Il nostro viaggio è immaginato
Jep Gambardella è un ricco sfaccendato, emigrato in gioventù a Roma da un imprecisato Sud. Aveva ambizioni da scrittore ma un solo libro ha in effetti scritto, sulla cui gloria ancora campa, in quanto a soldi e reputazione. Con la scusa di essere un cronista mondano, conduce una vita da festaiolo impenitente, ogni notte un party diverso, fra faccendieri, bottegai, pseudo-intellettuali e discutibili artisti, tutti aspiranti qualcos'altro. Permeato da uno spleen degno di un Petronio alla corte di Nerone, si aggira nella sua casa con terrazza da colpo al cuore affacciata sul Colosseo, ormai costretto a fare mostra di divertirsi di qualcosa che col tempo gli è venuto a noia, mentre dissipa un talento che chissà se c'è mai stato.
Il sogno è una luce verde
Ruggivano gli anni '20, con la loro già allora insostenibile leggerezza, mentre l'America, dopo la cupezza della Prima Guerra Mondiale, si avvicinava danzando al baratro della Grande Depressione. Con l'incrollabile certezza in quella felicità garantita nella Costituzione, Jay Gatsby lotta da quando è ragazzo per riscattarsi dalle sue umili origini, per accumulare abbastanza denaro da poter essere accettato da quella "buona società" che lo ha sempre respinto e che lo ha allontanato dall'unico amore della sua vita, Daisy, troppo distante da lui nella scala sociale. Il narratore della vicenda è il giovane Nick Carraway, broker poco convinto nel boom di Wall Street, aspirante scrittore di buona famiglia ma calvinisticamente sobrio e moralista. Il giovane uomo viene ad abitare per un'estate a Long Island, in una casetta nei pressi dell'immensa villa di un misterioso proprietario, in cui ogni notte si tengono party sfrenati, veri baccanali affollati di quella fauna parassitaria che sempre gravita intorno ai ricconi.
Sembrava una casa normale...da fuori
Verso la fine degli anni Settanta un giovane Sam Raimi si decide ad andare al cinema a vedere Halloween di John Carpenter, un film che stava scalando il box office americano ad una velocità quasi sorprendente. Dopo l'illuminante visione, Sam torna a casa e, insieme agli amici fidati, comincia a stilare un grafico degli incassi nazionali degli ultimi due anni; così, pur essendo da sempre un fan della commedia e dei Three Stooges, capisce che per attirare l'attenzione del pubblico e dei distributori il genere da affrontare, in quel momento storico, è solo uno: l'horror. E quindi, da quella che si può tranquillamente definire come un'analisi di mercato, nel 1982 nasce La Casa, horror estremo e pieno di plasma che inaugura ufficialmente l'era gloriosa dello splatter anni Ottanta.
Wuxia hip hop
Ma cosa mai aspettarsi se il noto rapper Rza, prodotta da Quentin Tarantino ed Eli Roth, scrive e dirige un film di arti marziali cinesi, ambientato nella Cina feudale e ci mette anche le sue musiche per non farsi mancare niente, andando a realizzare un wuxia rivisto secondo le regole hip hop? Blacksmith, un rude fabbro inopinatamente "negro" in mezzo ai cinesi, lavora duramente nel solito paesino miserabile, straziato dalle faide. Fa molto soldi confezionando armi originali con cui i feroci clan si sterminano allegramente. Lui è innamorato di Lady Silk, un'eterea prostituta (Jamie Chung) che vuole riscattare dal bordello di cui è tenutaria Madame Blossom (Lucy Liu), donna dalle vaste ambizioni e dagli ancora più vasti segreti.
Brucia ragazzo, brucia
I film sui poliziotti (ce ne sono infiniti) sono spesso critici nei confronti della categoria, perché mettono in scena personaggi discutibili, disturbati o corrotti, gettando una luce livida su un corpo di dipendenti pubblici purtroppo indispensabili. Trattamento diverso è riservato ai vigili del fuoco, mitici eroi quasi mai sfiorati dalle accuse che spesso colpiscono i loro "cugini". Quello del pompiere è un mestiere vistosamente eroico, con quella lotta impari da Davide contro Golia, un piccolo uomo contro la bestia del fuoco e dei fumi venefici che spesso uccidono prima e più delle fiamme. Dimentichiamoci di tutto questo per quanto riguarda il film Fire with Fire, perché il mestiere del protagonista, il bel ragazzo Josh Duhamel, serve solo come pretesto per quello che sarà l'escamotage finale usato per risolvere la situazione una volta per tutte.
