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I Croods 2 – Una nuova era

Torna la simpatica famiglia di cavernicoli

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E così tornano anche i Croods, i simpatici cavernicoli che avevamo conosciuto nel 2013, famiglia molto “chiusa” e protettiva per ovvi motivi di sicurezza. Perché papà, mamma, tre figli e nonna da parte materna vivono in un territorio altamente ostile, dove è indispensabile non abbassare mai la guardia. Il che ha sempre reso il pater familias Grug molto apprensivo, anche se tutti i membri del gruppo sono in grado di badare a se stessi. Specialmente di notte la famigliola si chiude su se stessa, proprio letteralmente, perché dormono aggrovigliati insieme, a formare un’enorme palla d’affetto e protezione (abitudine che ha sempre dato la spunta per spassose gag). Gag che non mancano anche in questo secondo episodio, in cui ritroviamo la ragazza Hip alle prese con la sua relazione con il giovane Guy, che era arrivato a rompere l’equilibrio della famigliola nel film precedente ma anche a portare un elemento nuovo, il fuoco, di indubbia utilità. La relazione ha destabilizzato il capo famiglia, messo in crisi dalla possibilità che il loro nucleo famigliare subisse dei mutamenti, impegnato in un rapporto competitivo con il ragazzo. Atteggiamento sempre comprensibile da parte di un padre che teme di vedersi portare via l’amata figlia. Ma ben altri problemi lo attendono, perché in questo episodio la famiglia finirà in una zona sconosciuta, nascosta da un altissimo recinto, una zona dalla vegetazione lussureggiante e ricca di acque e cibo, priva di predatori, un vero paradiso terrestre ben diverso dalle loro aride e pericolose aree abituali. Lì incontrano la famiglia dei Superior, padre, madre e figlia dell’età di Hip, un mix hippie/hipster, tutti politicamente correttissimi, ecologisti e salutisti, dei veri radical-chic preistorici. Che riveleranno inattesi rapporti proprio con Guy. Per non raccontare troppo diremo che la maggior parte delle gag del film si concentrano nel rapporto fra questi due ben diversi nuclei famigliari, nel loro confronto non facile. A fare da detonatore sarà una bizzarra proibizione, imposta da Filo, il capo famiglia Superior, che sembra fare il verso al divieto biblico della mela di Adamo ed Eva. Ma ben diversa si rivelerà. Solo ritrovarsi uniti di fronte a un pericolo più grande li riunirà a formare un “branco” ancora più grande di prima. Insieme proseguiranno la loro ricerca del Domani. I vecchi personaggi si confermano, sempre divertenti e scritti con humor e questo vale anche per quelli nuovi, un padre spassosamente “fighetto” e cripto gay, la mamma stile desperate housewives, fanatica della cura della casa e della persona, e la figlia soffocata da troppe cure e anelante alla trasgressione. La storia è scritta da altri quattro sceneggiatori sul soggetto dei due creatori originali, che sono Chris Sanders (Lilo & Stitch, Dragon Trainer) e Kirk De Micco (Space Chimps, Striscia, una zebra alla riscossa) ed è diretta da Joel Crawford, “story artist” di diversi ottimi film in animazione di Dreamworks. I Croods 2, che arriva ben otto anni dopo il primo episodio, è un film spassoso, ricchissimo di gag fulminee, compreso qualche valido tormentone, con scene d’azione frenetiche, coloratissimo nel suo disegno che rende la carnosità dei personaggi come fossero in 3D e la creazione di un mondo coloratissimo, dall’immaginosa vegetazione e con animali assurdi (spesso i mondi dei film in animazione più surreali sembrano creati sotto l’effetto di sostanze stupefacenti). Con tante strizzate d’occhio allo spettatore, si presta a una lettura metoo, perché mentre i maschi adulti sono impegnati in una prevedibile rivalità che tracima nella “bromance”, e Guy è preda di rovelli interiori, le donne del gruppo dovranno darsi da fare per rimediare ai problemi da loro creati, comprese le due nuove figure femminili, che avranno una vera epifania. Spiritosa anche la scelta delle canzoni di accompagnamento. Quanto al doppiaggio, nota spesso dolente dei film in animazione, da noi Grug ha la voce di Francesco Pannofino, Alessandro Gassman è il Superiore Filo, per citare i più noti. Ma non abbiamo apprezzato la dizione con derive “centro-italiche” di Alice Pagani (che si ritrova con Benedetta Porcaroli, che era già con lei nella serie Baby) e perfino del figlio di Gassman, Leo, che doppia Guy con quella “esse” che scivola nella “zeta” tipica di certe aree regionali e proprio non si può sentire. Il paragone con il cast originale del resto è, come spesso avviene, impietoso. Le voci di Nicolas Cage (Grug), Emma Stone (Hip), Ryan Reynolds (Guy), Peter Dinklage (Filo), Leslie Mann (sua moglie Hope) non sono replicabili (ci sono anche Catherine Keener che è mamma Ugga e la mitica nonna Gran è doppiata dall’altrettanto mitica “veterana” Cloris Leachman, morta purtroppo a gennaio). Una volta di più invitiamo alla visione in lingua originale, a meno di essere accompagnati da bambini piccoli, ovviamente. Che si divertiranno molto, ma lo stesso sarà anche per gli adulti, che coglieranno i validi spunti umoristici di cui la storia è disseminata, comprese le molte citazioni, fra cui anche una finale assai tarantiniana.

Divertente, per tutti

7