Di Giuliana Molteni   |   19 Aprile 2017

 La vita è bella

Famiglia all’improvviso è un film diretto da Hugo Gélin, remake del messicano Instructions Non Included, afflitto da un generico titolo italiano che fra l’altro è quasi uguale a Una famiglia all’improvviso del 2012, mentre molto più puntuale è quello originale francese Demain tout commence. Bisogna non lasciarsi fuorviare e non inganni nemmeno la presenza di Omar Shy, attore dalla straordinaria fisicità, di rara empatia, che potrebbe far pensare a una commedia più leggera di quanto non sia (e non guardate il trailer che ingannevolmente spoilera troppo).

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Di Giuliana Molteni   |   14 Ottobre 2016

 Enigmi col morto

L’umanità, cancro per il suo stesso corpo, è la malattia, l’Inferno è la cura. Cosa intenderà l’enigmatico miliardario ambientalista Zobrist, pure pericolosamente ingegnere genetico, nel pronunciare queste parole davanti al mondo intero? Il feuilleton tira sempre, così sembra a guardare le vendite dei libri e gli incassi dei film. La “ggente” vuole, ama, storie elementari dove i buoni vincono sempre dopo averne passate di tutti i colori, e i cattivi pagano il fio delle loro colpe.

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Di Giuliana Molteni   |   08 Aprile 2016

 

Il colore è per sempre

Chi è stato Rafael Padilla? Prima della visione del film Mister Chocolat lo ignoravamo (e crediamo di essere stati in buona compagnia). Rafael Padilla era un nero di origine cubana, venduto schiavo da bambino, fuggito, e dopo vari vagabondaggi approdato a fare “il selvaggio” in un misero circo di provincia in Francia. Siamo intorno al 1880 e anche i bianchi, se non sono ricchi borghesi o nobili privilegiati, non se la passanavano bene.

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Di Giuliana Molteni   |   26 Novembre 2015

Per i begli occhi di Bradley

Mentre sempre più persone nel mondo soffrono la fame e alle nostre porte premono milioni di diseredati affamati pure loro, nell'incosciente occidente acquista sempre maggiore influenza la figura dello chef, che a chiamarlo cuoco forse potrebbe tirati una coltellata. Si sono create nuove categorie di maître à penser, di divi di esibita eccentricità, di termini tecnici (al solo usare il neologismo "impiattare" si sentono tutti grandi cuochi) e così via nella distrazione di massa.

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Di Giuliana Molteni   |   11 Giugno 2015

L'uomo che sussurrava ai dinosauri

E così Isla Nublar è ancora lì, non solo, è risorta più bella che pria dalle rovine provocate dalle devastazioni compiute dalla sua vivace fauna nei capitoli precedenti. Un nuovo parco è stato riedificato e il nuovo proprietario, un multimiliardario indiano che ha rilevato la gestione dall'ormai trapassato John Hammond, lo ha voluto più di tutto, più grande, più tecnologico, più sicuro, più "figo" insomma, e cosa rende un parco a tema jurassico più cool se non il ricorso al famoso fattore "Wow!", cioè nuovi dinosauri, progettati per essere ancora più feroci, più spettacolari e con più denti?

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Di Giuliana Molteni   |   23 Aprile 2015

La vita come ballando

Non è facile raccontare l'immigrazione, se si vuole schivare la tragedia, l'impegno sociale, se si vuole evitare il tono documentaristico o scandalistico (in negativo o in positivo, pro o contro). Non è facile soprattutto se si vuole raccontare una storia di fiction accattivante, che possa piacere a un pubblico borghese, che sia condivisibile per un pubblico "per bene", gente che non pensa che l'unico immigrato buono sia un immigrato morto. Magari è solo una persona come noi, che cerca di vivere tranquillamente in un posto tranquillo, costruendosi una vita migliore come qualunque proletario ambirebbe.

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Di Giuliana Molteni   |   28 Marzo 2013

Le periferie sono vicine
Bobigny vs Parigi, banlieue vs centro, casermoni dormitorio vs eleganti palazzi d'epoca: il Tenente dell'anti-frode Ousmane Diakité, commissariato di Bobigny, 10 km circa a nord-est della capitale, sta seguendo una pista su un giro di bische e giocatori d'azzardo, che vede coinvolti pezzi grossi della politica e dell'alta società, oltre alla solita malavita locale. François Monge è un Tenente dell'anti-crimine di Parigi che si trova a dover indagare sull'assassinio della moglie di un importante industriale, giocatrice accanita, il cui cadavere è stato abbandonato proprio a Bobigny. Inevitabilmente le due indagini si incrociano, costringendo i due troppo diversi personaggi a lavorare insieme, con le prevedibili difficoltà dovute a due personalità opposte. Entrambi i personaggi stanno cercano di fare il salto di qualità nella loro carriera.

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Di Giuliana Molteni   |   06 Dicembre 2012

Parenti serpenti?

A distanza di quasi tre anni esce sugli schermi Troppo amici, titolo che vorrebbe alludere al grande successo Quasi amici, film successivo che ha dato gloria e incassi alla coppia Eric Toledano e Olivier Nakache, i primi a scoprire l'appeal cinematografico di Omar Sy, prima noto solo come comico televisivo, che aveva già lavorato con loro in Those Happy Days. Per sfruttare appunto la sopraggiunta popolarità del simpatico attore, si è anche deciso di distribuire il film con questo titolo, mentre l'originale era Tellement proches (così vicini). Il film mette insieme un nutrito gruppetto di personaggi, tutti ugualmente importanti nell'economia del racconto corale. Alain, ex animatore di villaggio turistico, è scontento del suo matrimonio con Nathalie ed esasperato dal caratteriale figlioletto. Inoltre si ritrova a dover frequentare il detestato cognato Jean-Pierre, avvocato fallimentare afflitto a sua volta dall'insopportabile consorte Catherine, che cerca di allevare un'odiosa figlia come una bambina–prodigio.

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Di Giuliana Molteni   |   24 Febbraio 2012
Dalle stalle alle stelle, dalla più squallida banlieue ai saloni di una fastosa dimora da miliardari. Questo capita a Driss, teppista di periferia originario del Senegal, sull’orlo di perdersi nella piccola illegalità, quando viene provocatoriamente assunto da un datore di lavoro molto particolare, un ricchissimo aristocratico, rimasto completamente paralizzato dopo un incidente di parapendio. Dopo un breve periodo di fortunoso, riottoso assestamento, le “cure” con cui Driss letteralmente investirà il suo assistito, saranno non una ventata ma un tornado di vita, che spazzerà tutta l’afflizione, la contrizione, sotto le quali per il rispetto nei confronti della disabilità si rischia di seppellire il malato, come se, oltre a dover sopportare la sua invalidità, dovesse anche trasformarsi in un asceta. Se si viene costretti a continuare a vivere, che almeno vita sia. Facendo piazza pulita di un’atmosfera di pietismo soffocante e di cautele anche inutili, l’anomalo badante strapazzerà un complice Philippe, lo sballotterà per ogni dove, lo aiuterà a drogarsi e a farsi fare (almeno quello) un massaggio erotico. Lo incoraggia anche a parlare finalmente con la sconosciuta con la quale intreccia un’algida relazione epistolare. Anche Philippe però avrà cose da insegnare a Driss, più trasversalmente forse, ma ugualmente utili. Alla fine del loro rapporto, entrambi si lasciano alle spalle un uomo diverso.
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