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Quando la fantascienza è ai massimi livelli
Nel 1954 lo scrittore Jack Finney, pubblica un romanzo intitolato L’invasione degli ultracorpi e, poco tempo dopo, il produttore americano Walter Wanger rimane affascinato dal clima di coinvolgente paranoia che si respira durante la lettura di quelle pagine. Così, anche a causa del grande successo che il cinema di fantascienza stava riscuotendo tra il pubblico, decide che da quel libro sarebbe potuto essere tratto un grande film. Wanger ingaggia così Don Siegel per la regia e affida la sceneggiatura a Daniel Mainwaring; il budget previsto è di $454,864 per un totale di 24 giorni di riprese. Una volta scelte le location alternative (la Mill Valley descritta nel romanzo si rivelò essere troppo dispendiosa) però, lo Studio decide che il budget è troppo alto per un film di quel tipo e lo riduce a $350,000 togliendo anche 4 giorni dalla shooting schedule. Questi tagli decisi dall’alto rendono impossibile, per Siegel, formare il cast al quale aveva pensato; i candidati per il Dottor Miles, protagonista maschile, erano Gig Young, Dick Powell e Joseph Cotten, mentre per nel ruolo di Becky erano state preavvisate Anne Bancroft, Donna Reed e Kim Hunter. Siegel, però, deve optare per i semi-sconosciuti Kevin McCarthy e Dana Wynter (al suo esordio assoluto su grande schermo).
Strepitoso esempio di fantascienza paranoica tipica degli anni Cinquanta, il film racconta la storia di una piccola cittadina statunitense chiamata Santa Mira dove, un giorno, la gente comincia a recarsi dal Dottor Miles (il medico locale) per denunciare un fatto curioso: i loro famigliari hanno qualcosa di strano, fisicamente sono uguali a prima ma, giurano i congiunti, non sono più le stesse persone. Dopo un iniziale scetticismo il Dr Miles si troverà ad affrontare una vera e propria invasione aliena: le persone del villaggio vengono “replicate” con l’aiuto di strani baccelli a misura d’uomo e l’unica differenza tra le “copie” aliene e le persone vere è rappresentata dalla totale mancanza di emozioni. Non è mai stato rivelato in modo chiaro (anche perché Siegel non si è mai voluto esprimere in questo senso) se L’invasione degli ultracorpi sia stato “progettato” come una metafora maccartista (alieni:comunisti) o anti-maccartista (alieni: il senatore Joseph McCarthy e chiunque ci voglia togliere la nostra libertà) ma sicuramente, il film coglie in pieno – e questa è una caratteristica del cinema fantastico al suo massimo – lo strano clima che si respirava all’epoca nella società americana. E la stessa cosa si può dire per i due remake realizzati da Philiph Kaufman nel 1978 (Terrore dallo spazio profondo) e Abel Ferrara nel 1992 (Ultracorpi: l’invasione continua). Grande delusione, invece, il recente The Invasion; scritto da Dave Kajganich e inizialmente diretto da Oliver Hirschbiegel, il film ha subito dei ritocchi dell’ultimo minuto per mano di James Mc Teigue, il quale ha girato delle scene aggiuntive dirette dai fratelli Wachowski. Confuso e poco convincente, il film risulta ancora più deludente visto il complicato periodo storico che stiamo vivendo. Non resta che consolarci con il classico di Siegel e con l’ottima edizione italiana in dvd proposta dalla Sinister Film.
Presentato nel corretto formato anamorfico, il film è corredato da alcuni interessanti contenuti speciali, il più significativo dei quali è The Night America Trembled, ricostruzione filmata della celeberrima trasmissione radiofonica di Orson Welles La guerra dei mondi. Il film è stato realizzato da Tom Donovan nel 1957 per la televisione americana. Gli altri extra comprendono un’intervista al grande attore protagonista Kevin McCarthy, una presentazione del film a cura di Luigi Cozzi (grande conoscitore della fantascienza americana), il trailer e la galleria fotografica. Completa il tutto un intrigante booklet illustrato (con foto e manifesti) contenente un saggio sul film scritto da Stephen King.
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Un classico da avere assolutamente
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