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La product manager di Sony UK, ci parla del futuro della PSPgo
Dopo l’annuncio fatto durante l’E3, la PSPgo, come ogni nuovo hardware lanciato sul mercato, ha attirato consensi e critiche.
Se da un lato ci sono stati commenti positivi sulla scelta di Sony di aver abbracciato completamente la distribuzione digitale dei contenuti, dall’altro in molti hanno evidenziato tutti i loro dubbi sulla mancanza della retrocompatibilità del nuovo hardware.
La polemica poi si è spostata sui rivenditori e sulla mancanza di incentivi per la nuova console, per l’assenza di software fisico da vendere insieme alla PSPgo e che rappresentava in percentuale la migliore fonte di guadagno per i negozianti.
Proprio a ridosso dell’uscita della console, abbiamo contattato Claire Backhouse, product manager di Sony UK, e le abbiamo chiesto informazioni in merito al futuro della PSPgo e agli obiettivi che Sony vuole raggiungere all’interno del mercato della distribuzione digitale.
Games Industry: La PSPgo verrà lanciata in Europa e in America a poca distanza dalla PS3 Slim che ha venduto un milione di pezzi nelle prime tre settimane. Vi aspettate dei numeri così importanti anche dalla PSPgo?
Claire Backhouse: Innanzitutto c’è una differenza in termini di stock a disposizione. Non abbiamo così tante unità di PSPgo da mettere sul mercato al day one.
La PS3 Slim inoltre va a sostituire la vecchia PS3, mentre la PSPgo si affiancherà alla PSP 3000.
E’ studiata per un pubblico diverso, indirizzata ad una fascia d’età che va dai 16 ai 34 anni, ad un’utenza iPhone, che guarda film, gioca e che ha già un’esperienza nel download di contenuti. La PSP 3000 è invece indirizzata ad un pubblico più giovane ed è per questo che quest’anno l’abbiamo riproposta in diversi colori, con una line-up più vicina ai piccoli videogiocatori.
Games Industry: Quante persone riuscirete ad attirare, tra quelli che già hanno una PSP e coloro che invece diventeranno nuovi utenti?
Claire Backhouse: Penso che il 60 % di possessori di una PSP deciderà di abbandonare la vecchia console per la nuova, mentre il 40 % saranno completamente nuovi videogiocatori. Naturalmente avranno una grande importanza in questo senso i Minis. Penso alle persone che scaricano migliaia di giochi sui loro iPod… I Minis rappresentano un nuovo mercato, oltre che una forte attrattiva per l’utenza vecchia e nuova.
Games Industry: Quando nel 2005 venne lanciata, la PSP era la prima console portatile di quella generazione ad arrivare sul mercato. In questi anni però il DS e lo stesso iPhone hanno portato delle novità importanti in questo settore. La PSPgo ne è rimasta influenzata in qualche modo?
Claire Backhouse: Penso che la risposta a tutto siano le persone, il modo in cui ti accolgono. La nostra politica di marketing ha puntato a mostrare questa nuova console alla gente, sottolineando i suoi lati positivi. L’abbiamo “portata” nei cinema, nella metropolitana, l’abbiamo fatta provare alle persone e il riscontro è stato sempre positivo.
Games Industry: La distribuzione digitale dei contenuti è una realtà che sta prendendo piede molto lentamente, ma Sony ha deciso di puntarci in maniera decisa con la PSPgo. Qual è allora il segnale che dobbiamo interpretare nei confronti della PSP 3000?
Claire Backhouse: La PSP 3000 non verrà abbandonata. Basti pensare che la nostra campagna marketing per la PSP 3000 è stata la più dispendiosa degli ultimi due anni. Gli stessi negozianti devono rimanere tranquilli, perché si troverà comunque il modo di supportarli.
Games Industry: Alcuni di loro sembra si siano già ribellati a prendere delle scorte esagerate di PSPgo, proprio per la mancanza di investimenti in termini di pubblicità. Questo rappresenta un problema per Sony?
