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Wasabi - La TopSushi della settimana

Dall'affaire Clooney-Canalis alla 66a Mostra del Cinema di Venezia

[del 04/08/2009] [di Ilaria Ravarino]
Parole in libera provvisorietà sconsigliatissime a 99 Autori su Cento. A quelli che Piazza Euclide è il centro del mondo. Ai cervelli in fuga. Ai conigli. Alle conigliette. Ma soprattutto a Pietro Salvatori, che agosto è cominciato e io me ne vorrei andare in vacanza. 

1 - Dopo aver abbandonato la spogliarellista Sarah Larson, George Clooney rimesta nel torbido seducendo l’ex velina Elisabetta Canalis, «pronta – secondo il Tg1 – a fare le valigie per Hollywood». Il suo curriculum? Un cinepanettone, un film con la Ventura, il primo flop di Alessandro Siani. E se googli il suo nome la trovi al quarto posto “senza mutande in un video di Scherzi a parte”. Insomma un bel souvenir d’Italy per George, più trash di una palla di vetro con la neve e il Colosseo.

2 - Boicottare Venezia sì, boicottare Venezia no: il conflitto di interessi imbarazza i 100 Autori, 99 dei quali porteranno i loro film al Lido. Uno solo fa il gran rifiuto, Giorgio Diritti che se ne infischia dell’invito di Orizzonti, gli altri sperano di cavarsela leggendo in conferenza stampa una griffatissima lettera di Rulli&Petraglia© mentre gli intermittenti dello spettacolo attendono invano che venga passato un microfono pure a loro. Müller, chiamato in causa, rassicura i 100: «Siamo pronti a concedere le passerelle».
Ne sentivamo davvero il bisogno.

3 - Prendi un coniglio. Sbattilo in un film. Brasalo lentamente con un paio di spettri cinesi. Aggiungi: un bambino sonnambulo, una gnocca bionda sonnambula, un reduce di guerra, una manciata di meteoriti, una gnocca mora sonnambula. Innaffia con deliranti allusioni alla fine del mondo e ai viaggi nel tempo, poi lascia evaporare finché del coniglio non rimangano che le orecchie. Attenzione, ricetta dalla digestione problematica: per mandar giù il sequel di Donnie Darko ci vogliono 4 giorni, 17 ore, 26 minuti, 32 secondi. E una lavanda gastrica.

4 - Successo per Johnny Mad Dog al Giffoni Film Festival, dove ai ragazzi in platea non sfugge l’abisso emotivo che separa la tragedia dei bambini soldato della Sierra Leone da quella dei minorenni che giocano a sfasciare la Smart del papi: applausi per il film di Jean Stèphane Sauvaire, fischi per la masterclass di Federico Moccia. Che suo malgrado apprende: Pontecagnano non è Piazza Euclide. Tre metri sotto terra, per la vergogna.

5 - In Francia, scrivono le agenzie, quest’estate il made in Italy impazza soprattutto nei ristoranti, con la grandiosa riscoperta di specialità locali e la promozione del buon vecchio Chianti a vino di serie A. Preoccupazione a Parigi per i cervelli in fuga Brizzi, Mezzogiorno, Bellucci e Accorsi: se il buon gusto comincia a tavola, contro mortazza e culatello non hanno speranza nemmeno oltralpe.

Per la gioia dei lettori di Filmcritica saluto infine caramente il ritorno del Salvatori alla guida di Wasabi, non mancando di ringraziare i lettori di Stop! e di Eva3000 che m’hanno seguita fin qui nonostante l’incidentale presenza di congiuntivi nel testo e la cronica mancanza di illustrazioni. Come dice chi se ne intende: «Devi essere molto brava, molto forte, per lasciare davvero un segno. E io voglio imparare a lasciarlo, questo segno» (Elisabetta Canalis).

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