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Amore e Psiche ai giorni nostri
Che rapporto c’è tra l’intimità fisica e l’amore? Questo è uno dei tanti temi che vengono affrontati in maniera superba dalla Comencini in uno dei suoi film più belli. Attraverso gli occhi innocenti di una bimba che si sta preparando alla comunione ci viene raccontato lo sconvolgimento di un mondo familiare che per anni aveva vissuto in una calma apparente. La bellezza del Il più bel giorno della mia vita è proprio la pluralità di punti di vista: quello di Maria, la figlia più piccola di Rita (Sandra Ceccarelli), ma anche quello di Sara (Margherita Buy ) sorella di Rita, di Claudio (Luigi Lo Cascio) fratello di Rita e Sara, della mamma di loro tre Irene (Virna Lisi). È la storia di una famiglia che affronta la preparazione della comunione di Maria e che in queste due settimane scopre cos’è la verità gettando la maschera dell’ipocrisia e guardandosi per la prima volta per come sono realmente. In fondo tutti abbiamo delle maschere che indossiamo anche nella vita familiare finché non si è obbligati a toglierle perché diventano troppo strette e quasi ci soffocano. Ed è così ad esempio che Rita affronta la sua crisi coniugale con il marito cercando di nascondere a tutti la sua sofferenza, soprattutto a se stessa, fino a quando capisce l’importanza del connubio tra eros e sentimento.
Il film gira tutto intorno all’erotismo, è come se i protagonisti di questa storia, gettando la maschera dell’ipocrisia, riscoprissero l’importanza dell’eros. La stessa Sara è una donna apparentemente molto forte ma nella realtà è molto fragile, ha paura per suo figlio e non si fida di nessuno. Quando arriverà ad affrontare apertamente le sue fragilità sia con suo figlio che con la sua famiglia allora scoprirà la possibilità di una nuova relazione. Claudio, invece, è gay ed ha un compagno, Luca, che vorrebbe convivere con lui. Entrano in crisi quando devono uscire allo scoperto con la mamma di Claudio, outing che per quest’ultimo sarà una rinascita nello spirito e nel corpo.
La verità sembra avere un potere sull’erotismo, persino su Irene che ammette a se stessa di non averlo mai vissuto a pieno. Stupenda la scena in cui Rita trova la mamma a guardare un film porno, per Irene è la scoperta della verità: non era felice, non conosceva l’unione tra il sentimento e l’erotismo. Con questa consapevolezza cambia il suo modo di vedere i figli e subentra una comprensione che prima non poteva avere perché non poteva capire. L’intimità fisica e l’amore sono due modi diversi per conoscere una persona e spesso non è detto che si armonizzino ed è questo che la Comencini ci illustra in maniera perfetta grazie soprattutto alla splendida interpretazione di Virna Lisi che è il centro del film.
Sono storie ordinarie quelle di cui ci parla la Comencini, storie che ci circondano e che per questo devono portarci a riflettere. È un’opera che parla dell’ipocrisia che domina l’amore, spesso idealizzato, e del sesso che è poco trattato e che rende il film coraggioso proprio nel voler mostrare l’incomunicabilità che domina nella nostra società. Lo stesso figlio di Sara che tenta il suicidio per una convinzione sbagliata ne è la dimostrazione. Se si imparasse a parlare di più e in maniera più schietta probabilmente ci sarebbero meno complessi e meno traumi, ma questo non è sempre facile e questo film ce lo mostra a pieno. Stupenda la direzione artistica e la fotografia che aiutano lo spettatore ad immedesimarsi e a volte a sorridere soprattutto quando si assume il punto di vista innocente della bimba Maria.
Molto interessante la sezione dei contenuti speciali dove nel dietro le quinte ogni attore analizza il proprio personaggio da un punto di vista psicologico, facendo capire allo spettatore il lavoro che ha dovuto fare per entrarvi. In particolare fondamentale è il contributo della Comencini che ci propone più chiavi di lettura, alcune non facilmente rilevabili, tanto da far venir voglia di rivedere il film seguendo i consigli della regista. Importante in questo senso risulta la spiegazione dell’utilizzo dell’architettura all’interno della pellicola, come ad esempio le inquadrature della casa in campagna di Irene, del monolocale di Claudio o i dettagli sulle statue di ponte Milvio, che spesso ritornano nel film. Nulla è casuale, tutto ha un senso che viene esplicitato grazie agli extra. Istruttivo soprattutto per chi vuole intraprendere questo mestiere facendone un’arte e non del semplice marketing.
Contenuti speciali: Dietro le quinte, trailer, Galleria fotografica
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Il potere della verità è quello di liberarti dalle paure che creano le bugie
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film: Il più bel giorno della mia vita genere: Dramadata di uscita:12/04/2002paese:Italia, UKproduzione:Cattleya, Rai Cinemafiction, The Producers Filmsregia:Cristina Comencinisceneggiatura:Giulia Calenda, Cristina Comencini, Lucilla Schiaffinocast:Virna Lisi, Margherita Buy, Sandra Ceccarelli, Luigi Lo Cascio, Marco Baliani, Marco Quaglia, Jean-Hugues Anglade, Ricky Tognazzi, Gaia Conforzi, Francesco Scianna, Francesca Perini, Maria Luisa De Crescenzo, Andrea Sama, Giulio Squillacciotti, Gabriella Barbuti, Larisa Filippova, Giulia Mastalli, Luca Scapparonefotografia:Fabio Cianchettimontaggio:Cecilia Zanusocolonna sonora:Franco Piersantidistribuzione:01 Distributiondurata:102 min brain factor:
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