Nel periodo storico in cui stiamo vivendo, con una crisi economica disastrosa che sta portando alla disperazione intere famiglie in tutto il mondo, è naturale che una pellicola come Wall Street 2 – Money never sleeps sia guardata con particolare interesse e curiosità.
Ne è consapevole il regista Oliver Stone che, intervistato dalla rivista Empire, ha chiarito la posizione sua e del suo film in merito all’attuale fase storica, precisando anzitutto che Bernard Madoff (il broker dalla cui truffa multimiliardaria è scaturita la crisi finanziaria che ha investito il mondo) “non sarà nella pellicola. Lui è un truffatore sociopatico che ha compiuto una rapina legalizzata ma la nostra storia non vuole essere una specie di documentario su di essa”. Proprio a tal proposito, Stone ha voluto vedere l’ultima opera di Michael Moore, Capitalism – A love story. “Volevo soprattutto evitare di ripetere alcuni concetti” ha spiegato Stone. “Ovviamente – continua – essendo quello di Moore un documentario e il mio un film drammatico, abbiamo anche differenti priorità. Il mio scopo è quello di raccontare una storia incentrata sulle vicende di alcuni esseri umani costretti a confrontarsi con la crisi, sperando che rifletta quello che sta accadendo nel mondo”.
Il regista, che definisce la speculazione “la madre di tutti i mali”, si dice, tuttavia, un fervente credente di una “finanza responsabile, in cui Wall Street abbia un ruolo centrale nel finanziare i bond di Stato e i piani pensionistici” e, nel farlo, porta l’esempio di suo padre “un uomo onesto che ha fatto il broker per quarant’anni”.
Purtroppo, però, le cronache quotidiane dimostrano che i broker mondiali, più che al padre di Stone, sembrano essersi ispirati all’avido Gordon Gekko che tornerà proprio in Money never sleeps, ancora con le sembianze di Michael Douglas.
(Fonte: Empire)