Di Giuliana Molteni   |   24 Aprile 2013

La pretesa della perfezione

Irene (Margherita Buy) è una bella quarantenne molto casual-chic, che fa un mestiere invidiabile: "l'ospite a sorpresa", cioè quel temuto personaggio che in incognito testa gli hotel di super-lusso, per valutare se sono all'altezza degli altissimi standard della categoria. Questo lavoro però le ha impedito di farsi una famiglia (oppure lei lo ha scelto proprio per questo), sempre con la valigia pronta, in giro per gli aeroporti, di nazione in nazione, di continente in continente. Come unici punti di riferimento, non troppo impegnativi però, ha un amorevole ex, Andrea (Stefano Accorsi), pronto a farle da sponda nei suoi andirivieni, e la sorella, infelicemente sposata con un marito che la trascura, con due adorabili nipotine che adorano questa vivace e anticonformista zietta.

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Di Giuliana Molteni   |   23 Aprile 2013

Sotto l'armatura, un cuore
L'avventura a fianco degli Avengers è costata cara a Tony Stark, che si ritrova afflitto da una discreta forma di DSPT (disturbo da stress post traumatico). Il simpatico miliardario si è ormai accasato felicemente con la sua amatissima Pepper, anche se la convivenza non è delle più facili, data la sua ben nota caratterialità, acuita dai traumi subiti. Ma il suo passato torna a punirlo, perché gli eventi al centro della narrazione si sono andati formando nel lontano 1999, quando ancora Tony era solamente uno sfrenato edonista. Ora il mondo è nuovamente minacciato da un super-malvagio: si tratta del Mandarino, un esaltato terrorista stile Bin Laden responsabile di devastanti attentati in giro per il pianeta, che reclamizza le sue deliranti dottrine attraverso video trasmessi worldwide.

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Di Giuliana Molteni   |   17 Aprile 2013

Gli opposti si toccano
Titolo furbetto, questo dell'ultimo film di Marco Ponti, Passione sinistra, che potrebbe ingannare uno spettatore distratto, facendogli supporre chissà quali intriganti rapporti fra personaggi borderline. Ci resterebbe malissimo, perché poi si troverebbe di fronte all'ennesima variazione sul tema della commediola sentimentale, quella dell'amore "litigarello". Specie di buddy movie a modo loro, queste commedie mettono in scena due personaggi che cominciano a litigare appena si incontrano e per un po' continuano sulla stessa riga, mentre lo spettatore ha capito benissimo che velocemente cadranno una nelle braccia dell'altro, scambiando un po' di sana attrazione sessuale per eterno amore. Infatti un conto è farsi un'avventura con uno del tutto opposto a noi, un altro è eleggerlo a compagno della vita e condividere per sempre le pesanti diversità che naturalmente ciascuno mantiene.

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Di Giuliana Molteni   |   17 Aprile 2013

Uno sconosciuto alla porta
Germain è un ligio professore di mezz'età, in un bel liceo classico di una cittadina di provincia, ragazzi perbene in divisa e corpo insegnante anonimo, il tutto senza casi clinici. Germain a suo tempo ha provato a fare lo scrittore, ma senza particolari qualità ha ripiegato sull'insegnamento. Anche l'algida moglie Jeanne ha velleità artistiche e gestisce una galleria d'arte moderna, dove si ostina a esporre discutibili opere al limite della mistificazione e della pornografia, rischiando la chiusura. Germain, che naturalmente insegna letteratura francese, si incuriosisce di Claude, bell'adolescente un po' sfuggente, di origini più proletarie della media dei compagni, con situazione famigliare disastrata. Il ragazzo produce una serie di temi in cui narra una sua forma di stalkeraggio ai danni di un'ignara famiglia benestante (figlio non troppo sveglio, padre con una bizzarra fissazione per la Cina, mamma sensuale e frustrata), un tipo di voyeurismo che si traduce in piccoli saggi di letteratura che terminano sempre con un "continua...".

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Di Giuliana Molteni   |   17 Aprile 2013

La politica è una ferita aperta
Servitore dello Stato si usava dire un tempo di un Ministro. Ovvero l'equilibrismo, la capacità di restare a galla, nonostante gli attacchi ai fianchi di avversari e alleati, nel nome del bene supremo che si è chiamati a servire, cosa della quale oggi sembra che molti si siano dimenticati. Bertrand Saint-Jean, Ministro dei Trasporti, è uno che ci crede, non un idealista illuso, ma un pragmatico esecutore di un suo disegno mirato a conservare la propria posizione non solo per ambizione, perché contagiato dal potere, ma anche perché pensa in quel modo di riuscire a fare davvero qualcosa per la sua Nazione. Nel corso della narrazione, lo seguiamo mentre affronta una quantità di eventi, previsti e imprevisti, anche tragici, mentre affronta un braccio di ferro sulla privatizzazione della rete dei trasporti pubblici.

