IT: “Derry si espande: Scopri le nuove direzioni della storia in ‘Welcome to Derry’!”

L’idea di una linea sottile che divide l’infanzia dall’età adulta è un tema ricorrente nelle opere di Stephen King, e in particolare nel suo celebre romanzo IT. Qui, i bambini si trovano a fronteggiare l’orrore in una dimensione di isolamento, incapaci di comunicare con gli adulti. Anche quando i protagonisti crescono e diventano adulti, il loro legame con l’infanzia e le esperienze vissute si rivela essenziale per affrontare le sfide che li attendono. La nuova serie IT: Welcome to Derry si propone di esplorare ulteriormente questi temi, adattandosi alle nuove tendenze della serialità e cercando di riflettere il successo di opere contemporanee come Stranger Things. Nonostante la popolarità intrinseca di IT, Warner Bros. sembra voler cavalcare l’onda di questo successo, creando un prequel che promette di approfondire la storia di Derry e dei suoi misteri.

In questo contesto, la serie si presenta come un viaggio nel passato, portando gli spettatori indietro nel tempo di 27 anni rispetto agli eventi del primo capitolo della saga.

LA STORIA PRECEDENTE

La narrazione si colloca nel 1962, prima del risveglio di Pennywise. I protagonisti principali, il Maggiore Leroy Hanlon e il Capitano Pauly Russo, arrivano a Derry per partecipare a un’operazione segreta condotta dal Generale Shaw. Insieme a loro, la moglie e il figlio di Leroy, Charlotte e Will, si uniscono a questa avventura.

Nel frattempo, la città è scossa da misteriose sparizioni di bambini, tra cui quella di Matty Clements. Lilly Bainbridge, un’amica di Matty, si lancia nell’indagine, accompagnata da Ronnie Grogan, la figlia del proiezionista locale. Le loro ricerche, purtroppo, attirano l’attenzione di Pennywise, creando un’atmosfera di crescente inquietudine.

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UNA NUOVA GENERAZIONE DI PERDENTI

Nei primi episodi di Welcome to Derry, emerge chiaramente l’intenzione di costruire una nuova versione del Club dei Perdenti, evocando i giovani protagonisti che ne prenderanno il posto. La serie si nutre di riferimenti e citazioni che delizieranno i fan dell’universo di King. Tra le note salienti:

– La prigione di Shawshank viene menzionata.
– È presente Dick Halloran, che diventerà il capo chef dell’Overlook Hotel in Shining.

Questa rete di connessioni contribuisce a creare un senso di continuità all’interno dell’universo kinghiano, ma non senza rischi.

LA MINACCIA E LA RETRO CONTINUITY

Il cuore della trama ruota attorno alla figura minacciosa di Pennywise, ma emerge anche una narrazione militare che introduce elementi di retro continuity. Tuttavia, l’inserimento dell’esercito nel racconto rischia di banalizzare l’orrore che ha reso IT così iconico. La presenza di un’istituzione ufficiale cambia radicalmente la percezione dell’orrore, diluendo il clima inquietante di Derry. La serie scivola verso una dimensione più collettiva, dove non sono più solo i bambini a dover affrontare il mostro.

Inoltre, il tema dei nativi americani, che nel libro ha un’importanza fondamentale, viene gestito in modo superficiale, con l’inserimento di elementi fantasy che non rendono giustizia alla complessità della mitologia kinghiana.

UN FOCUS SUL BODY HORROR

Sebbene la serie si distacchi dall’opera originale di King, si presenta come una sorta di fan fiction, con Muschietti che esplora le sue personali interpretazioni di Pennywise. La serie si concentra sulle manifestazioni orrorifiche del clown, ma perde la sua teatralità iconica, limitando le apparizioni di Pennywise.

Inoltre, il body horror assume un ruolo predominante, con scene di ibridazioni grottesche. Tuttavia, l’uso eccessivo della CGI riduce l’impatto. I limiti tecnici sono evidenti, specialmente in alcune sequenze che non riescono a sostenere il confronto con un blockbuster.

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PERSONAGGI E TENSIONE

La scrittura dei personaggi risulta poco incisiva, spesso scivolando in cliché. Lilly emerge come l’unica figura interessante all’inizio, grazie alla sua storia personale. Gli autori, però, non osano approfondire il suo personaggio nei primi episodi, rischiando di far perdere l’interesse degli spettatori per il resto del cast.

In definitiva, Welcome to Derry si presenta come un tentativo di colmare delle lacune, ma senza mai raggiungere la tensione che caratterizzava l’opera originale. Con la consapevolezza che Pennywise non verrà sconfitto e che l’orrore rimarrà celato, la serie si trova a fronteggiare sfide difficili da superare.

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