Interviste

Festival

Ettore Scola e il Festival di Annecy: "Oggi per la cultura è meglio il silenzio"

[del 25/09/2009] [di Diego Scerrati]

Da ormai un quarto di secolo è l’unica manifestazione all’estero interamente dedicata al cinema italiano. E seppure con impeccabile diplomazia, il suo direttore artistico Jean A. Gili fa capire che il nostro paese non fa molto per mantenerla viva.

Parliamo del Festival francese di Annecy, che tra documentari, eventi speciali (con il meglio del cinema nazionale dell'ultimo anno), omaggi e ritratti d’autore, è diventato ormai un appuntamento rinomato soprattutto per i nuovi artisti emergenti. In concorso ci saranno infatti nove pellicole, di cui sette opere prime e due opere seconde. A presiedere il tutto, come da molti anni a questa parte, ci sarà l’ormai affezionato amico del festival Ettore Scola: “Sono molti anni che mi occupo di questo festival e molti anni che non capisco cosa ci sto a fare", scherza prima di calarsi nei panni istituzionali del suo ruolo, "Bisogna essere particolarmente attaccati a questo festival, non solo perché è l’unico all’estero che si occupa esclusivamente di cinema italiano, ma perché spesso ho visto ad Annecy film che in Italia non avrei mai visto, di cui nemmeno ero a conoscenza”.

Questa edizione si preannuncia per Scola molto più speciale delle altre. È infatti previsto un omaggio a Jean-Louis Trintignant, che con Scola lavorò in molti film tra cui Passione d’amore, La nuit de Varennes e La Terrazza (dove tra l’altro si intravede anche la figlia dell'attore). Di questo incontro ci parla il direttore Jean A. Gili: “Alla fine dell’anno scorso stavamo realizzando un ritratto di Ettore Scola e c’è venuto in mente di contattare Trintignant. È lì che abbiamo scoperto che il loro non era stato solo un rapporto professionale, ma una vera e propria amicizia. E così ci è venuta l’idea di organizzare un incontro qui ad Annecy”.

Tra le opere in concorso spiccano i nomi di Umberto Carteni con Diverso da chi? e dell’esordiente Claudio Noce con Good Morning Aman, presentato all’ultimo Festival di Venezia. Ciò nonostante emerge il timore che con ulteriori tagli al settore dello spettacolo il panorama degli emergenti possa ridursi drasticamente. Il parere di Ettore Scola è a metà tra l’ottimismo e il pessimismo: “Qualche anno fa era difficile trovare opere prime e seconde valide. In questi ultimi anni sono state invece fin troppe. Se ne fanno 30, 40 l’anno, ma il problema è che non si vedono, è come se non ci fossero. Non credo che le opere prime diminuiranno, anche perché ormai l’esprimersi per immagini fa parte delle necessità di qualsiasi giovane d’oggi. Meno ottimista sono riguardo le strutture, sono quelle a mancare. Jean Gili è diplomatico nel parlare dei finanziamenti, ma io posso dire di aver assistito ad attese inutili, ad umiliazioni continue, a mancati appuntamenti davanti al Ministero, perché sembra esserci davvero scarso interesse”.

E a chi sottolinea il fatto che però sulla cultura italiana stia scendendo un silenzio alquanto pericoloso, Scola, con la sua solita e pungente ironia, risponde: "Magari, erano bei tempi quelli in cui stavano zitti, adesso parlano ed è anche peggio. Guardate, io credo che il silenzio sia alla fine la cosa più augurabile". Il festival di Annecy si svolgerà dal 29 settembre al 6 ottobre, secondo un ricco e valido programma che potrete trovare sul sito ufficiale dell'evento.

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