Diciamo subito che da un punto di vista formale Romanzo di una strage è un ottimo esempio di cinema di divulgazione, di denuncia, con un appassionante crescendo da cupo thriller, all'altezza di tanti film complottasti degli anni '70, interpretato da un cast perfetto. Perché in un film come questo la discussione sulla sostanza rischia di far passare in secondo piano il giudizio sulla confezione, che è lodevole. I fatti sono noti: il 12 dicembre del 1969 scoppia una bomba nella sede della Banca dell'Agricoltura in Piazza Fontana a Milano. Intanto scoppiano a Roma altre tre bombe, un altro ordigno viene trovato inesploso a Milano. Istantaneamente le indagini puntano sugli anarchici. Tre giorni dopo il ferroviere Giuseppe Pinelli vola dalla finestra della Questura, mentre viene arrestato e subito additato come colpevole ai mass media un altro anarchico, Pietro Valpreda. Della morte di Pinelli viene ritenuto moralmente responsabile il Commissario Luigi Calabresi, che sarà ammazzato nel maggio del 1972.
La paura di crescere e di far fronte alle proprie responsabilità torna prepotentemente ad animare l’esistenzialismo un po’ radical e molto chic dell’immaginario di Gabriele Muccino. Ma se a trent’anni i protagonisti de L’ultimo bacio cercavano la fuga (chi in un viaggio esotico, chi nell’avventura tutta ormoni e zero pensieri con una procace adolescente), alla soglia dei quaranta questi devono fare i conti con l’inevitabilità del futuro e dei suoi obblighi.
Muccino ha ritrovato (quasi) tutti gli interpreti della pellicola che, nel 2001, lanciò definitivamente la sua carriera: da Stefano Accorsi a Pierfrancesco Favino, da Giorgio Pasotti a Sabrina Impacciatore fino a Claudio Santamaria e Marco Cocci. Manca solo Giovanna Mezzogiorno che, come vi abbiamo raccontato in questa news, non gradisce i sequel e, per questo motivo, è stata prontamente sostituita, non senza qualche polemica da parte dello stesso Muccino, come vi raccontavamo qui, da Vittoria Puccini.
Alla conferenza stampa organizzata per promuovere Baciami ancora, regista e attori ridono, scherzano, si lanciano gli sguardi tipici di chi ha condiviso un’esperienza felice e da ricordare. E, soprattutto, fanno a gara per dire la frase più scontata e banale, quando si ha a che fare con i sequel: “È stato bello ritrovare questi personaggi”. Ma non fategliene una colpa. A parte la sincerità evidente di quest’affermazione per ognuno di loro, chi scrive ha l’obbligo di sottolineare che un incontro con la stampa particolarmente convulso e affollato, per di più della durata quattro ore, non aiuta l’originalità…
Dopo aver scandagliato le crisi e i dilemmi esistenziali dei trentenni ne L’ultimo bacio.
Dopo aver indagato le nevrosi, le menzogne e le frustrazioni dell’istituzione familiare in Ricordati di me.
Torna in Italia Gabriele Muccino.
Conclusasi (per il momento: già si parla di un film di fantascienza con Keanu Reeves protagonista ad attenderlo…) la parentesi americana (La ricerca della felicità e Sette anime, entrambi col suo amico Will Smith), il regista romano torna in Italia con Baciami ancora, sequel della pellicola che lo consacrò come uno dei registi di maggior successo ai botteghini italiani nel 2001.
I trentenni di allora (Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Giorgio Pasotti, Claudio Santamaria, tra gli altri) hanno ormai raggiunto la soglia dei quarant’anni. Dieci anni trascorsi, ancora, alla ricerca di un equilibrio tra le proprie aspirazioni e le proprie responsabilità, soprattutto nei confronti di un universo femminile che, ai loro occhi ancora un po’ infantili, appare esigente, impietoso e terribilmente misterioso.
Oltre 600 sale sono pronte ad accogliere Baciami ancora di Gabriele Muccino, seguito de L’ultimo bacio. Ultime notizie sostengono che per la prima volta Baciami ancora verrà distribuito nella versione con sottotitoli per non udenti. Sforzo encomiabile del regista di affacciare il cinema alle categorie meno fortunate.
Pierfrancesco Favino, Fabio Volo, Claudia Pandolfi, Giuseppe Battiston, Giorgio Tirabassi e Paolo Sassanelli sono stati recentemente avvistati a Cervinia, in Valle d'Aosta. Tutti insieme in vacanza? Nemmeno per sogno.
Sogni che volano alti, una passione che brucia dentro e tanta forte determinazione. Questo il segreto di Pierfrancesco Favino, che oggi raccoglie i frutti di una brillante carriera iniziata circa vent’anni fa. Solo nell’ultimo anno l’abbiamo visto in tre ruoli diversi: partigiano ribelle per Spike Lee (Miracolo a Sant’Anna), guerriero spietato (ma non troppo) in Le Cronache di Narnia – Il Principe Caspian, farmacista distrutto da un amore finito in L’uomo che ama.


