Se nei film italiani i trentenni in crisi prossimi al matrimonio la buttano un po' troppo sul depressivo, parlando magari di mucciniani ultimi baci e sognando la bionda gioventù di Martina Stella, negli Stati Uniti sanno invece prenderla con maggior filosofia e come al solito anche molto poco sul serio.
Una notte da Leoni, vero caso cinematografico di questa estate, ha sicuramente una marcia in più rispetto ad altri film del suo genere; ciò non toglie che rispecchi la formula quasi sempre vincente del filone comico legato ai matrimoni di giovani belli e rampanti e agli addii al celibato sempre e comunque disastrosi. Il capostipite, non ce ne voglia nessun film, rimarrà sempre quel The Bachelor Party del 1984 (da rivedere per le prove attoriali) che rivelò al grande pubblico uno straordinario Tom Hanks ancora giovanissimo.
E per quanto la sindrome dei vari Peter Pan tenti il più possibile di ritardare il momento delle responsabilità (con tanto di Owen Wilson e Vince Vaughn pronti a rovinare matrimoni in Due single a nozze), arriva primo o poi il tempo che questo rito iniziatico giunga a segnare definitivamente il passaggio all'età adulta. E poi da lì non si scappa, tanto che molti infatti scappano prima (se poi si è Julia Roberts in Se scappi ti sposo, lo si fa anche con un certo stile e pure a cavallo).
Sarà un caso che una saga adolescienziale come quella di American Pie, dopo aver raccontato per due episodi le semiserie avventure sessual-sentimentali di alcuni liceali, finisca proprio con l'addio al celibato che segnerà la fine della spensierata giovinezza? Se ci fosse Muccino già tutti a dire "che depressione" e qualcuno, senza apparente motivo, si metterebbe magari anche ad urlare. Invece perlomeno in questi film si ride, di più o di meno a seconda dei gusti.
Finisce infatti che siano queste le occasioni in cui si supera davvero ogni limite di moralità e se ne combinano di cotte e di crude, spesso di cattivo gusto, spesso esilaranti, altre volte persino tragiche, come accade al povero Jon Favreau, futuro regista di Iron Man, che nel 1998 prima di sposare Cameron Diaz in Cose Molto Cattive, si diletta con l'amico Christian Slater in un addio al celibato dove a forza di sbornie alla fine ci scappa pure il morto. Una commedia nera non molto riuscita (di quelle sono maestri gli inglesi, basta vedere cosa ti combinano con un funerale in Funeral Party), ma che comunque lascia ben intendere come gli eventi che si susseguono in quella strampalata notte non siano propriamente delle bedtime stories.
Una notte da leoni è l'ennesimo tassello originale di un filone in cui si intrecciano le più svariate storie di vita, con morali più o meno politically correct e avventure che quasi sempre sarebbe meglio tenere top secret (o dimenticare, come accade ai tre protagonisti). E se il re persiano "cornificato" Shahriyar, dopo la prima notte di nozze, faceva fuori le sue mogliettine per non essere più tradito, chissà che un giorno non arrivi una bella Sharazad a raccontargli, con le sue "Mille e una notte da leoni", quante ne combinano anche i suoi amici uomini. Chissà che il re non si redima.