Sconsigliatissima a chi cerca la polisemia nelle pellicole di
Tarantino, a chi pensa che il critico modello scriva solo di quello che vede e ai drogati di Facebook
1 - Criticoni di tutto il mondo, unitevi! E’ in arrivo
Bastardi senza gloria, del mitico Quentin Tarantino!
E già vi vediamo persi a correre dietro l’elegia della rilettura metaforica della storia, la funzione mitopoietica delle citazioni western nello scenario della seconda guerra mondiale, il sincretismo della vendetta degli ebrei contro Hitler, la funzione metacinematografica di Eli Roth nel ruolo di ammazzacrucchi.
Non ce ne vogliate, ma
Bastardi senza gloria per noi è nato in una mattinata di noia, quando il telefono di Quentin ha squillato, e un soggettista qualunque gli ha detto: “
Senti, ma un film su degli ebrei fighissimi che fanno un culo così a Hitler&Co.?”
E lui: “Fantastico! Facciamolo!”.
2 - Lebanon vince a Venezia.
Un film doloroso, che fotografa in maniera sofferente uno squarcio del mondo contemporaneo attraverso lo sguardo profondo e affatto banale del regista.
Bravissimi i due protagonisti, che ci restituisco appieno le emozioni di una vicenda che cattura il pubblico anche più scettico, che si lascia convincere nonostante l’ermetismo di fondo della pellicola.
N.B.: Ovviamente il film non l’abbiamo visto. Quella che avete letto è una recensione-tipo del film-festivaliero per eccellenza.
Suona bene, eh!
3 - Calma piatta a Roma, mentre si spengono gli ultimi riflettori sul Lido.
L’unica proiezione romana alla quale ci rechiamo è affollatissima di nani, ballerine e bambini che schiamazzano come manco un capo ultras dopo il 4-0 della propria squadra.
E’ andata a finire che abbiamo preso lo scalpo al pupo dopo averlo malmenato.
Indovinato di che film si trattava!?
4 - Leggiamo “
Victor Salva, regista di Jeepers Creepers, promette di girare il terzo capitolo della saga”.
Evidentemente c’è un refuso. L’originale doveva per forza essere: “
Victor Salva, regista di Jeepers Creepers, minaccia di girare il terzo capitolo della saga”.
5 - Tanti colleghi da Venezia non rinunciano a Facebook.
Pillole sparse
Primo giorno: “Eccoci al Lido: eddaje eddaje eddaje!”.
Secondo giorno: “Bel posto, bei film, belli tutti!”.
Terzo giorno: “Amo
Herzog, amo il cinema!”.
Quarto giorno: “Bello, bellissimo Herzog: ma possibile che tutti i film inizino in ritardo?!”.
Quinto giorno: “Che casino il lido. Ma quando lo completano il nuovo palazzo del cinema?”.
Sesto giorno: “Venezia 6: esausto”.
Settimo giorno: “A Venezia, e meno male che sta per finire”.
Dall’ottavo giorno in poi ci asteniamo.
Dopotutto ci leggerà anche qualche bambino...
E tra bambini malmenati e bambini salvaguardati dall’altrui improperio, vi diamo appuntamento alla prossima settimana, ricordando che
Harvey Keitel, di fronte all’impossibilità di
Samuel L. Jackson di animare la festa dei dieci anni del nipotino, fece irruzione con una tromba di menelicche esclamando: “
Sono Wolf, e risolvo i problemi...”.