Recensioni

Il Rito

Il diavolo, probabilmente

[del 17/03/2011] [di Paolo Zelati]
 Dal 1968 ad oggi, chiunque abbia portato sullo schermo una storia di possessione demoniaca, si è dovuto confrontare con due film di riferimento, due pellicole seminali che, volenti o nolenti, hanno finito per influenzare sia il filone del “possession movie” americano che la corrente del demoniaco italiano degli anni 70 ed 80: Rosemary’s Baby di Roman Polanski e L’Esorcista di William Friedkin. Nel corso degli anni, registi e sceneggiatori hanno, infatti, ripreso temi e stilemi di questi due capolavori cercando, però, nel limite del possibile, di rinvigorire il genere con elementi originali. Un esempio, in questo senso, è rappresentato dal recente L’ultimo esorcismo di Daniel Stamm, film non perfetto che però cerca una strada “originale” (soprattutto dal punto di vista stilistico) nella rappresentazione della possessione diabolica. Originalità che, invece, manca del tutto a Il rito, vero e proprio rip off dell’Esorcista che, nonostante si basi sul libro di Matt BaglioIl Rito – Storia vera di un esorcismo”, nei pochi momenti che funzionano, fa veramente gridare al plagio.

La storia ha come protagonista Michael Kovak (Colin O’Donoghue), un giovane figlio del proprietario di un’impresa di pompe funebri, ha conosciuto la morte fin da piccolo, sviluppando con essa una morbosa vicinanza. Ma questa non è certo la vita che il giovane desidera. Perciò, una volta terminato il liceo, sceglie l’unica strada che gli sembra percorribile: frequentare il seminario per diventare prete. Man mano che prosegue gli studi però, i dubbi lo attanagliano e Michael decide di abbandonare. Per offrirgli una seconda chance, il suo insegnante gli pone così una sfida: andare a Roma e frequentare un “corso di addestramento” per esorcisti. Qui, Michael incontrerà Padre Lucas (Anthony Hopkins), assisterà per la prima volta a casi di possessioni demoniache e dovrà fare i conti, una volta per tutte, con la sua fede. Ambientato in una Roma da cartolina, piena di gatti, ristorantini e vigili urlanti, Il Rito cerca di riproporre la tematica cardine del film di Friedkin (la fede, in senso lato), spogliata, però, di quella profonda ambiguità che, invece di proporre facili risposte (a proposito: il film è nettamente filo-clericale), alimentava, giustamente, i nostri dubbi. Mikael Håfström, già autore di 1408 (uno dei migliori adattamenti cinematografici di Stephen King), dimostra di non essere troppo a suo agio con “l’eterna lotta tra il Bene ed il Male” e costruisce un film narrativamente molto fragile (molti i passaggi a vuoto), con personaggi monodimensionali (Hopikins, addirittura, è una macchietta) e che non riesce mai (tranne un paio di suggestioni, come detto, in “odor di plagio”) ad essere veramente inquietante.

rip off di L'Esorcista

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[desfemmes[lev:1; v. p.:1; cash:469] postato il 23/03/2011 alle 14:04 [offline]

Impietoso, Paolo. Addirittura un'insufficienza grave?
Per carità tutto già visto. Ma addirittura 4 non è eccessivo? Una buona regia, bella fotografia, attori discreti...
Tra l'altro, ho notato che il pubblico invece lo ha apprezzato più del previsto, pubblico che sono sicuro rimembri ancora l'esorcista, a cui, ovviamente, il film strizza l'occhio, arrivando a citarlo in un paio di inquadrature.
E' un film tratto da un libro (questo porta 9 volte su 10 ad un risultato deludente, soprattutto se il romanzo stesso non brilla in originalità), che parla di esorcismi. Rifarsi al capolavoro in ambito di possessioni è un dovere morale.
Hopkins sicuramente relegato ad un ruolo riduttivo, ma sicuramente la sua interpretazione è forse una delle cose migliori del film!
Una cosa va detta: è un horror che non fa paura!!

 

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Il Rito film: Il Rito genere: Horrordata di uscita:2011paese:USAregia:Mikael Håfströmcast:Colin O'Donoghue, Anthony Hopkinsbrain factor:

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