Luca Guadagnino: “Bernardo Bertolucci, la mia ossessione! Ma Drag Me to Hell di Sam Raimi mi conquista”

Luca Guadagnino, un nome che risuona con forza nel panorama cinematografico contemporaneo, ha recentemente avuto l’onore di ricevere il prestigioso Premio Fiesole ai Maestri del Cinema. Durante un’incontro vivace e pieno di spunti, il regista ha condiviso con il pubblico le sue idee sul cinema, le sue preferenze artistiche e il suo rapporto con le star di Hollywood. La sua carriera, iniziata come critico cinematografico, si è evoluta in una straordinaria avventura nel mondo della regia, e Guadagnino non ha mai smesso di riflettere su ciò che rende il cinema un’arte così unica e coinvolgente.

Con un tono leggero e ironico, il regista ha parlato della sua transizione da critico a cineasta, sottolineando l’importanza di un giudizio critico che vada oltre il semplice “bello o brutto”. Ha affrontato anche il tema della sua ecletticità, menzionando titoli che spaziano dal dramma erotico al horror, dimostrando così la sua versatilità e la sua capacità di unire diversi generi.

Un cineasta amato dalle stelle

Luca Guadagnino non è solo un regista, ma un intellettuale del cinema, conosciuto e rispettato a livello internazionale. La sua abilità nel comporre cast di attori è ammirata da molti, e le celebrità fanno a gara per lavorare con lui. Il suo nome è associato a una schiera di talenti, tra cui:

– Tilda Swinton
– Timothée Chalamet
– Zendaya
– Michael Stuhlbarg
– Josh O’Connor
– Daniel Craig

Anche Kevin Spacey, presente a un festival cinematografico vicino, ha espresso il desiderio di collaborare con Guadagnino, a sottolineare quanto il suo lavoro sia ricercato.

Guadagnino ha condiviso una riflessione profonda sulla scelta del cast, considerandola un atto intrinsecamente legato alla regia. Ha affermato che la selezione degli attori è un momento delicato, dove la protezione delle proprie scelte diventa fondamentale. Con una visione che abbraccia sia le star che i non attori, ha espresso il suo amore per la complessità umana degli interpreti, evidenziando la loro fragilità.

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Dal maestro Bertolucci all’era digitale

Un purista del linguaggio cinematografico, Guadagnino ha più volte elogiato l’eredità di Bernardo Bertolucci, un maestro che ha influenzato profondamente il suo lavoro. Il suo documentario “Bertolucci on Bertolucci” e il nuovo progetto “Joie de vivre” dimostrano il suo costante legame con il grande cineasta. Guadagnino ha spiegato che per lui il cinema non si limita alla narrazione, ma si espande attraverso pubblicità e documentari, permettendo un dialogo con diverse forme artistiche.

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sta prendendo piede, Guadagnino ha già in cantiere un progetto audace: “Artificial”, un film che esplorerà il mondo dell’AI attraverso la storia di Sam Altman, interpretato da Andrew Garfield. Ha condiviso la sua opinione sul cinema che provoca, che riesce a catturare le complessità del presente, affermando che il suo interesse va oltre il prodotto finale.

Un aspetto interessante è il suo rapporto con i film che ha creato. Guadagnino ha rivelato che dopo la prima proiezione pubblica, tende a distaccarsi dai suoi lavori, portando a una riflessione sul valore e sull’importanza di ogni opera all’interno della sua filmografia. Nonostante il suo amore per i film meno noti, come “Inconscio italiano”, il regista ha una visione chiara e strutturata della sua carriera, sperando di completare il suo percorso artistico in tempo per apprezzarlo appieno.

La conversazione con il pubblico si è conclusa con un aneddoto sul suo collaboratore Carlo Antonelli, suggerendo che il loro legame artistico sarà fondamentale per il prossimo progetto “Camere separate”, un adattamento di un romanzo di Pier Vittorio Tondelli. Guadagnino ha concluso con una battuta che ha strappato sorrisi, dimostrando ancora una volta la sua leggerezza e il suo approccio genuino al cinema.

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