Recensioni

Le Idi di Marzo

I sogni muoiono all’alba

[del 16/12/2011] [di Giuliana Molteni]
Tu quoque, Brute, fili mi!
Così esclamò Giulio Cesare quando si accorse che a pugnalarlo insieme agli altri congiurati era stato il figlio adottivo Bruto, il giorno delle idi di marzo del 44 a. C.
Una chiave di lettura è inequivocabilmente legata al titolo in questo film, diretto e interpretato da George Clooney. Bruto partecipando alla congiura ha deluso maggiormente Cesare o è Cesare ad aver deluso Bruto, dimostrandosi indegno della sua stima e portandolo così al tradimento? Senza considerare che, in campo psicanalitico, per un giovane l’uccisione del padre in senso metaforico è una fase riconosciuta del complesso edipico.

La storia raccontata nel film è tratta molto liberamente da una pièce teatrale di Beau Willimon, Farragut North, scritta dopo aver partecipato alla campagna dell’aspirante candidato alla Presidenza Howard Dean nel 2004. La sceneggiatura è opera di Clooney stesso oltre che di Grant Heslov, suo stretto collaboratore da anni (oltre che faccia conosciuta come attore). Siamo nell’ambiente della politica di oggi, negli Stati Uniti. Ci hanno convinti che tutto si vende, merci e persone, prosciutti e ideali. Si chiama marketing e di queste tattiche è maestro il giovane Stephen, vice responsabile della campagna elettorale del Governatore Morris, impegnato nelle primarie in Ohio, dalle quali emergerà il candidato democratico ufficiale che concorrerà per la Presidenza. Per Stephen però Morris non è una merce da piazzare, lui in Morris crede davvero, crede nel suo programma, nelle sue idee, nelle parole che pronuncia, crede che davvero se eletto cambierà in meglio il paese, coraggiosamente schierato contro i vecchi politici, le vecchie idee, i vecchi trucchi. Quando scopre che anche Morris ha qualcosa da nascondere, che anche lui non incarna la perfezione che si aspettava, la sua delusione è forte, ma più forte lo sarà quando si accorgerà di essere finito in mezzo ad un gioco di politicanti vecchio stile, di essere caduto in una trappola ingiusta, le cui conseguenze il suo idealizzato candidato ha avvallato senza battere ciglio. Il rifiuto da lui ricevuto gli farà rigettare ogni principio cui si era finora attenuto.

Dopo la lusinghiera accoglienza al Festival di Venezia, Le idi di marzo arriva adesso sugli schermi italiani, un film di tensione morale, di etica, di principi.
Si parla del crollo degli ideali, della presa di coscienza di quanto sia illusoria la possibilità di un vero cambiamento, i personaggi sembrano nuovi e i vizi sono antichissimi, la politica è in disfacimento, nell’incapacità di liberarsi dai cascami di un passato che in realtà non passa mai. George Clooney come regista sempre di più mostra di avere come modello concettuale ed estetico il cinema di impegno sociale e civile degli anni ’70, con un rigore quasi documentaristico anche nell’impeccabile realizzazione formale, sempre di classe e mai di maniera, senza ricercare uno stile “d’epoca” come aveva fatto nei due suoi film precedenti, Good Night, and Good Luck e In amore niente regole. Come attore, rivestendo il secondo ruolo principale del film, si ritaglia lo spazio per un’interpretazione perfetta, dove gigioneggia da politico piacione nella prima parte e nella seconda da vero politico cala una maschera di nuova durezza.

Protagonista è Ryan Gosling, in questo che è per lui l’anno migliore per la sua carriera, che della sobrietà espressiva sta facendo la chiave riconoscibile del suo successo, come un de Niro che ha sempre portato la sua faccia sul personaggio e non viceversa. Come comprimari troviamo due strepitosi maestri di cinismo, Philip Seymour Hoffman e Paul Giamatti, responsabili delle campagne dei due candidati, avversari ipocriti che combattono con gli stessi metodi. Evan Rachel Wood è l’immancabile stagista. Compare anche Marisa Tomei, ancora bella al naturale, nel ruolo di una giornalista da scoop e nemmeno lei fa una gran bella figura, lontani sono i tempi di Tutti gli uomini del Presidente.
Duole dirlo, ma temiamo che a noi, cinici e disillusi italiani, oltretutto gravati da un’ipocrita educazione pseudo-cattolica e ormai del tutto assuefatti ad avvenimenti vergognosi, il film farà molto meno effetto che nei paesi anglosassoni, dove forse ne accadono anche peggio che da noi, ma guai a farlo trapelare, se ne pagano le conseguenze. Oppure chissà, alla sceneggiatura ci voleva Aaron Sorkin. In quest’ottica, ad un certo punto della narrazione le meccaniche fra i personaggi sembrano forzate, certe reazioni sproporzionate, incrinando la tenuta drammatica e la plausibilità del procedere degli eventi. Perché Le idi di marzo è un esempio di cinema morale, che toccherà chi ancora ne abbia il senso o non si sia lasciato anestetizzare dall’abnorme quantità di scandali inghiottita.
Paradossalmente, un film per puri di cuore.

Eticamente Anglosassone

Bookmark and Share

« torna all'elenco recensioni  •  tutti gli articoli correlati »

 
 
Solo i membri possono partecipare ai commentiiscriviti gratuitamente »
 

Le Idi di Marzo film: Le Idi di Marzo genere: Dramadata di uscita:TBAproduzione:George Clooney, Leonardo DiCaprioregia:George Clooneysceneggiatura:George Clooney, Grant Heslovcast:Ryan Gosling, George Clooneyfotografia:Phedon Papamichaelmontaggio:Stephen Mirrionecolonna sonora:Alexandre Desplat

Finalmente Maggiorenni

Finalmente??[di Giuliana Molteni] [09/01/2012]Finalmente Maggiorenni[dal 00 al cinema]

Finalmente maggiorenni è la trasposizione cinematografica della serie tv inglese The Inbetweeners, del 2008, trasmessa in Italia da MTV due anni dopo e di cui si attende, come per The Office, una versione made in USA. Il paragone con questa serie di...

[0]
 
Immaturi - Il viaggio

Maturi mai[di Giuliana Molteni] [09/01/2012]Immaturi - Il viaggio[dal 00 al cinema]

Squadra che vince… come abbiamo detto in altre occasioni. Prevedibile quindi un sequel dopo il fortunato quanto inatteso successo del film precedente. Immaturi – il viaggio schiera il medesimo cast della puntata precedente. Il pretesto narrativo...

[0]
 
J. Edgar

Dietro le quinte del potere[di Giuliana Molteni] [03/01/2012]J. Edgar[dal 00 al cinema]

J. Edgar Hoover è stato uno dei personaggi più influenti del secolo scorso, una vera eminenza grigia rimasta dietro le quinte del potere degli Stati Uniti per più di cinquant’anni, lungo otto presidenze, due guerre mondiali, la Corea e il Vietna...

[0]
 
Il Principe del Deserto

Il mio regno per un pozzo (petrolifero)[di Giuliana Molteni] [23/12/2011]Il Principe del Deserto[dal 00 al cinema]

Recita un detto arabo: un uomo per essere tale nella sua vita deve piantare una palma, fare un bambino e scavare un pozzo. Si intendeva pozzi d’acqua, i problemi sono sopraggiunti quando gli occidentali sono arrivati e hanno cominciato a scavare l...

[0]
 

tutte le recensioni »

  
  |  REGISTRATI »
  ricerca avanzata »