Di Giuliana Molteni   |   27 Marzo 2012

Diciamo subito che da un punto di vista formale Romanzo di una strage è un ottimo esempio di cinema di divulgazione, di denuncia, con un appassionante crescendo da cupo thriller, all'altezza di tanti film complottasti degli anni '70, interpretato da un cast perfetto. Perché in un film come questo la discussione sulla sostanza rischia di far passare in secondo piano il giudizio sulla confezione, che è lodevole. I fatti sono noti: il 12 dicembre del 1969 scoppia una bomba nella sede della Banca dell'Agricoltura in Piazza Fontana a Milano. Intanto scoppiano a Roma altre tre bombe, un altro ordigno viene trovato inesploso a Milano. Istantaneamente le indagini puntano sugli anarchici. Tre giorni dopo il ferroviere Giuseppe Pinelli vola dalla finestra della Questura, mentre viene arrestato e subito additato come colpevole ai mass media un altro anarchico, Pietro Valpreda. Della morte di Pinelli viene ritenuto moralmente responsabile il Commissario Luigi Calabresi, che sarà ammazzato nel maggio del 1972.

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Di Giuliana Molteni   |   29 Febbraio 2012
Tre esemplari adulti di maschio medio italiano, diversamente disastrati, si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto. Sono afflitti da situazioni famigliari simili, tutti sposati con prole e separati, gravati da un cumulo di spese che l’attuale situazione economica rende insopportabile. Ulisse (Verdone), è un glorioso ex produttore discografico, che scelte sbagliate e tempi mutati hanno trasformato in un bottegaio di vinili d’epoca, attività elegantemente demodé ma assai poco redditizia. Domenico (Giallini), adultero impenitente, malato di gioco d’azzardo, ha mandato in rovina la sua attività immobiliare, già piegata dalla crisi. La stessa crisi che ha fatto da zavorra alla promettente carriera di Fulvio, (Favino), giornalista cinematografico ridotto alle interviste con le attricette televisive. La convivenza fra tre caratteri tanto diversi si rivela inevitabilmente difficile, fra momenti di apparente confidenza e scontri veri e propri, in cui le alleanze cambiano volta per volta. Di fondo però i tre non si sopportano, non si capiscono, non condividono le reciproche scelte. Dopo essersi almeno sostenuti economicamente grazie alla convivenza, non troveranno l’uno nell’altro l’aiuto per cambiare, per migliorare, come è tradizione della commedia corale, nella quale difetti e qualità si mischiano per raggiungere un equilibrio ideale. Alla fine sarà solo dentro di sé che ciascuno troverà la forza per andare avanti e, se non per risolvere, per lo meno per portare avanti dignitosamente un’esistenza diversa, in un bel finale aperto che lascia allo spettatore decidere quale futuro possa attendere i tre personaggi.
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Di Giuliana Molteni   |   27 Gennaio 2012
Tutti i poliziotti sono dei bastardi, questo significa l’acronimo ACAB, nel gergo degli Skinhead. Molto cinema ci ha mostrato come quello del poliziotto sia uno sporco mestiere (ma qualcuno lo deve pur fare), esercitato spesso da personaggi borderline, uomini induriti da una vita sempre in tensione, nella quale la violenza è un contagio che genera altra violenza, spesso solitari o con difficili rapporti famigliari perché quello del poliziotto è un mestiere invadente e senza orari, mai troppo liberal perché misurarsi con i delinquenti non permette di essere political correct. E non è necessario lavorare in qualche prestigiosa squadra omicidi a Los Angeles o Miami per ritrovarsi in queste condizioni. Basta essere dei celerini a Roma, poliziotti che fanno il servizio per strada, sulle Volanti, quelli che vorremmo sempre pronti a rispondere alle nostre chiamate, a castigare chi secondo noi se lo merita, per poi indignarci e invocare a gran voce sanzioni pesanti quando nell’azione le cose degenerano. Ma sono l’ultima ruota del carro anche loro, quelli a più stretto contatto con la schiuma della società, detestati da molti “civili” esasperati che non riescono più a fare i doverosi distinguo, disprezzati dai colleghi di altri corpi di Polizia.
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Di Giuliana Molteni   |   13 Gennaio 2012
Che anche il cinema italiano si sia accorto della recessione e l’abbia sfruttata per confezionare sceneggiature venate da qualche aggiornamento, rispetto alle consuete commedie più o meno di costume, è ormai assodato. Peccato però che non si abbia mai il coraggio di andare fino in fondo, per timore di respingere il pubblico, temiamo, che si presuppone in cerca di divertimento più che di impegno.
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Di MovieSushi.it   |   28 Gennaio 2010
Passano gli anni, le nevrosi restano, leggermente mutate. Forse.
La paura di crescere e di far fronte alle proprie responsabilità torna prepotentemente ad animare l’esistenzialismo un po’ radical e molto chic dell’immaginario di Gabriele Muccino. Ma se a trent’anni i protagonisti de L’ultimo bacio cercavano la fuga (chi in un viaggio esotico, chi nell’avventura tutta ormoni e zero pensieri con una procace adolescente), alla soglia dei quaranta questi devono fare i conti con l’inevitabilità del futuro e dei suoi obblighi.

