La visione cinematografica di Ridley Scott continua a sorprendere e affascinare, anche a 88 anni. Il celebre regista britannico, noto per la sua capacità di creare mondi straordinari e storie coinvolgenti, non si ferma mai. Questa settimana, porta al cinema il suo ultimo lavoro, The Dog Stars, ma le sue ambizioni vanno ben oltre. Infatti, ha in mente di dare vita a un nuovo capitolo della saga di Alien, che ha rivoluzionato il genere fantascientifico sin dal suo esordio nel 1979. Protagonista di questo attesissimo progetto sarà nuovamente David, l’androide enigmatico che ha colpito il pubblico in Prometheus e Alien: Covenant.
Con un’idea audace per un terzo prequel, Scott si prepara a esplorare ulteriormente la psicologia di David, un personaggio che ha catturato l’immaginazione degli spettatori e che si è trasformato in uno dei fulcri narrativi della saga. Questo nuovo film promette di rivelare ulteriori sfumature della sua esistenza e del suo viaggio, portando con sé la curiosità su ciò che realmente significa essere creatori e creati.
Un racconto incentrato su David
Il film in fase di sviluppo potrebbe rappresentare il terzo episodio di una trama che ha preso forma con Prometheus nel 2012 e ha continuato con Alien: Covenant nel 2017. Il fulcro della narrazione sarà senza dubbio David, l’androide magistralmente interpretato da Michael Fassbender, divenuto un simbolo dell’universo di Alien. Scott ha accennato al fatto che la trama seguirà David mentre cerca di dare vita a un nuovo mondo tutto suo.
Questa direzione narrativa è particolarmente intrigante, soprattutto considerando la conclusione di Alien: Covenant. Alla fine del film, David riesce a prendere il comando della nave Covenant e si traveste da Walter, un altro androide, sempre interpretato da Fassbender. Con lui ha portato migliaia di embrioni umani e creature aliene, frutto dei suoi esperimenti. Il suo scopo sembra essere quello di creare una nuova forma di vita, superando i suoi stessi creatori. Il nuovo film esplorerà quindi cosa accade a David dopo gli eventi di Covenant e il mondo che desidera costruire.
Riflessioni sull’intelligenza artificiale
Il ritorno di David non è solo una scelta narrativa, ma rappresenta anche un’importante riflessione di Scott sull’intelligenza artificiale, la creazione e il complesso rapporto tra umanità e tecnologia.
David non è una mera macchina programmata per eseguire comandi; nel corso dei due film ha sviluppato una personalità propria, una concezione artistica e una crescente convinzione di essere superiore agli esseri umani. Questo lo distingue nettamente dagli androidi delle prime pellicole di Alien, che agivano unicamente come servitori. David aspira a diventare un creatore, e Scott ha collegato questo tema alla crescente rilevanza dell’intelligenza artificiale nel mondo contemporaneo.
Il regista ha osservato che, nonostante abbia trascorso decenni a esplorare le conseguenze dell’intelligenza artificiale e della robotica, non ha ancora fatto uso di IA nella realizzazione dei suoi film. Ha affermato: “Posso competere con un’IA senza alcun problema nella creazione delle immagini. Ma arriverà, inevitabilmente”.
Scott si interroga anche sull’originalità delle opere create da un’intelligenza artificiale. “La domanda inquietante è: l’IA può essere valida soltanto quanto le informazioni che le vengono fornite?” Questo interrogativo risuona fortemente, poiché David è l’incarnazione stessa di questa paura: una creazione artificiale che supera gradualmente i suoi creatori e decide autonomamente cosa debba essere creato e cosa distrutto.

La continuità della saga di Alien
La prospettiva di un nuovo film segna un’importante opportunità per proseguire la narrazione della saga di Scott, che era rimasta sospesa dopo Alien: Covenant.
In Prometheus, l’attenzione si era allontanata dalle creature aliene per abbracciare una mitologia più complessa, introducendo gli Ingegneri e interrogandosi sulle origini dell’umanità. Alien: Covenant, invece, ha riportato in primo piano gli xenomorfi, trasformando David nel vero motore della narrazione. La conclusione del secondo film ha lasciato aperte diverse questioni: il destino dell’equipaggio della Covenant, il progetto di David e gli esperimenti sugli organismi alieni sono solo alcuni degli elementi che potrebbero essere esplorati in un eventuale terzo capitolo.
Questo nuovo film potrebbe fungere da collegamento mancante tra gli eventi dei prequel e la mitologia della saga originale.
Per ora, tuttavia, è importante tenere presente che Scott non ha ancora rivelato dettagli ufficiali come il titolo, la data di uscita o una sceneggiatura definitiva. Inoltre, sebbene il ritorno di Michael Fassbender non sia stato confermato, sarebbe difficile immaginare una narrazione incentrata su David senza la sua interpretazione.
Il progetto dimostra chiaramente la determinazione di Scott di continuare a lavorare sull’universo che ha contribuito a creare. Dopo The Dog Stars, il regista si dedicherà a Treasure Island, le cui riprese inizieranno a novembre con Hugh Jackman. In quel mese, Scott riceverà anche un Oscar onorario ai Governors Awards, un riconoscimento che celebra la sua lunga e influente carriera.
Nonostante il suo straordinario percorso nella cinematografia, Scott continua a confrontarsi con domande profonde riguardanti l’intelligenza, la creazione e i rischi insiti nel costruire qualcosa che potrebbe, un giorno, superare il proprio creatore. La creazione di un nuovo film dedicato a David rappresenterebbe quindi un modo naturale per lui di affrontare nuovamente questi temi cruciali.
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