Recensioni

Coco avant Chanel - L'amore prima del mito

L'eleganza (e l'amore) è donna

[del 29/05/2009] [di Diego Altobelli]

Nel girare Coco Avant Chanel – L’amore prima del mito la regista Anne Fontaine tenta con successo la strada trasversale. Non un biopic in senso stretto, neppure un melodramma classico, Coco Chanel si staglia nel panorama ibrido delle mezze misure. Per tentare l’impresa la classe non gli manca e il coraggio neppure, tutte proiettate dai gesti, gli sguardi e le movenze di Audrey Tautou, perfetta nella parte come poche altre attrici di oggi sarebbero potute essere.

Gabrielle è una bambina abbandonata in un orfanotrofio da un padre che non rivedrà mai più. Divenuta poco più che adolescente, Gabrielle si guadagna da vivere come ballerina di cabaret, sognando il grande salto nei teatri di Parigi, e nel frattempo si dà da fare anche come sarta. Proprio a causa di un balletto conosce un ricco aristocratico francese che gli affibbia il soprannome di Coco. Restia, la ragazza comincia con lui una convivenza che la porterà a conoscere il vero amore e il proprio ineluttabile destino...

È un film elegante Coco Avant Chanel, e non solo grazie ai vestiti e ai cappelli che popolano come personaggi aggiunti la pellicola. La regia di Anne Fontaine, garbatamente efficace e pungente come solo la vera eleganza sa essere, coinvolge fin dalle prime battute. Ovviamente è la Tautou a contribuire a questa ipnosi emotiva, che tra rispostacce e intuizioni stilistiche lascia semplicemente incantati.

Anne Fontaine, in verità, mette l’accento su alcuni elementi dell’immagine atti a descrivere un personaggio solo e fondamentalmente “condannato”. Coco Chanel, infatti, fugge all’amore e va incontro a un destino che non sa se accettare o meno. Bellissimi a riguardo i dialoghi tra lei e l’uomo di cui si innamora, che vede per la donna una strada “unica” e diversa. Ed è brava la regista allora a non perdersi nel fluire di sentimenti che scorrono sulla pellicola, mostrando in modo intelligente il talento innato di Coco per la moda.

Ma è il finale che lascia basiti, con una sequenza che mostra magnificamente due cose. La capacità recitativa di Audrey Tautou (se ce ne fosse ancora il bisogno!) e il cambiamento di un’era avvenuta proprio grazie al personaggio di Coco Chanel. Una sfilata tra specchi e vestiti che emoziona e suggerisce l’impossibilità di capire fino in fondo sia un personaggio, sia il destino cui questo è legato.

Un finale che da solo vale tutto il film.

Vita e destino, una partita giocata con stile

« torna all'elenco recensioni  •  tutti gli articoli correlati »

 
 

[guido[lev:1; v. p.:1; cash:350] postato il 29/05/2009 alle 15:39 [offline]

Salve
Sinceramente non ho capito un solo concetto del primo paragrafo di questa recensione.
"...Anne Fontaine tenta con successo la strada trasversale". Che significa?
"...Coco Chanel si staglia nel panorama ibrido delle mezze misure". Quali mezze misure? A cosa fa riferimento il recensore?
"...Per tentare l’impresa la classe non gli manca e il coraggio neppure, tutte proiettate dai gesti, gli sguardi e le movenze di Audrey Tatou, perfetta nella parte come poche altre attrici di oggi sarebbero potute essere" Qui siamo nel campo dell'incomprensibile.
Chi è che tenta l'impresa? Qual'è il soggetto della frase? Cosa vuole esprimere questo concetto?
Citando Marinetti mi sembrano proprio parole in libertà!
Scusate se mi sono permesso di criticare ma la lingua italiana è importante e andrebbe usata con meno disinvoltura.

[ilse[lev:1; v. p.:1; cash:628] postato il 31/05/2009 alle 15:57 [offline]

Forse non sai che le parole in libertà di Marinetti,guido, non contemplano neanche la minima possibilità di confronto con le frasi di questo articolo che tu non hai fatto altro che staccare dal loro contesto di appartenenza...è si!direi proprio che queste non sono parole in libertà ma frasi che lette insieme alle successive, come la normale struttura del discorso prevede, espongono e dimostrano idee. Ti sarebbe bastato portare il tuo sguardo alla riga immediatamente successiva per capire che per "strada trasversale" e "panorama ibrido delle mezze misure" si INTENDE chiaramente che la regista non ha scelto di imboccare in toto nè la strada del melodramma, nè quella del biopic ma di percorrere entrambe le possibilità.
TI RIPORTO LA FRASE CHE AVRESTI COMPRESO SE AVESSI VOLUTO LEGGERLA NELLA SUA COMPLETEZZA:

"Non un biopic in senso stretto, neppure un melodramma classico, Coco Chanel si staglia nel panorama ibrido delle mezze misure"

Inoltre il soggetto della frase da te riportata "...Per tentare l’impresa la classe non gli manca e il coraggio neppure, tutte proiettate dai gesti, gli sguardi e le movenze di Audrey Tatou, perfetta nella parte come poche altre attrici di oggi sarebbero potute essere" è individuabile in classe e coraggio, i quali non mancano al film "Coco Chanel", complemento di termine della frase.

