Insomma, è proprio vero che non ci si accontenta mai di niente. Di cosa si dovrebbero lamentare due persone come James Cameron e il produttore Jon Landau visto che il loro Avatar è diventato uno dei più grandi successi cinematografici della storia del cinema?
Evidentemente qualcosa c'è. Perchè sia il regista che Landau puntavano molto sulla candidatura agli Oscar dei loro attori, soprattutto Zoe Saldana, che interpreta nel film la parte di Neytiri: "Le persone confondono quello che abbiamo fatto noi con l'animazione", tuona a gran voce Cameron, "Non lo è. Non mi stancherò mai di dire che qui il creatore è stato sempre l'attore, non l'invisibile mano di un animatore".
"Provo una grande delusione", ha confermato Landau, "ma ci prendiamo la colpa per non aver forse educato abbastanza le persone nella giusta direzione". Il produttore si prende la responsabilità di non aver chiarito bene i procedimenti di quella che lui chiama "e-motion capture", in grado ovvero di riprodurre sul computer non solo ogni movimento muscolare dell'attore che sta recitando, ma anche la sua espressività. "Avevamo promesso ai nostri attori che quello che avrebbero visto sullo schermo sarebbero state le loro performances, senza nessuna libera interpretazione da parte di qualcuno".
Naturalmente non si sono fatti attendere dibattiti di circostanza e risposte all'accusa. Spiega James Lipton, uno dei più grandi attori teatrali, poeti e scrittori uscito dall'Actor Studo: "Quello che un attore fa quando recita non è solo cerca di assomigliare a qualcosa, ma anche esprimere qualcosa che dentro di sé. Non sono sicuro che la motion capture, pur catturando ogni singolo movimento dell'attore, sia in grado di catturare anche le emozioni". Il professore di cinema Richard Brown non è però d'accordo con questa tesi: "Credo che Avatar sia il primo vero film del 21esimo secolo. Quello di cui abbiamo bisogno ora è di espandere il concetto di quello che significa la parola "attore". È ingiusto vedere perfomances ottime come queste e sentir dire poi che non hanno nulla a che fare con la recitazione".
Ricordiamo che un problema simile si registrò anche nel 2004, quando molti reclamarono la mancata candidatura all'Oscar di Andy Serkis, per il ruolo del Gollum in Il signore degli Anelli - Il ritorno del Re.