La magia del mondo videoludico e cinematografico ha trovato un palcoscenico eccezionale a Lucca Comics & Games 2025, dove Hideo Kojima, il maestro indiscusso della narrazione interattiva, ha svelato la sua visione artistica. Con una platea attenta e appassionata, il creatore di Death Stranding ha condiviso riflessioni profonde su connessioni umane, fiducia e il potere della creatività, sottolineando come la pandemia abbia segnato un cambiamento fondamentale nella sua opera. Ma non è stato solo un discorso teorico; Kojima ha portato con sé un messaggio di speranza e rinnovamento, intrecciando il suo legame con il cinema italiano attraverso attori di spicco come Luca Marinelli e Alissa Jung.
In questo contesto vibrante, l’autore ha spiegato come il suo lavoro non sia solo un gioco, ma un’esperienza cinematografica che invita a riflettere sulla condizione umana. La sua presenza a Lucca è stata molto più di una semplice conferenza; è stata un’opportunità per esplorare il futuro del videogioco come forma d’arte, capace di raccontare storie profonde e complesse.
Ripensare la Creatività dopo l’Isolamento
Nel corso della sua presentazione, Kojima ha enfatizzato il ruolo del “cinema” e dei “videogiochi” come strumenti di connessione, in un’epoca segnata dall’isolamento. Ha condiviso la sua esperienza durante la pandemia, descrivendola come un momento di introspezione e crescita. La riflessione sull’importanza della prossimità umana è diventata centrale nel suo pensiero, spingendolo a rivalutare l’idea di connessione non solo attraverso i dispositivi digitali, ma anche tramite relazioni autentiche e dirette.
Questa nuova visione ha dato vita a Death Stranding 2: On the Beach, un gioco che si propone di esplorare la fisicità e la presenza degli attori, superando i limiti delle interazioni virtuali. “Abbiamo internet e il metaverso”, ha affermato Kojima, “ma la vera umanità ha bisogno di sentirsi vicina”.
Un’Omaggio al Cinema Italiano
Durante il suo intervento, Kojima ha rivelato un dato sorprendente: il 35% di ciò che crea è ispirato al cinema italiano. Questa affermazione non è solo un gesto di riconoscimento, ma un’opportunità di dialogo tra culture. La presenza di Marinelli e Jung sul palco ha testimoniato come il loro talento possa arricchire l’universo narrativo di Kojima, portando la tradizione cinematografica italiana nel contesto dei videogiochi.
- Il corpo come strumento di narrazione
- Flashback che intrecciano presente e passato
- Attori che diventano autori, protagonisti della storia
Questa fusione di elementi ha dato vita a una narrazione che non si limita a raccontare, ma invita a vivere l’esperienza in prima persona, trasformando il giocatore in parte attiva della storia.
Un Teatro di Emozioni
Il Teatro del Giglio, affollato di fan e appassionati, ha rappresentato il set ideale per il World Strand Tour. Kojima ha descritto il suo processo creativo in termini cinematografici, sottolineando come la motion capture non sia solo una tecnica, ma un linguaggio che avvicina il videogioco al cinema. “Hai operatori, monitor e un set; è già un film”, ha affermato con convinzione.
Marinelli e Jung hanno confermato questa visione, parlando dell’intensità del lavoro sul set, dove le emozioni e le espressioni diventano il cuore della narrazione. “Non volevo monologhi”, ha spiegato Kojima, “ma volevo che tutto passasse attraverso di loro”. In questo modo, il risultato finale non è solo una performance, ma una produzione di immagini e sentimenti autentici.
Fiducia e Collaborazione
Un altro concetto chiave emerso dalla discussione è stato quello di fiducia. “Metto gli attori in queste tute strane, quindi ho bisogno che si fidino di me”, ha dichiarato Kojima. Questo approccio umano alla creazione artistica evoca una pratica quasi rosselliniana, dove l’essenza della narrazione si concentra sulla relazione tra regista e attori.
Il Potere dei Flashback
Kojima ha messo in evidenza come i flashback non siano semplici espedienti narrativi, ma elementi che ridisegnano l’intera storia. “Nei film di Hollywood ci sono molti monologhi; io ho voluto ricreare tutto attraverso loro”, ha affermato, evidenziando la sua visione innovativa del racconto. Questo approccio offre al pubblico un’esperienza di visione unica, in cui le emozioni sono veicolate senza parole, ma attraverso gesti e sguardi.
Lucca, in questo contesto, ha rappresentato non solo un evento, ma un’esperienza collettiva, dove l’autore ha potuto condividere la sua passione e la sua dedizione per un lavoro che va oltre il semplice intrattenimento.




