hippy che gli mostra come esempio una vita libera e non una coppia stabile. Nonostante questi ostacoli alla fine i due si ritrovano. Annabelle ha provato la nuova società sulla propria pelle e ha subito la mercificazione del proprio corpo trovando solo uomini che volevano possederla perché era un bell’oggetto, un bel trofeo. Stanca di tutto questo, stanca di cercare quello che sua madre aveva trovato, ovvero un marito che le è stato vicino tutta la vita, si è rifugiata nel suo paese rinunciando ai soldi e a una vita bella ma vuota. E’ così che ritrova Michael ancora vergine non solo fisicamente ma soprattutto nei confronti della vita, e con lui lei può ricominciare. All’opposto di Michael c’è Bruno (nel film Moritz Bleibtreu) che rappresenta l’evoluzione o meglio l’involuzione della rivoluzione sessuale degli anni sessanta. Lui vuole provare ogni esperienza, nonostante sia sposato e abbia un bambino non si rassegna alla ricerca del piacere che in quel periodo è così facile da trovare. Come Annabelle, è una vittima di questa nuova società. Va in vacanza in campeggi dove si pratica il libero amore per cercare il piacere ma di questo sarà prima carnefice e poi vittima. In uno di questi campeggi, infatti, troverà Christiane (Martina Gedeck) con lei scoprirà l’amore e vivrà il sesso in ogni sua dimensione. Ma sarà proprio questo a portargliela via.

E’ esattamente questa la bellezza lancinante di questo film: è un pugno nello stomaco ma è la pura realtà, la realtà di una società che si sta perdendo e che preferisce la massificazione al concetto di unicità. Gli uomini come atomi impazziti vivono la vita senza una progettualità o speranza, condizionati e trasportati dalla massa. Una società che rifiuta la verità e che quindi rifiuta le particelle elementari, proprio come dice Houellebecq, “la verità è come una particella elementare, non è ulteriormente divisibile”.

Il film fu presentato a Berlino alla 56ma mostra e vinse l’orso d’argento per il miglior attore Moritz Bleibtreu per la sua splendida interpretazione di Bruno.
Molto interessante la sessione extra del dvd. Contiene infatti uno splendido documentario sull’autore del romanzo Michel Houellebecq, 36 minuti diretti da Stefano Bedetti e Marco Saracco. Da questo documentario si evince quanto sia autobiografico il libro e si comprende anche la poliedricità di Houellebecq che non solo scrive ma collabora anche ad una mostra fotografica e canta le sue poesie.
 

Produzione dvd
Medusa Home Entertainment
Data uscita
18/10/2006
Formato video
PAL - Area 2
9 Singola faccia, doppio strato
Formato schermo: Widescreen
Lingua e audio
italiano, Dolby Digital 2.0 - stereo - tedesco, Dolby Digital 2.0 - stereo
Contenuti Extra 1) Documentario Michel over nous. Il caso Houellebecq di Stefano Bedetti e Marco Saracco (36’) 2) Trailer Italiano 3) Trailer originale 4) Cast e Filmografie 5) Galleria Fotografica.

verità è come una particella elementare, non è ulteriormente divisibile

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Le Particelle Elementari film: Le Particelle Elementari genere: Dramadata di uscita:21/04/2006paese:Germaniaproduzione:Medienfonds GFPregia:Oskar Roehlersceneggiatura:Oskar Roehler, Michel Houellebecqcast:Moritz Bleibtreu, Christian Ulmen, Martina Gedeck, Franka Potente, Nina Hoss, Uwe Ochsenknechtfotografia:Carl-Friedrich Koschnickmontaggio:Peter R. Adamcolonna sonora:Martin Todsharowdistribuzione:Lucky Reddurata:113 min

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