Se Muccino senior se ne è appena tornato in Italia per girare il sequel di L'ultimo bacio, il piccolo di famiglia prepara invece le valigie e parte per il Kenya, dove sarà ambientato la maggior parte del suo prossimo film, che segue il fortunato esordio di Parlami d'amore.
"È un film molto diverso dal primo", ha raccontato Silvio Muccino, "Ho valutato diversi progetti perché ero alla ricerca di una storia che mi spingesse lontano, un'altra avventura totalmente diversa dalla precedente". Storia diversa, però compagni di viaggio sempre uguali, visto che il film sarà l'adattamento del romanzo Un altro mondo di Carla Vangelista, sceneggiatrice insieme a lui di Parlami d'amore.
"Quando io e Riccardo Tozzi della Cattleya abbiamo letto le bozze di questo libro siamo rimasti sorpresi dalla bellezza, dall'intensità e dalla delicatezza della scrittura. Racconta di un percorso interiore quindi ci siamo chiesti se fosse davvero possibile farne un film. Siamo dovuti arrivare all'ottava stesura prima che la sceneggiatura finalmente ci convincesse tutti". Come per il suo film precedente, nemmeno questa volta mancherà il contributo di Silvio attore protagonista, alle prese di nuovo con un personaggio complesso, difficile e sbandato: "Il film parla di un ragazzo della Roma bene, Andrea, al quale in apparenza non manca nulla. È una persona che scivola sulla vita, senza ambizioni, senza passioni, come purtroppo sono molti miei coetanei. La sua ragazza invece è un'anoressica bulimica. I due non si fanno promesse, non guardano la loro vita e soprattutto non guardano mai loro stessi".
Rispetto al libro ci sarà però maggiore concentrazione sui personaggi principali, quindi purtroppo con illustri eliminazioni: "Siamo stati costretti a sacrificare alcuni personaggi che ruotano intorno ad Andrea, una gioventù deprimente che non vuole prendersi sul serio. Abbiamo preferito affondare le mani nei protagonisti e lasciare sfocato lo sfondo". Ma perché Silvio Muccino sceglie sempre questi personaggi tremendamente problematici e depressi? "Non lo so, forse mi piacciono perché poi cerco di liberarli dai pesi che hanno. Mi piace vederli crescere, vedere l'evoluzione delle loro fragilità. Mi piace l'idea dello zoppo che alla fine fa i cento metri e vince. Lo trovo molto romantico".
Il nocciolo della storia inizia quando al protagonista viene recapitata una lettera del padre, fuggito quando lui era appena nato addirittura in Kenya ("come purtroppo fanno molti maschi italiani" sostiene Muccino). Questo lo costringe ad un viaggio alla scoperta di se stesso in Africa: "L'Africa è come l'inconscio, nessuno la vuole veramente vedere. Ognuno dà il proprio contentino, ma nessuno prende quel continente sul serio. Si pensa che con un po' di beneficienza si risolvano i problemi, ma quello che manca a questo paese è l'attenzione e il lavoro". Ed è qui che Andrea conoscerà anche un bambino di otto anni, Charlie, che sarà interpretato dal piccolo Michael Rainey Junior, primo del cast ad essere stato reclutato: "Lo abbiamo visto per caso nel video Il mio regalo più grande di Tiziano Ferro e ce ne siamo innamorati. E soprattutto è un grande attore".
Sarà proprio il particolare e combattutto rapporto tra i due il nucleo di un film che Muccino non si esime dal definire un "About a boy moderno". Dunque sarà una pellicola che porrà al centro il rapporto familiare, le responsabilità, il conflitto generazionale. Peccato che alla presentazione del film abbia creato qualche scompiglio la domanda sulle dichiarazioni recenti di Gabriele Muccino, il quale lamentava un non felicissimo rapporto col fratello minore: "Ho già risposto ad altri. Sono cose private". Stesso turbamento ha suscitato chi ha provato a sottolineare una somiglianza evidente dellla storia (e del bambino) con quella di La ricerca della felicità (cosa ci sarebbe poi di male anche se fosse?). A parte questo, tutto è tornato presto alla calma, compresa una bramosa giornalista che prima si è lamentata del fatto che i due Muccino si parlassero sui giornali per chiedere subito dopo un commento di Silvio alle recenti dichiarazioni del fratello.
Un esempio di coerenza che è veramente roba dell'Altro Mondo. O forse semplicemente dell'Italia.