Muccino ha ritrovato (quasi) tutti gli interpreti della pellicola che, nel 2001, lanciò definitivamente la sua carriera: da Stefano Accorsi a Pierfrancesco Favino, da Giorgio Pasotti a Sabrina Impacciatore fino a Claudio Santamaria e Marco Cocci. Manca solo Giovanna Mezzogiorno che, come vi abbiamo raccontato in questa news, non gradisce i sequel e, per questo motivo, è stata prontamente sostituita, non senza qualche polemica da parte dello stesso Muccino, come vi raccontavamo qui, da Vittoria Puccini.
Alla conferenza stampa organizzata per promuovere Baciami ancora, regista e attori ridono, scherzano, si lanciano gli sguardi tipici di chi ha condiviso un’esperienza felice e da ricordare. E, soprattutto, fanno a gara per dire la frase più scontata e banale, quando si ha a che fare con i sequel: “È stato bello ritrovare questi personaggi”. Ma non fategliene una colpa. A parte la sincerità evidente di quest’affermazione per ognuno di loro, chi scrive ha l’obbligo di sottolineare che un incontro con la stampa particolarmente convulso e affollato, per di più della durata quattro ore, non aiuta l’originalità…

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Di MovieSushi.it   |   27 Gennaio 2010
Quei violini suonati dal vento ci sono sempre, a scandire il ritmo frenetico del cinema di Gabriele Muccino. Dove tutti sono ancora sempre di corsa. È Baciami ancora, sequel de L’ultimo bacio, film che dieci anni fa era stato un caso, lanciando Muccino come autore e (ri)lanciando proclami di rinascita del cinema italiano. I protagonisti di quel film sono tornati, invecchiati di dieci anni, e Muccino prova a fare come Truffaut, che ci fece vivere la crescita del suo Antoine Doinel insieme a quella dell’attore che lo interpretava, Jean-Pierre Léaud. Nel frattempo molte cose sono cambiate. Quelli che erano attori secondari, Pierfrancesco Favino su tutti, ma anche Claudio Santamaria e Giorgio Pasotti, sono cresciuti e diventati dei protagonisti, Stefano Accorsi non è più l’asso pigliatutto del cinema italiano di qualche tempo fa, Giovanna Mezzogiorno si è tirata fuori dal sequel. Muccino è stato a Hollywood, come ci ricorda mettendo un film con Will Smith in una sequenza. E i film che hanno "salvato" il cinema italiano sono stati altri.
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Di MovieSushi.it   |   27 Gennaio 2010
Dopo aver esplorato l’adolescenza in Come te nessuno mai.
Dopo aver scandagliato le crisi e i dilemmi esistenziali dei trentenni ne L’ultimo bacio.
Dopo aver indagato le nevrosi, le menzogne e le frustrazioni dell’istituzione familiare in Ricordati di me.
Torna in Italia Gabriele Muccino.

Conclusasi (per il momento: già si parla di un film di fantascienza con Keanu Reeves protagonista ad attenderlo…) la parentesi americana (La ricerca della felicità e Sette anime, entrambi col suo amico Will Smith), il regista romano torna in Italia con Baciami ancora, sequel della pellicola che lo consacrò come uno dei registi di maggior successo ai botteghini italiani nel 2001.
I trentenni di allora (Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Giorgio Pasotti, Claudio Santamaria, tra gli altri) hanno ormai raggiunto la soglia dei quarant’anni. Dieci anni trascorsi, ancora, alla ricerca di un equilibrio tra le proprie aspirazioni e le proprie responsabilità, soprattutto nei confronti di un universo femminile che, ai loro occhi ancora un po’ infantili, appare esigente, impietoso e terribilmente misterioso.

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Di MovieSushi.it   |   26 Gennaio 2010

Oltre 600 sale sono pronte ad accogliere Baciami ancora di Gabriele Muccino, seguito de L’ultimo bacio. Ultime notizie sostengono che per la prima volta Baciami ancora verrà distribuito nella versione con sottotitoli per non udenti. Sforzo encomiabile del regista di affacciare il cinema alle categorie meno fortunate.

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Di MovieSushi.it   |   07 Ottobre 2009

Pierfrancesco Favino, Fabio Volo, Claudia Pandolfi, Giuseppe Battiston, Giorgio Tirabassi e Paolo Sassanelli sono stati recentemente avvistati a Cervinia, in Valle d'Aosta. Tutti insieme in vacanza? Nemmeno per sogno.

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Di MovieSushi.it   |   22 Agosto 2009

Sogni che volano alti, una passione che brucia dentro e tanta forte determinazione. Questo il segreto di Pierfrancesco Favino, che oggi raccoglie i frutti di una brillante carriera iniziata circa vent’anni fa. Solo nell’ultimo anno l’abbiamo visto in tre ruoli diversi: partigiano ribelle per Spike Lee (Miracolo a Sant’Anna), guerriero spietato (ma non troppo) in Le Cronache di Narnia – Il Principe Caspian, farmacista distrutto da un amore finito in L’uomo che ama.

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