L'anno scorso, nel Dizionario Atipico del giallo 2009, riflettevamo sulla difficoltà nel rintracciare un buon lavoro cinematografico di genere, discutevamo sul senso delle contaminazioni, con Giancarlo De Cataldo si parlava di come non si potessero trascurare gusti ed età del pubblico e accennavamo, infine, all’impossibilità di scovare un buon autore di gialli italiano. Non per forza un Hitchcock dei noantri, quanto meno un regista pronto a scommettere su una sceneggiatura di quelle davvero ben scritte (caso raro), dove il meccanismo ad orologeria funziona (rarissimo) tanto da incollare lo spettatore sulla sedia e farlo esplodere, nel finale, in un fragoroso applauso (miracolo).
Ebbene, se non possiamo dire di averne trovato uno letteralmente così (grideremmo al capolavoro, ma non sarebbe da veri atipici), dobbiamo però ammettere di aver trovato, quest’anno, pane per i nostri denti. A parte quel Giallo di Dario Argento che ha risposto, almeno con il titolo, all’annoso quesito del “come definirebbe il suo film” che la poco fantasiosa stampa nostrana sempre rivolge al regista di turno, quest’anno di notevoli opere di genere, per fortuna, ne abbiamo avvistate diverse. A partire proprio dall’Italia: se l’anno scorso abbiamo applaudito, pur timidamente, l’esordiente Ago Panini per il tentato noir sui generis Aspettando il Sole, ora non possiamo che scommettere sul successo di un altro regista alla sua opera prima.
Parliamo di Giuseppe Capotondi, che con La Doppia Ora ha dimostrato di riuscire là dove altri suoi navigati colleghi avevano fallito. Non solo per aver firmato un buon film (italiano, vale la pena sottolinearlo) avvincente, convincente e appassionante (leggi: inquietante), ma perché ha saputo regalarci un thriller (volendo ‘psicologico’) ad alta tensione, premiato anche alla 66a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia con la Coppa Volpi alla protagonista. Del resto Ksenia Rappoport aveva dimostrato di saper incarnare il mistero e l’ambiguità della dark lady già con Tornatore: lì era la Sconosciuta, qui l’Apparenza-che-inganna.
Neanche a dirlo, oltre Oceano si respira tutt’altra aria: i grandi nomi sfoderano gli assi di genere (o degeneri) nella manica, ed ecco piombare nelle nostre sale Nemico Pubblico di Michael Mann (ma anche il gemello francese firmato Richet), Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, Pelham 1-2-3 di Tony Scott e presto vedremo l'atteso Sherlock Holmes di Guy Ritchie, per non parlare dell’ambo veneziano di Werner Herzog (Il Cattivo tenente e My son, my son what have ye done), della straordinaria inchiesta col fiato sospeso Frost/Nixon di Ron Howard e, last but not least, del sorprendente detective-movie State of Play di Kevin Macdonald. Pochi ma buoni, non ci resta che attendere fiduciosi il 2010, sperando che anche in Italia torni la tradizione dei buoni film di genere.
(da Il Dizionario Atipico del Giallo 2010, ed. Cooper)
film:Nemico pubblicogenere:Crime, Dramadata di uscita:06/11/2009paese:USAproduzione:Forward Pass, Misher Films, Tribeca Productionsregia:Michael Mannsceneggiatura:Ronan Bennett, Ann Biderman, Michael Manncast:Johnny Depp, Christian Bale, Billy Crudup, Marion Cotillard, Channing Tatum, Leelee Sobieski, Emilie de Ravin, Lili Taylorfotografia:Dante Spinottimontaggio:Jeffrey Ford, Paul Rubellcolonna sonora:Elliot Goldenthaldistribuzione:Universal Picturesdurata:143 min
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