Pulsioni erotiche insoddisfatte, un amore logorante e distruttivo e atmosfere gotiche. Questo è il romanzo Twilight di Stephenie Meyer. Questo non è Twilight di Catherine Hardwicke.
L’apprezzata regista di Thirteen adatta per lo schermo il bestseller che narra l’amore mai fisicamente consumato tra l’umana Bella (Kristen Stewart) e il vampiro Edward (Robert Pattinson). Sicura del successo, la Hardwicke non si preoccupa tanto della qualità del proprio lavoro, banalizzandolo fino a ridurlo a filmetto adolescenziale mal girato e privo totalmente di spessore. Se non fosse per gli elementi narrativi alla base del romanzo, ingredienti fondamentali come la magia, l’amore, il fantasy e le cupe atmosfere sarebbero totalmente inesistenti nel film; tranne che per qualche bella scenografia il contesto e lo sfondo sono assenti e quello che si respira è solo l’acre odore di un’operazione commerciale malamente nascosta.
Tutto questo poteva rimanere un peccato veniale, tuttavia al film manca anche tutto il resto, a partire dai due personaggi principali, distrutti da dialoghi a dir poco imbarazzanti, talvolta infantili e sciocchi (“Sei la mia dose migliore di eroina”), altre volte persino scopiazzati da altri cult d’amore del cinema (il “Ti fidi di me?” vagamente ispirato a Titanic grida più che vendetta). Sul fronte attoriale l’inespressiva Kristen Stewart si accompagna ad un Robert Pattinson cui qualcuno dovrebbe spiegare che dietro il tormento di un vampiro che per amore lotta contro i suoi istinti c’è molto di più di uno sguardo allucinati da psicopatico, una movenza da finto maledetto e inspiegabili conati allo stomaco. L’interazione tra i due attori è ciò che in assoluto funziona di meno, a tratti ridicola talmente tanto da far diventare il film involontariamente comico.
Twilight potrebbe pure accontentare i palati meno esigenti, ma sta di fatto che è realizzato talmente male (basti vedere l’unica piatta e scialba sequenza d’azione alla fine) da essere più adatto ad un pomeriggio televisivo che ad una serata al cinema.
La Hardwicke ha così cavalcato l’onda dell’entusiasmo e del successo del libro, senza preoccuparsi di fare un film decente che andasse oltre i melensi e angosciosi sospiri che assillano, stressano e angosciano lo spettatore per quasi due ore di durata.
Piatta e inconsistente trasposizione di una turbolenta storia d'amore. |
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