Claire Backhouse: Torniamo un po’ al discorso di prima. Noi siamo interessati a mantenere viva anche la PSP 3000, non a farla scomparire. Quindi, penso ad un padre di famiglia che si reca in un negozio per comprare una PSP con il figlio piccolo: lui sarebbe tentato di comprare la PSPgo, mentre il bambino è più attratto dalla PSP 3000. Vogliamo che questa alternativa rimanga inalterata.
Games Industry: Sony vuole dar fastidio ad Apple, proponendo su PSPgo contenuti multimediali come film e serial televisivi da scaricare. E’ un settore che vi interessa al pari di quello relativo ai videogiochi?
Claire Backhouse: Si, fa parte dei nostri piani futuri. Al lancio saremo concentrati soprattutto sulla parte dedicata ai giochi. Poi ci occuperemo del resto dell’intrattenimento digitale, penso anche a Skype, Facebook e cose simili.
Games Industry: La “vecchia” PSP ha nel tempo aggiunto parecchie nuove funzionalità – video camera, lettore mp3, browser web, Skype, GPS ecc -, ma in molti (soprattutto gli acquirenti potenziali) non hanno ancora capito bene quanto la console possa realmente dare. La situazione cambierà con l’uscita della PSPgo?
Claire Backhouse: Si, ci abbiamo lavorato in questi ultimi tempi. La campagna marketing “Un intero mondo nelle tue mani” studiata per la PSP 3000 ha dato ottimi risultati. Abbiamo fatto spiegato alla gente che con la PSP puoi vedere film, foto, sentire musica e molto altro ancora.
Games Industry: I piccoli giochi sono spesso associati ai casual gamer. Quindi, molto presumibilmente, i Minis attireranno poco l’utenza hardcore della PSP. Ritenete invece che i Minis riusciranno ad andare oltre i giocatori casuali?
Claire Backhouse: Si, ritengo che l’iPhone abbia inaugurato un certo tipo di mercato, che coinvolge tutti, proprio per il suo carattere socializzante. Il download di contenuti digitali è ormai una prassi, è la normalità. E questo è il momento giusto per lanciare un prodotto come PSPgo. Un paio di anni fa non avrebbe avuto senso…
Games Industry: Il modello business configurato dalla PSPgo è stato accolto positivamente dagli sviluppatori, visto che gli riconosce una percentuale su ogni contenuto scaricato. Quali sono i vostri obiettivi da questo punto di vista?
Claire Backhouse: La più grande critica mossa in questi anni alla PSP è che non c’erano delle vere infrastrutture a supporto dei videogiocatori. E allora abbiamo intrapreso una nuova strada, iniziata per esempio con gli accordi di marketing presi per supportare titoli di un certo spessore come Harry Potter e Monster Hunter di Capocom.
Games Industry: Quindi qual è l’approccio generale di sviluppatori e produttori? Che feedback avete ricevuto?
Claire Backhouse: Sono davvero tutti molto entusiasti, specialmente per i Minis che danno possibilità anche a team più piccoli di sviluppare i loro giochi.
Game Industry: In molti ritengono che il prezzo di lancio della PSPgo sia comunque alto, nonostante la possibilità di ricevere dei giochi gratis se la si acquista durante il day one. Pensate che le vendite possano crescere soltanto quando si avrà una certa quantità di contenuti da scaricare?
Claire Backhouse: Può darsi. Il fatto di uscire due mesi prima di Natale ci darà la possibilità di migliorare il supporto dal punto di vista dei contenuti, per ottenere lo sprint finale in termini di vendite durante le festività natalizie. Anche perché poi a gennaio c’è sempre un vuoto…
Games Industry: Come si risolverà l’apparente mancanza di retrocompatibilità?
Claire Backhouse: Non conosco con precisione i piani dei vari team di sviluppo, ma una soluzione verrà prima o poi annunciata ufficialmente.
Claire Backhouse è product manager PSP in Inghilterra.
Intervista di Kath Brice.
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