Di Giuliana Molteni   |   07 Maggio 2017

 L’inestinguibile sete

Quale è la sottile linea che separa l’imprenditore di successo dal giocatore d’azzardo, il baro dal sognatore, il piazzista imbroglione dall’investitore di successo, il grande speculatore dall’astuto truffatore? Molto sottile e in tanti devono averla attraversata in un verso e nell’altro, anche più volte, a seconda che la capricciosa Fortuna decidesse di baciarli o affossarli.

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Di Giuliana Molteni   |   09 Agosto 2016

 

Credere nei Draghi Verdi

Con il suo solito stile, squisitamente sentimentale, la Walt Disney Pictures, “ditta” sempre attenta ai sentimenti tanto quanto Steven Spielberg, torna a raccontarci la storia del drago invisibile Elliott e del suo amico, il bambino Pete. Scordatevi completamente il film del 1977, in “piatta” animazione e live action, che raccontava con l’ausilio di molte canzoncine una storia completamente diversa. Qui la sceneggiatura dello stesso regista David Lowery, di estrazione artistica indie (Senza santi in Paradiso), al suo primo lavoro per una major, scritta insieme a Toby Halbrooks, della storia originale riprende solo il tema del drago che riesce a rendersi invisibile grazie alle sue capacità mimetiche, ma l’avventura è ben diversa.  Il piccolo Pete, 5 anni, resta drammaticamente orfano, sperduto in una buia foresta minacciosa. In suo soccorso compare l’enorme drago, verde e peloso che, intenerito e forse anche lui stanco della solitudine, lo adotta. Pete cresce libero e selvaggio con il miglior amico che si possa avere, finché nella foresta non arriva la solita Company a rastrellare più legname possibile. Pete si fa vedere da una ragazzina e, forzosamente “adottato”, si ritrova a vivere con gli umani. Ma Elliott non può lasciarlo andare e Pete non può abbandonare il suo più grande amico. La piccola comunità però non può accettare la presenza di un vero drago, mitica creatura di cui parlano tante leggende, senza che nessuno ne abbia mai visto uno. E si sa che quando l’essere umano si attrezza per fare del male, ha i mezzi per riuscirci. Il drago invisibile è un bel film, fiabesco e avventuroso, che emoziona il piccino facendo sorridere teneramente l’adulto, dal cuore non troppo indurito. Perché ci sarà sempre un Drago verde e peloso (o un alieno piccolo e rugoso o un popolo di giganti azzurri, o qualunque altra magica e simbolica creatura che la nostra fantasia possa produrre) da salvare dalla ottusa brutalità dell’essere umano, che invece vuole sempre nuove foreste da desertificare e alberi secolari da abbattere e creature sconosciute da studiare, da strumentalizzare. Che vuole insomma tutto dominare e catalogare. Dovremo salvarlo e farlo volare via libero, quel drago, perché insieme a lui si salverà la nostra capacità di emozionarci, di entusiasmarci, di credere insomma in qualcosa che trascende le nostre capacità. Come le foreste anche le nostre anime dovrebbero avere una zona selvaggia, intatta e intoccabile, dove lasciar crescere le meraviglie che la ragione non permette, dove credere in ciò che non si può vedere. Il film è in live action e CG affidata alla mitica Weta e non c’è altro da aggiungere. Elliott essendo peloso, somiglia a tratti a un enorme, affettuoso San Bernardo che si esprime con vocalizzi stile Chewbecca, ben diverso da ogni drago visto in questi anni (ricordiamo Dragonheart, Eragon, Il regno del fuoco, Game of Thrones e lo Smaug dello Hobbit). Agli umani sono affidati personaggi elementari ma piacevoli, specie il vecchio, sgarduffato Robert Redford, che è il nonno che tutti i bambini si meriterebbero, padre di Bryce Dallas Howard, che con un papà così non poteva che finire a fare la guardia forestale. Il tenerissimo piccino Pete, che da grande è il “Ragazzo selvaggio” Oakes Fegley, è interpretato meravigliosamente da Levi Alexander, tenero frugolo sperduto nel minaccioso bosco di mille favole nere, mentre il radiatore di una macchina distrutta emette sbuffi di vapore, autorizzando una toccante lettura metaforica di tutta la bella fiaba. Anche se il film è ambientato nel verdissimo Nord-Ovest americano, è stato girano nelle stupende, impenetrabili foreste della Nuova Zelanda, alberi fittissimi alti come cattedrali. Bella colonna sonora di Daniel Hart, che enfatizza le emozioni. Infarcito di tanti riferimenti da fare la felicità di ogni spettatore provvisto di un bagaglio medio di cinema fantastico e anche no, il film sfiora/ cita/ ricorda Il libro della giungla e Tarzan, La storia infinita e Avatar, un po’ King Kong, inevitabilmente lo Spielberg di E. T. e anche un tocco di Incontri ravvicinati (e pure Sugarland Express), per cui ci sentiamo di annoverare Il Drago invisibile fra i film che faranno “effetto nostalgia” come Super 8 o la nuova serie tv Stranger Things.