Infine ti chiedi cosa voglia "esprimere questo concetto"...non c'è nessun mistero, solo una recensione che considera positivamente, nella misura in cui si parla di classe e di coraggio, le scelte della regista del film e esprime apprezzamenti sulle qualità recitative di Audrey Tatou.

Scusate se anche io mi sono permessa di criticare, questo spazio non dovrebbe essere sede di commenti antipatici-come il mio ora- ma talvolta trovo necessario criticare critiche aprioristiche.

[guido[lev:1; v. p.:1; cash:350] postato il 01/06/2009 alle 14:52 [offline]

Cara Ilse, la tua risposta è preoccupante perché rileva a che punto di degrado sia ormai arrivata la conoscenza della lingua italiana anche da parte di molti lettori che non si stupiscono più di nulla. Sarà forse la mia deformazione professionale di insegnante di lingua italiana ma le frasi che iniziano senza soggetto e proseguono senza un verbo d'appartenenza e un complemento oggetto sono semplicemente degli orrori grammaticali che non possono essere giustificati dall'intuizione del lettore. In merito al riferimento iniziale circa "la strada trasversale" intrapresa dalla regista, qui in realtà, perdonami il gioco di parole, c'è solo la strada trasversale di un italiano fantasioso presa evidentemente da un frettoloso recensore.
Guido

[ilse[lev:1; v. p.:1; cash:628] postato il 01/06/2009 alle 15:46 [offline]

"Caro" guido, non avevo alcuna intenzione di continuare questa discussione con te ma visto che parli di "degrado" sarò costretta a farlo...e non mi aspetterò che tu capisca...perchè prevedo che la tua "deformazione professionale" te lo impedirà. ad ogni modo ti riporto per l'ennesima volta la frase per dimostrarti che non è come dici ma che essa è dotata di un chiarissimo predicato verbale:

"Per tentare l’impresa la classe non gli manca e il coraggio neppure": gli(a lui, al film) - non manca (predicato verbale) - al fine di tentare l'impresa (corrispondente al muoversi tra due generi filmici diversi)- la classe necessaria ecc. ecc.

Cmq non discuto che tu possa non apprezzare uno stile di scrittura più discorsivo di quello accademico (da frasi minime) che immagino ti appartenga maggiormente.

Ma ti consiglierei un po' di relax...

[ilse[lev:1; v. p.:1; cash:628] postato il 01/06/2009 alle 16:01 [offline]

e per di più l'unico errore veramente comprovato dell'intero periodo non l'hai individuato...vediamo se riesci a trovarlo

 prosegui la discussione sul forum »

Coco avant Chanel - L'amore prima del mito film: Coco avant Chanel - L'amore prima del mito genere: Biographydata di uscita:29/05/2009paese:Franciaproduzione:Haut et Courtregia:Anne Fontainesceneggiatura:Anne Fontaine, Camille Fontaine, Christopher Hampton, Edmonde Charles-Rouxcast:Audrey Tautou, Alessandro Nivola, Marie Gillain, Emmanuelle Devos, Benoît Poelvoordefotografia:Christophe Beaucarnecolonna sonora:Alexandre Desplatdistribuzione:Warner Brosdurata:105 min brain factor:

galleria fotografica
Alessandro Nivola e Audrey Tautou
Audrey Tautou
Audrey Tautou
Poster italiano
poster internazionale

vai alla gallery »

Campo Volo

Un sogno lungo vent’anni[di Giuliana Molteni] [07/12/2011]Campo Volo[dal 00 al cinema]

Per tutti i suoi fan, per quelli che non c’erano, per quelli che c’erano e vogliono ripassare le emozioni, sperando magari di rivedersi, Ligabue ha realizzato Campovolo - il concerto in 3D, la registrazione dello storico evento del 16 luglio scor...

[0]
 
Il giorno in più

Il giorno in più[di Giuliana Molteni] [02/12/2011]Il giorno in più[dal 00 al cinema]

Parte prima: Giacomo è il solito Peter Pan (però non se ne può più di sentirlo dire), incapace di impegnarsi in un rapporto serio (si libera anche del cane). Arido e abbastanza antipatico, specie coi colleghi, conduce una vita da edonista reagani...

[0]
 
Il Mistero di Rockford

Se non li vediamo, non per questo non li ricordiamo[di Giuliana Molteni] [02/12/2011]Il Mistero di Rockford[dal 00 al cinema]

Londra 1921, le ferite della Prima Guerra Mondiale non si sono ancora chiuse, la gente sotto choc cerca conforto nell’irrazionale, per consolarsi di tanti anni di tragedie, di tanti lutti e sofferenze. Molti cercano risposte nello spiritismo, diven...

[0]
 
Le nevi del Kilimangiaro

La povera gente[di Giuliana Molteni] [02/12/2011]Le nevi del Kilimangiaro[dal 00 al cinema]

Porto di Marsiglia, oggi: Michel, sindacalista, operaio anziano ma non abbastanza per andare in pensione, accetta il licenziamento causato dalla crisi economica e si ritira a vita privata. La famiglia non sta male, grazie a decenni di lavoro e sacrif...

[0]
 

tutte le recensioni »

  
  |  REGISTRATI »
  ricerca avanzata »