RUBRICA A RISCHIO TAGLI
Poche righe sconsigliatissime ai festival del cinema italiano, ai registi che non hanno un soldo e a quelli che ne hanno troppi, alle veline che vorrebbero essere attrici e ai fan di Turturro, che un tempo era un attore.
1. Belen Rogriguez, scartata dal cast del cinepanettone di De Sica, e' stata contattata immediatamente per il cinepandoro di Massimo Boldi. Voglia di rivalsa verso l'ex compagno di cinecenoni? «Chi se ne frega delle scelte di Christian», dice Boldi. Chi se ne frega delle scelte di Boldi, dice certo pubblico intellettuale. Chi se ne frega delle scelte, dice Belen: con Boldi o con De Sica fa lo stesso, il ruolo del cinetacchino non glielo leva nessuno.
2. Alessandro Piva, regista poco più che trentenne, per girare il suo terzo film Henry ha dovuto accendere un mutuo: «Il film non ha trovato ancora una distribuzione - ha tuonato l’attrice Carolina Crescentini - e Piva si è indebitato fino al collo. Il cinema italiano non aiuta i giovani».
Intanto Franco Zeffirelli, regista poco più che 86enne, dice all’Ansa: «Sono stufo di Roma, mi piacerebbe una casa di campagna, con un giardino per i miei animali e le mie piante». La casa la sta cercando a Firenze, «per rimanerci», e ne è tanto sicuro che ha già comprato e restaurato un’ ariosa cappella funebre nel cimitero monumentale di Porte Sante.
Quel che si dice investire sul futuro del cinema italiano.
3. No tappeti rossi, no glamour, no frivoli specchietti per le allodole. No feste, no Martini e no party, no palchi, no vizi, no paparazzi. No cocktail, no vip, no pass, no facilities e no champagne. Dura e pura, la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro conferma la sua originale linea: parlare di cinema e basta. Riconoscente, il Governo gli taglia il budget di 50.000 euro.
Quel che si dice investire il futuro del cinema italiano. Con un Suv.
4. Disertato dalle star nostrane, il Festival di Taormina guadagna punti oltralpe: Fanny Ardant piglia applausi col suo esordio alla regia, Catherine Deneuve si ammucca una quattro giorni di arancini e alla Bouchet tocca spupazzarsi Giallo, unico italiano in concorso. In molti sperano almeno nell’arrivo di Giuseppe Tornatore, ma Peppuccio, come lo chiamano da queste parti, non ci pensa nemmeno. Il suo film sulla Sicilia l’ha mandato in Veneto: a Venezia il piatto forte, a Taormina le briciole. Setteminutisette del backstage di Baarìa. Una pura formalità.
5. Transformers – La vendetta del caduto: Gli Autobot le danno di santa ragione ai Decepticon mentre i Constructicon resuscitano il Megatron che vuole attivare l’Energon: per fortuna un Autobot che il film spaccia per Decepticon passato dalla parte degli Autobot guida i buoni verso uno che pare un Decepticon ma in realtà è diventato Autobot che li guida a sua volta in un ponte spaziale per l’Egitto dove le daranno di santa ragione ai Constructicon diventati Devastator. John Turturricon, più che il copione, deve aver letto solo la firma sull’assegno.
Se siete arrivati fin qui, tornate al primo punto della top sushi. Tornate a Belen. Adesso riflettete sul suo esordio da attrice. Fatevi una domanda. E poi pigliatevi questa risposta: «Gli italiani hanno solo due cose per la testa: l’altra sono gli spaghetti». (Catherine Deneuve).