 

 

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Di Giuliana Molteni   |   11 Giugno 2015

L'uomo che sussurrava ai dinosauri

E così Isla Nublar è ancora lì, non solo, è risorta più bella che pria dalle rovine provocate dalle devastazioni compiute dalla sua vivace fauna nei capitoli precedenti. Un nuovo parco è stato riedificato e il nuovo proprietario, un multimiliardario indiano che ha rilevato la gestione dall'ormai trapassato John Hammond, lo ha voluto più di tutto, più grande, più tecnologico, più sicuro, più "figo" insomma, e cosa rende un parco a tema jurassico più cool se non il ricorso al famoso fattore "Wow!", cioè nuovi dinosauri, progettati per essere ancora più feroci, più spettacolari e con più denti?

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Di Giuliana Molteni   |   01 Marzo 2012
Quante probabilità ci sono di sviluppare un cancro? E quante diventano se si parla di un soggetto molto giovane? E quante sono le probabilità che si salvi, guarisca o perlomeno sopravviva? In genere o si vive o si muore: fifty fifty, 50 e 50. Ci siamo spesso interrogati sull’utilità, sulla necessità dei “cancer movie” (un rischio al botteghino), come già dicevamo per la lacrimevole commedia di qualche mese fa, interpretata da Kate Hudson, Il mio angolo di paradiso. Pochi cult lacrimogeni fanno eccezione: Love Story, Anonimo veneziano, Voglia di tenerezza, Scelta d’amore. Ma non sono andati altrettanto bene tanti altri titoli come Nemiche-amiche, I passi dell'amore, Autumn in New York, La mia vita senza me, La custode di mia sorella, Sweet November, Per una sola estate, L’ultimo sogno, L’amore che resta, Non è mai troppo tardi, solo per citarne alcuni. Di meglio 50/50 può subito vantare la presenza di Joseph Gordon Levitt, giovane attore in costante crescita, ex bambino-prodigio, che sceglie i film da interpretare cercando accuratamente di non restare mai intrappolato in un cliché, frequentando il cinema indipendente e rari blockbuster.
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Di Giuliana Molteni   |   23 Gennaio 2012
 Anche se i tempi di Miss Rossella (Via col vento) sembravano lontani e la Guerra civile era finita da un pezzo, negli anni ’60 negli Stati Uniti la segregazione razziale era ancora fortissima, negli Stati del Sud in particolare. La schiavitù era stata formalmente abolita, ma erano vietati matrimoni e relazioni miste, le persone di colore avevano sezioni separate nei mezzi di trasporto, negli ospedali e nei cinema, molti locali erano vietati. Un bel linciaggio o per lo meno una spedizione punitiva era sempre alla portata di tutti. Per coloro che prestavano “in libertà” il loro lavoro presso i “bianchi”, c’erano solo doveri e nessun diritto, se non quello di lavorare sottopagati e a testa bassa. Anche quando la Carta dei diritti civili sarà approvata nel 1964, lungo sarà il cammino per applicarla. Un presidente di colore era impossibile anche solo da immaginare. La storia narrata in The Help è tratta dal romanzo di Kathryn Stockett, divenuto un caso letterario per il gran successo ottenuto, dopo essere stato rifiutato da molte case editrici.
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Di MovieSushi.it   |   26 Ottobre 2010
Sono stati annunciati i due film che apriranno e chiuderanno la ventottesima edizione del Torino Film Festival.
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Di Paolo Zelati   |   11 Settembre 2010

 Questo è uno di quei film che non vediamo l'ora di vedere. Negli anni, Cint Eastwood ci ha dimostrato di essere uno degli ultimi registi classici in circolazione ma, nonostante la sua versatilità, non si era mai cimentato nel campo del soprannaturale. Con Hereafter, Clint ha colmato anche questa "lacuna".

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Di MovieSushi.it   |   20 Dicembre 2009

Lo scontro vero e proprio è previsto sul finale di Eclipse. Bella e Victoria si daranno battaglia in quella che si annuncia come un'epica scena del prossimo film della saga di Twilight.

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Di MovieSushi.it   |   11 Dicembre 2009
Il thriller soprannaturale Hereafter si arricchisce di un altro nome prestigioso!
Bryce Dallas Howard
affiancherà, infatti, Matt Damon nel prossimo lavoro di Clint Eastwood.

Scritto da Peter Morgan, l’apprezzato sceneggiatore di Frost/Nixon – Il duello, Hereafter ruota attorno a tre personaggi, un impiegato americano, un giornalista francese e un ragazzo di Londra, toccati, in modi differenti, dalla morte.
Le riprese della pellicola, la cui uscita è prevista per il Dicembre del 2010, si svolgeranno a Parigi, Londra, le Hawaii e San Francisco.

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Di MovieSushi.it   |   11 Dicembre 2009

Scoraggiante e allarmante. Così l'attrice Bryce Dallas Howard descrive il compito che le è stato affidato di sostituire la rossa Rachelle Lefevre nel ruolo di Victoria per The Twilight Saga: Eclipse, terzo appuntamento cinematografico con i libri di Stephenie Meyer.

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