Il sapore della vendetta
La giovane insegnante di scuola media Yuko ha perso l'adorata piccina di quattro anni in quello che è passato per un tragico incidente. Yuko però sa benissimo che così non è e che i responsabili del delitto si trovano fra i giovanissimi alunni della sua classe. Ordisce un piano diabolico per vendicarsi nel modo più crudele possibile, per essere all'altezza della crudeltà di coloro che le hanno portato via l'unico amore della sua vita, l'unica consolazione in mezzo a grandi dolori. Yuko sta tenendo l'ultima lezione nell'indifferenza generale, gli allievi distratti, persi nel loro smartphone, a farsi scherzi cattivi, a spettegolare. Yuko annuncia che quella sarà l'ultima sua lezione e offre ai presenti un brick di latte.
Aridaje con le MILF
Alice è una bellissima quarantenne, gran fisico, molto chic, molto in carriera, con una vita familiar/sentimentale inesistente. Dato che ha un caratteraccio, nella redazione della rivista di moda per cui lavora non è molto ben vista. Il suo cammino incrocia casualmente quello di Balthazar, ventenne un po' "alternativo" ma assai perbene, che si prende una cotta per lei. Alice pensa di sfruttare la cosa per svecchiare la sua immagine ingessata e fare un passo in avanti nella sua carriera.
C'è chi dice No
In Cile nel 1988, dopo 15 anni di dittatura spietata seguito al colpo di Stato contro Allende e al suo assassinio, Pinochet è costretto dalle pressioni internazionali a indire un referendum (nonostante l'implicita legittimazione della visita di Papa Wojtyla nel 1987). La "gente" si sa ha la memoria corta, tranne quelli direttamente colpiti da un lutto personale (le famiglie dei desaparecidos). Gli altri sono intenti solo a mandare avanti la baracca. Solamente un 40 % se la passa davvero bene, ma al resto è stata propinata la Promessa all'americana: se ti impegni, se ti dai da fare, forse (forse) ce la farai.
Raccontala ancora, Tommy
Che tipo di adulti possono mai diventare due ragazzini traumatizzati dall'abbandono dei genitori, finiti nelle grinfie di un killer cannibale, che li tiene sequestrati in attesa di farne arrosticini? Sicuramente due con qualche problema di fiducia e di relazione, che li chiude in una cerchia degli affetti molto ristretta: una coppia formata da loro due e basta, e come mestiere, la caccia ai cattivi per evitare che altri bambini rischino di fare la loro fine. Questa è la lettura della nota fiaba dei "sanguinari" Fratelli Grimm, Hansel e Gretel, racconta nuovamente oggi, ambientandola in un imprecisato 1500/600 dove si parla di caccia alle streghe e di roghi, fra foreste e piccoli villaggi nei quali i due scorrazzano armati di un sacco di gadget steampunk, stile Wild Wild West.
Spara o muori
Avidità e vendetta sono i due motori che muovono i protagonisti dell'ultimo film di Michele Placido, Il cecchino, girato in Francia con un cast quasi interamente francese (il titolo originale in francese è Le guetteur, la sentinella). Una banda di rapinatori, stretti fra loro da forti legami di amicizia, da troppo tempo sta portando a termine una serie di rapine alle banche di Parigi, senza spargimenti di sangue. Qualcosa però va storto proprio il giorno in cui la Polizia, guidata dal Capitano Mattei (Daniel Auteuil) ha previsto le loro mosse, mettendo sotto controllo la banca nel mirino. Nella furibonda sparatoria che ne consegue, i banditi riescono a fuggire, protetti da un infallibile cecchino (Mathieu Kassowitz) che dall'alto riesce a bloccare i poliziotti.


