Un nuovo film horror ha catturato l’attenzione del pubblico e dei critici, non solo per la sua trama intrigante, ma anche per le riflessioni profonde che offre sulle relazioni tossiche. “Keeper – L’eletta” è un’opera che si distingue nel panorama cinematografico contemporaneo, dove il soprannaturale incontra temi di grande rilevanza sociale. In un’intervista esclusiva, abbiamo avuto l’opportunità di parlare con il regista Oz Perkins e la protagonista Tatiana Maslany, che hanno condiviso le loro esperienze e visioni sul progetto.
La storia ruota attorno a Liz, interpretata da Maslany, e il suo compagno Malcolm, un dottore. In un weekend romantico in una baita nel bosco, tutto sembra perfetto, ma le tensioni e le inquietudini iniziano a farsi sentire. Con una narrazione avvincente e personaggi ben sviluppati, il film esplora il sottile confine tra amore e manipolazione, portando lo spettatore a interrogarsi sulle dinamiche relazionali.
Un viaggio creativo con Oz Perkins
Oz Perkins si è avvicinato a “Keeper – L’eletta” con un forte desiderio di collaborare nuovamente con il suo team di lavoro. “Dopo ‘Longlegs’, volevo continuare a lavorare con le stesse persone che avevo conosciuto in quel progetto,” ha dichiarato. “Questo film è nato da quella volontà e dal desiderio di creare qualcosa di speciale insieme.”
Nel film, Liz si ritrova a vivere una relazione complessa e ambigua, e la sua interazione con Malcolm, interpretato da Rossif Sutherland, diventa il fulcro della narrazione. Perkins ha descritto il film come un “bambino segreto” nato dall’amore per il cinema e per la propria squadra.
Il potere dei reshoot
Perkins ha parlato dei reshoot, un tema spesso controverso nel mondo del cinema. “Avere la possibilità di rifare alcune scene è come svegliarsi il giorno dopo Natale,” ha affermato con entusiasmo. “È un’opportunità per rimediare agli errori e migliorare il film. Non c’è nulla di cui vergognarsi; è un privilegio.”
Tatiana Maslany ha concordato, aggiungendo che i reshoot possono essere fondamentali per dare vita a un’opera che rispecchi realmente la visione originale. “Il film evolve durante il processo di creazione e il montaggio può cambiarne completamente la personalità,” ha spiegato.
Tematiche di mascolinità tossica
“Keeper – L’eletta” non è solo un horror soprannaturale, ma affronta anche la mascolinità tossica. Maslany ha descritto il suo ruolo come complesso e sfaccettato. “Liz è in una situazione difficile. Sente che la persona accanto a lei non è autentica, ma continua a ignorare i segnali di pericolo,” ha detto.
Perkins, dal canto suo, ha riflettuto sulla propria esperienza e sulle dinamiche maschili. “Ho esaminato gli aspetti della mia mascolinità e mi sono chiesto quanto fossi simile a Malcolm,” ha condiviso. “La mascolinità tossica è diventata un tema di discussione solo recentemente, ma è importante affrontarla.”
Riflessioni sull’amore e l’apprezzamento
Un elemento centrale nella trama è la complessità dell’amore. Malcolm esprime il suo dispiacere per amare Liz, sollevando interrogativi su cosa significhi davvero amare qualcuno. Perkins ha commentato: “Amare qualcuno spesso significa cercare in quella persona ciò che ci manca. Ma questo non è necessariamente lo stesso di apprezzare chi sono realmente.”
Effetti speciali e atmosfere inquietanti
Nel film, gli effetti speciali giocano un ruolo cruciale nell’intensificare l’atmosfera di tensione e inquietudine. Perkins ha rivelato che molti degli effetti sono stati creati attraverso tecniche VFX, collaborando con l’artista Edward J. Douglas. “Anche con un budget limitato, siamo riusciti a realizzare qualcosa di straordinario,” ha affermato con orgoglio.
Per quanto riguarda l’aspetto visivo dei personaggi, il regista ha spiegato che l’aspetto dei mostri rappresenta una profonda sofferenza. “Abbiamo voluto mostrare la loro sofferenza come un riflesso delle esperienze di donne maltrattate,” ha detto. “Sono l’incarnazione del dolore e della lotta.”
Con una narrazione che invita alla riflessione e una rappresentazione visivamente potente, “Keeper – L’eletta” promette di lasciare un segno duraturo nel mondo del cinema horror.




