Nuova, grave iniziativa contro la libertà d’espressione promossa dal governo iraniano presieduto da
Ahmadinejad.
Le forze di polizia iraniane hanno, infatti, arrestato un gruppo di cineasti con l’accusa di star realizzando una pellicola considerata “
ostile al regime”. Tra gli arrestati figurano i nomi di
Mahnaz Mohammadi, di
Rokhsareh Ghaem-Maghami, del cineoperatore
Ebrahim Ghafari e di due registi notoriamente contrari alle posizioni di Ahmadinejad:
Mahammed Rasoulof e
Jafar Panahi.
Quest’ultimo, in particolare, è famoso nel nostro paese grazie alla vittoria, ottenuta nel 2000, del Leone d’oro al Festival di Venezia con Il cerchio. Proprio Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia, nel suo esprimere la propria solidarietà a Panahi, ricorda quella pellicola come “uno dei più bei film sulla libertà della donna che io abbia mai visto, realizzato con uno stile e un’intensità assolutamente rare. Fu un momento di grande emozione – conclude – che ci dava dell’Iran un esempio di espressione artistica degno della sua grande civiltà”.
Alle parole di Baratta si aggiungono, poi, quelle dell’AFIC (l’Associazione Festival Italiani di Cinema), che condannano l’arresto di Panahi e dei suoi colleghi, definendolo “l’ultimo di tutta una serie di limitazioni delle libertà personali di esponenti del mondo culturale e civile iraniano”. L’AFIC, si legge alla fine del comunicato siglato dall’intero consiglio direttivo (composto da Giorgio Gosetti, Emanuela Martini, Enny Mazzella, Chiara Omero, Giovanni Spagnoletti), “si unisce a tutte le forze che in queste ore stanno protestando contro il governo iraniano che colpisce i diritti fondamentali delle persone”.
Contro quest’ennesimo atto che punta a mettere a tacere alcune delle voci di libertà più significative del periodo storico nel quale stiamo vivendo (proprio perché proveniente da una delle zone del mondo dove più forte si sente il bisogno di verità), la redazione di MovieSUSHI esprime anch’essa la propria ferma condanna.