Liberamente ispirato al racconto Moth (falena) scritto da Rose Tremain, Ricky. Una storia d’amore e libertà potrebbe essere inteso come una sintesi perfetta del cinema di François Ozon.
Katie, giovane donna divisa tra la figlia e il lavoro, un giorno incontra Paco, operaio affettuoso ma dai modi rozzi. Tra i due scoppia una cocente e sincera passione dalla quale nasce Ricky. Il frutto del loro amore ha però un dono inaspettato: due piccole ali, ogni giorno sempre più grandi…
Venato di inquietudine e amarezza, Ricky. Una storia d’amore e libertà rimane in equilibrio perfetto tra dramma e commedia. Lo stile registico di Ozon riesce a trasformare una semplice (e volendo dire anche banale) storia d’amore, in un racconto pieno di suggestioni e significati. Ricky impersona l’amore universale, rinchiuso in una casa che somiglia più a una gabbia e costantemente messo in pericolo dai suoi stessi famigliari. La sorella, a un certo punto, avvicina delle forbici alle sue ali; la madre non vuole lasciarlo volare; il padre, invece, lo vede come fosse un “corpo estraneo”. Una anomalia. Una creatura bellissima, ma al tempo stesso bizzarra. Da questo contesto Ricky vuole fuggire. Ed esprime questo desiderio fin da subito. Come se in effetti lui stesso non facesse parte di questo mondo. Come se sapesse di esserne un simbolo.
Ozon sguazza nei temi a lui congeniali: maternità, femminilità e infanzia perduta, regalandoci anche una sequenza finale davvero molto evocativa.
La sceneggiatura vive di balzi in avanti, di ellissi che fungono da sintesi delle fasi salienti di una comune storia d’amore. Il testo narrativo si fa quindi presto onirico e il film assume poliedrici significati. Ricky potrebbe essere al tempo stesso la libertà e il rimorso. Il peccato e la voglia di vivere. Un figlio, come un angelo vero e proprio. L’umanità o il singolo uomo. E tutte queste interpretazioni alla fine diventano una, unica certezza. Che il mondo ha un disperato bisogno di amore. Sembra il testo di una vecchia canzone, invece è un film bellissimo.
Consiglio: abbandonate la razionalità e lasciatevi coinvolgere
In occasione dell'uscita nelle sale italiane di Shadow, abbiamo incontrato Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino nonchè "intrepido guerriero" votato alla rinascita dell'horror italiano. Nell'intervista che segue, Federico ci confessa il suo a...
[0]
Adrienne KingDa Venerdì 13 a The Butterfly Room: confessioni di una Scream Queen[di Paolo Zelati][09/02/2010]
Forse non avrà una filmografia sconfinata come molte delle sue colleghe attive negli anni Ottanta, ma Adrienne King, protagonista di Venerdì 13 (1980) occupa sicuramente un posto speciale nel cuore di ogni appassionato di horror. Impegnata in quest...
Dieci anni dopo The Blair Witch Project, arriva un altro prodotto indipendente e finto-amatoriale, che, dopo aver sbarcato i botteghini in America, è pronto a bissare il successo in Italia, dove esce il 5 febbraio distribuito dalla Filmauro. Paranor...
Il fascino che da sempre suscita il mostruoso nello spettatore cinematografico è innegabile. Se poi a interpretarlo c’è il carismatico Benicio del Toro, preparatevi ad un mostro cui non potrete davvero dire di no. È infatti sbarcato quest’oggi...