Recensioni

Drive

Noir in L. A.

[del 29/09/2011] [di Giuliana Molteni]

Moti fattori concorrono a formare un bel film: gli interpreti e principalmente il protagonista; il regista; la storia; la fotografia; il montaggio; la musica (non necessariamente in quest’ordine). Ogni tanti i pianeti si allineano e ogni tanto in un film si trovano riuniti tutti questi elementi. Adattando liberamente il romanzo omonimo di James Sallis (pur con molte variazioni ma restando nel mood), Nicolas Winding Refn, autore di culto finora ristretto, poco distribuito per la violenza delle sue storie, realizza un noir senza tempo, che potrebbe essere ambientato negli anni ’60 come ai giorni nostri, perché immutabili sono certi caratteri: l’eroe stanco, carico di ferite non dette, che vive solitario, in bilico fra una vita normale e l’illegalità; la donna innocente, per la quale (per lei, solo per lei) si abbandonano prudenza e isolamento; l’amico di buona volontà ma irrimediabilmente fallito, che ti trascinerà con sé; i malavitosi di vario rango, tanto più crudeli e cinici quanto meno potenti; l’ex galeotto che si illude di tirarsi fuori dai giri pericolosi, così come la puttana da locale. Nessun amico su cui poter contare, perché come nella giungla, si è soli davanti alle belve. Il ragazzo (Kid), che non ha nome come era per il protagonista di un altro film su un “cavaliere solitario”, Driver di Walter Hill, vive in simbiosi con le macchine: le ripara di giorno, le guida sui set in cui fa lo stuntman e di notte lungo le strade che percorre in fuga, durante i colpi cui partecipa come autista. Avrà solo un momento di debolezza, per la bella e indifesa vicina di casa, col suo tenero bambino. Trascinato in un giro di gangster di inusitata ferocia da una serie di ineluttabili scelte sbagliate, percorrerà con coerenza il cammino verso una fine (forse) già nota.

Merito a Refn di aver saputo riprendere questo abusato materiale e, grazie anche agli interpreti, averci dato un altro memorabile capitolo del noir, che ricorda il migliore Michael Mann (ma anche tanti eroi disperati della cinematografia francese), restando fedele alla sua linea che attraversa i cuori di tenebra che popolano il nostro mondo. Ryan Gosling, da anni alla ricerca di ruoli che gli facciano fare quel salto di qualità che sembrava imminente dopo l’esordio nel 1994 con The Believer, nonostante la giovane età incarna alla perfezione il classico eroe disilluso, al quale sembra (ma solo sembra) per un attimo (ma solo per un attimo) di intravedere una possibilità, uno spiraglio verso una vita diversa. Intensamente espressivo nel suo distacco educato, si mostra capace di una subitanea reazione alla violenza di tale ferocia da lasciar intuire molto del suo vissuto, perché forse anche lui sa di essere come lo scorpione che porta sul giubbetto sempre più sporco e insanguinato, quello scorpione citato nella solita abusata tavoletta.

Ottimo il resto del cast: Bryan Cranston, protagonista della nerissima serie tv Breaking Bad, il patetico fallito; Cary Mulligan (An Education, Non lasciarmi, Shame), la ragazza perbene dalle scelte sbagliate; il sempre minaccioso Ron Perlman, ottimo caratterista oggi nella serie Sons of Anarchy, il gangster spietato; la bella Christina Hendricks (Mad Men), la “ballerina” in cerca di riscatto; Oscar Isaac (Sucker Punch, Agorà) l’ex galeotto; e per finire, il sorprendente e inatteso ritorno di un Albert Brooks degno di un film di Scorsese.

Splendide musiche di Cliff Martinez, mentre in apertura segnaliamo l’evocativa Night Call di Kavinski e in seguito Oh My Love (1971) di Riz Ortolani, cantata da Katyna Ranieri. Pochi dialoghi, pochissime battute per il protagonista, per un film pervaso da una costante tensione, fatto di sguardi e pochi sorrisi, fiumi di strade, luci e notte.

disperato

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Drive film: Drive genere: Drama, Actiondata di uscita:30/09/2011paese:USAproduzione:Bold Filmsregia:Nicolas Winding Refnsceneggiatura:Hossein Aminicast:Ryan Gosling, Bryan Cranston, Carey Mulligan, Christina HendriAlbert Brookscks, Albert Brooks, Ron Perlman, Oscar Isaac, Tina Huang, Joe Pingue, Cesar Garcia, Sarah Adela Tirado, Tiara Parkerfotografia:Newton Thomas Sigelmontaggio:Matthew Newmancolonna sonora:Cliff Martinezdistribuzione:01 Distributiondurata:95 min

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