Figlio di René, professore di biologia, e Anne-Marie, un'insegnante, a François Ozon la vita stava regalando un futuro da modello, indossatore, ragazzo immagine.
Probabilmente, proprio durante un impegno di lavoro, imparò a conoscere meglio il mondo dello spettacolo e si incuriosì della Settima Arte. A tal punto che nel 1993 si laureò in Storia del Cinema alla scuola "La Fémis" realizzando una buona quantità di cortometraggi. Tra questi certamente degni di nota sono: Une goutte de sang (1991), anche se ancora decisamente acerbo dal punto di vista visivo; Victor (1993), il primo realizzato post-laurea; e x2000 (1998), in cui il regista si divertì a sperimentare nuove forme di regia.
Esordisce con i lungometraggi nel 1998, con il divertente Sitcom: La famiglia è simpatica, con cui si fa notare per l’umorismo grottesco e la denuncia surreale del decadimento della famiglia medio borghese francese. Il film ottiene un ottimo riscontro di pubblico e di critica, cui seguono Amanti criminali; il difficile Gocce d’acqua su pietre roventi; e Sotto la sabbia, del 2000.
Dopo un paio d'anni di silenzio torna alla ribalta nel 2002 con il film 8 donne e un mistero, in cui il regista raduna in un “giallo” un cast di donne da togliere il fiato: da Isabelle Huppert a Emmanuelle Béart, da Fanny Ardant a Catherine Deneuve. Il film vince l’Orso d’Argento consegnato all’insieme delle interpreti femminili. Un successo.
Successo che purtroppo non viene bissato dal debole Swimming Pool, storia pruriginosa assai poco convincente. Buoni invece CinquePerDue - Frammenti di vita (2004) e Il tempo che resta (2005). Arriviamo allora al 2007 con Angel: la vita è un romanzo, ispirato alla vita di Marie Corelli. Primo film in lingua inglese del regista in cui figurano attori come Sam Neil e Charlotte Rampling.
E’ di oggi il delicato, onirico e suggestivo Ricky: storia d’amore e di libertà, produzione franco-italiana per i cui effetti speciali Ozon si è servito della casa di produzione BUF, la stessa che ha curato Matrix Reloaded, Matrix Revolutions, Spider-Man 3 e Il cavaliere oscuro.
I film di François Ozon, dichiaratamente omosessuale, riflettono una sensibilità rara nel descrivere il rapporto tra i vari personaggi e il trascorrere del tempo sulla pellicola, che spesso compie evoluzioni ellittiche e salti in avanti. Anche grazie a queste caratteristiche, Ozon si è affermato nel panorama cinematografico come uno dei più promettenti cineasti del cinema francese.