RUBRICA A RISCHIO GIAPPO
Sconsigliatissima ai fans di
Federico Moccia, a quelli dei
fratelli Coen, a... beh basta. Nelle due categorie è compreso praticamente l’intero genere umano, no?
1 - E’ uscito Amore 14.
Ci stavamo disperando per l’infimo livello qualitativo.
Ci stavamo struggendo per la descrizione becera degli adolescenti di oggi.
Ci stavamo rammaricando per i soldi facili fatti con storie così futili.
Poi, all’improvviso, ci siamo accorti che almeno i primi 13 ce li siamo persi!
2 - Esce A serious man.
Evviva evviva i fratelli Coen.
Come sono fighi i fratelli Coen.
Come sono ebrei i fratelli Coen.
Come sono fighi ed ebrei i fratelli Coen.
Come sono fighi i fratelli Coen che da ebrei fanno una commedia sul mondo ebraico.
Come è figa e irriverente la commedia ebraica dei fratelli ebrei che sono un sacco fighi.
E’ stato detto tutto.
La nostra recensione consta di una sola parola: onanismo.
3 - Si avvicina il momento di Niko una renna per amico.
Una pellicola che promette sfracelli.
Il produttore: “L’unico concorrente che temiamo sono quei bastardi che hanno fatto uscire nello stesso periodo L’Albero Azzurro: il film”.
4 - Abbiamo visto il film di Yattaman.
E ci potranno tirare su il pilotto che non capiamo l’umorismo giappo, la valenza dei cartoni animati giappo, l’importanza culturale delle serie giappo, l’esilarante comicità propria solamente dei giappo, la morbosità esistenziale che diventa sarcasmo giappo (a noi poi, che fieramente quanto inconsapevolmente conduciamo una rubrica dal titolone e dall’aroma giappo che più giappo non si può)!
Nonostante il pilotto dei benpensanti, alla fine del film non ci viene in mente che la nota critica che il ragionier Ugo Fantozzi mosse contro l’ermeticità dell’etica filmica di Eizenstein...
5 - Flash Forward si candida a sostituire Lost.
E’ la serie del momento.
Tutti in fissa con Flash Forward.
E’ psicosi collettiva da Flash Forward.
Roba che se non ti procuri con mezzi dalla dubbia legalità la puntata dopo 7 minuti che è stata trasmessa negli States la tua ragazza ti conduce contro una tutt’altro che sottile guerra psicologica (e non).
E in realtà ci piace anche un pò Flash Forward.
Ma per favore, per favore, glielo volete dire all’accigliatissimo e concentratissimo Joseph Fiennes che non sta impersonando i panni calzamagliati di un sensibilissimo Shakespeare ma quelli cazzuti di un duro agente FBI?
E anche questa settimana ce ne andiamo in ferie (da un lavoro che non abbiamo, per altro), raccomandandovi di seguirci sempre su Faccialibro ( http://www.facebook.com/ilfoglio?ref=ts#/pages/Wasabi/133831203243?ref=ts ), e raccomandandovi di essere sempre presenti a voi stessi, per non dover rispondere alla fatidica domanda che lo sceneggiatore sbronzo di Flash Forward ha usato come ispirazione per ammorbarci per 25 interminabili puntate: “Dove sono stato negli ultimi 137 secondi?” (ps: non vi illudete, nessun mistero, la risposta è prosaicissima e ve la immaginate tutti quanti).