Ci sono film per cui mettere da parte cinismo e razionalità è d’obbligo, uno di questi è sicuramente Coraline, firmato da quell’Henry Selick che non a caso fu creatore con Tim Burton di altri gioielli d’animazione dark, come Nightmare Before Christmas e La Sposa Cadavere.
Per il suo nuovo film in stop motion osa il miracolo (e ci riesce): inizia a incantare il suo spettatore sin dai titoli di testa, che attraverso una danza lenta di aghi e stoffe mostrano il parto di una bambola. Guai a considerarla mero oggetto di gioco, guai a sottovalutarne il potere e a guardarla fissa in quegli occhi di bottoni. Perché potrebbe animarsi, parlarvi, sedurvi con pietanze prelibate, convincervi che vivere in un mondo incantato in cui tutto è florido, variopinto, in una parola meraviglioso, è davvero possibile.
L’intelligente Coraline, bimba ironica e coraggiosa, cade in questa trappola e, annoiata da due genitori malati di lavoro che trascurano se stessi più che lei, immaginavive (scritto attaccato perché tale è la forma verbale adatta per chi fa dell'immaginazione la gabbia dorata in cui abitare ogni giorno) un mondo altro, magico (stregato, scopriremo) a cui può accedere attraverso una piccola porta segreta.
Basta già questo a far venire in mente un altro capolavoro indiscusso, letterario prima ancora che d’animazione… Come “quale”?! Pensate a una bambina, che attraverso una porticina finisce in un universo di “meraviglie”, che interagisce con fiori e animali, che prende il tè con due folli, che incontra un (stre)gatto che appare e scompare e che è perseguitata da una regina-madre con un marito-fantoccio…
Traendo linfa creativa dalle pagine di Gaiman, Selick fa dichiaratamente incontrare Alice nel paese delle meraviglie con le fiabe dei fratelli Grimm, calcando la mano sull’aspetto dark fino a costruire un universo parallelo immaginifico dalle tinte cupe e dalle atmosfere inquietanti, in grado di sfidare il miglior thriller a colpi di crudeli bambole animate, pericolo di occhi cavati (il maestro Hitchcock ne sapeva qualcosa) e bambini rapiti.
Riuscirà Coraline a lottare contro tutti per vincere il male e la monotonia del quotidiano? Non è mai troppo tardi per crederci, perché malgrado qui il 3d diventi poesia, esiste solo una vera terza dimensione: la fantasia.
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Fatevi stregare, fatevi stupire, fatevi spaventare: il cinema è magia. Occhio ai bottoni.
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