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Di Giuliana Molteni   |   15 Aprile 2013

Unico limite il cielo
Se non ci fossero state schiavitù e segregazione non ci sarebbe stato il blues, definito "il suono della coscienza collettiva". Il Riley del titolo è il vero nome di B.B. King, il grande bluesman eletto a padre putativo di più di una generazione di musicisti, amatissimo dal pubblico negli Usa e in Europa. Nato nei campi di cotone di Itta Bena nel Mississippi nel lontanissimo1925, si ritrova da solo a 14 anni e si mette a cercare la sua strada. Passa dal lavoro nei campi ai primi locali, suona per strada, lavora in una radio come Dj e poi comincia a incidere dischi e a macinare chilometri per quei tour che saranno la parte più importante della sua vita. Nel 1955 compra un lucente bus, carica la sua band e inizia il suo on the road, che non si è fermato neppure oggi, che ha 88 anni, "perché la strada è la sua casa", con 300 giorni all'anno in tour, una vita in nome della musica. I primi successi che fanno girare il suo nome avvengono nei locali del Chitlin' Circuit, una catena di luoghi sparsi attraverso gli Stati Uniti, in cui musicisti, attori e ogni altro tipo di artista di colore era libero di esibirsi.

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Di Giuliana Molteni   |   11 Aprile 2013

La verità vera e la verità narrata
Michele è uno che mira all'impatto zero. Ecologista convinto, per lavarsi usa acqua piovana, produce la poca energia elettrica che consuma pedalando su una cyclette, non usa automobili. Raccatta anche le cartacce che trova e le odiate cicche di sigaretta. Vive a Siena, per lui la città ideale, dopo essere emigrato dalla natia Palermo. E' un architetto rispettato dai clienti, malvisto dai colleghi, in genere incompreso. Perché il limite del giovane uomo sta nella comunicazione. Troppo sincero e diretto, troppo convinto che dire sempre la verità sia la soluzione migliore. Questa tendenza del gentile anche se leggermente eccentrico personaggio, lo porta in una situazione suscettibile di pesanti conseguenze. In una notte buia e tempestosa si trova coinvolto nell'investimento di un noto professionista della città. Michele è del tutto innocente, ma chiama lui i soccorsi, restando così impigliato nelle maglie della "giustizia".

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Di Giuliana Molteni   |   11 Aprile 2013

Le verità nascoste
Può accadere che intorno ai delitti più orrendi, si intreccino le vite delle persone coinvolte, quelle toccate dalla sciagura, quelle di chi indaga, quelle di chi è colpevole. Nel thriller The Hypnotist sembrano tutte vite infelici, quasi predestinate a incontrarsi, per ricavare dal dramma la scintilla per risolverle, in bene o in male, per ripartire o fermarsi per sempre. Siamo in una Stoccolma stretta nella morsa grigia di un gelo che non è solo climatico, dove lo squallore di certi interni incita alla fuga. Un infelice poliziotto troppo solitario e dedito al suo lavoro coinvolge nelle indagini di un feroce triplice omicidio un medico specializzato in ipnosi, che a sua volta, per tenere a bada la sua infelicità si fa di troppo tranquillanti, dopo uno scandalo che gli ha rovinato la carriera. Intanto infligge ulteriore sofferenza alla sua infelice moglie, in precedenza tradita e ora trascurata, mentre anche il loro figlio adolescente patisce per l'infelicità dei suoi genitori.

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Di Giuliana Molteni   |   11 Aprile 2013

Una " Pursuit of Happyness"
Marcello è un uomo alla frutta. Alle spalle ha solo fallimenti: le sue attività commerciali, il matrimonio, anche il rapporto con la saggia figlioletta undicenne è a rischio e l'amata nonna è in ambasce per lui. E sta per fallire anche nella sua nuova attività, messa in piedi alla disperata, incalzato da un viscido presta-soldi che lo ha arpionato come un tonno: un'agenzia di pompe funebri in un paesino della Murgia pugliese. Il posto è famoso per i suoi abitanti, tutti vecchietti vecchissimi. Dovrebbero tutti diventare in breve clienti di Marcello e rimettere così in sesto le sue finanze. Ma i vecchietti sembrano immortali e Marcello affonda sempre più. Dopo qualche goffo tentativo per rimettere in moto un processo naturale che sembra essersi arrestato, l'uomo capitola, sedotto dalla stranezza della situazione, dal carattere dei bizzarri compaesani, da una concezione della vita tanto lontana dal consueto.

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Di Giuliana Molteni   |   10 Aprile 2013

Last Man Standing
Alla fine sono sempre i ricordi a fare la differenza. Nel 2077, su un pianeta devastato da una guerra con gli alieni, Jack Harper (nome in codice Jack 49, avrà un senso) è un riparatore di droni, che a loro volta vigilano su giganteschi macchinari che estraggono l'acqua dagli oceani per destinarla ai sopravvissuti. I quali però hanno da tempo abbandonato la Terra per trasferirsi in una colonia lontana. Jack è un combattente-operaio perfetto, a tale scopo sottoposto a un procedimento che gli ha cancellato la memoria del tempo precedente. Vive con l'amata Victoria (Andrea Riseborough) in un'aerea e super-tecnologica residenza, in attesa di essere evacuato anche lui. Da lì ogni giorno parte per il suo giro di manutenzione, controllato a distanza dalla "sede centrale", chiamata Missione, dalla quale tutto vede e a tutto sovraintende la melliflua Sally (Melissa Leo). Un giorno però un'antiquata navicella si schianta sulla superficie, con un'unica superstite (Olga Kurylenko), che farà iniziare a Jack il suo viaggio a ritroso nel tempo, che lo poterà a comprendere la ragione dei misteriosi sogni che popolano le sue notti inquiete: sogni che forse sono ricordi che non vogliono scomparire.

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