Nel mondo del cinema, adattare storie intramontabili per le nuove generazioni è una sfida affascinante ma complessa. “L’albero di Molto Lontano”, un film che si rifà ai romanzi di Enid Blyton, cerca di catturare l’immaginazione di un pubblico giovane in un’epoca dominata dalla tecnologia. Ma come si può mantenere viva la magia di un’opera scritta quasi un secolo fa? Questo è il cuore della questione e il film si propone di esplorarlo, affrontando temi come la fantasia e la connessione con la natura. Scopriamo insieme questo viaggio tra realtà e fantasia.
La trama ruota attorno a Tim Thompson e sua moglie Polly, una coppia londinese con tre bambini: Beth, Joe e Fran. Polly, ingegnere tecnologico, e Tim, aspirante agricoltore con sogni di produrre salsa di pomodoro, decidono di trasferirsi in campagna per cercare una vita più autentica. La transizione non è facile, specialmente per i due figli più grandi, mentre la piccola Fran è attratta dalle meraviglie della natura. Un giorno, spinta dalla curiosità, si avventura nel bosco vicino e scopre un albero straordinario, popolato da creature fantastiche che la conducono in mondi incantati.
Un Viaggio nel Fantastico
Il film si propone di modernizzare la storia, portando la trama in un contesto contemporaneo in cui anche i più piccoli si sentono smarriti senza smartphone e connessione internet. Questo tentativo di aggiornamento è una scommessa audace, mirata a far riscoprire ai bambini il potere della fantasia, ma i risultati sono altalenanti. Simon Farnaby, già noto per i suoi lavori in “Paddington” e “Wonka”, ha cercato di mantenere intatto il fascino dell’avventura, ma il rischio di cadere nella banalità è sempre presente.

Riferimenti e Ispirazioni
L’influenza di classici del cinema fantasy è palpabile fin dalle prime immagini. “Il mago di Oz” si fa sentire, non solo nella narrazione ma anche nella colonna sonora. Tuttavia, il film rischia di scivolare verso la caricatura con toni eccessivamente zuccherosi, che possono risultare insopportabili per un pubblico più maturo. Sebbene le scenografie colorate e i personaggi eccentrici possano attrarre i bambini, gli adulti potrebbero trovare poco da appassionarli in una visione di oltre cento minuti.
Un Cast Stellare ma Poco Sfruttato
La regia di Ben Gregor, proveniente dal piccolo schermo, sembra mancare di quella visione autoriale che avrebbe potuto valorizzare “L’albero di Molto Lontano”. I personaggi, sebbene ben interpretati, appaiono come macchiette senza un vero scopo narrativo. Fortunatamente, il cast di giovani attori riesce a regalare qualche momento di brillantezza, mentre la coppia di genitori, interpretata da Andrew Garfield e Claire Foy, mostra una buona chimica, anche nei momenti più sdolcinati.

Temi e Messaggi del Film
Il film presenta una morale chiara: riportare i bambini a contatto con la natura e allontanarli dalla tecnologia. Tuttavia, questa lezione si trasforma in un’argomentazione eccessivamente didattica, rischiando di allontanare gli spettatori dalla meraviglia e dall’incanto. La narrazione, purtroppo, è meccanica e poco originale, con pochi momenti di tensione che potrebbero coinvolgere il pubblico.
L’affascinante mix di avventura, fantasia e messaggi moderni rende “L’albero di Molto Lontano” un’opera da vedere, ma non senza riserve. Se da un lato offre spunti per riflessioni importanti, dall’altro rischia di perdere di vista la magia che ha reso grandi i racconti di Enid Blyton.




