Liberamente ispirato al racconto Moth (falena) scritto da Rose Tremain, Ricky. Una storia d’amore e libertà potrebbe essere inteso come una sintesi perfetta del cinema di François Ozon.
Katie, giovane donna divisa tra la figlia e il lavoro, un giorno incontra Paco, operaio affettuoso ma dai modi rozzi. Tra i due scoppia una cocente e sincera passione dalla quale nasce Ricky. Il frutto del loro amore ha però un dono inaspettato: due piccole ali, ogni giorno sempre più grandi…
Venato di inquietudine e amarezza, Ricky. Una storia d’amore e libertà rimane in equilibrio perfetto tra dramma e commedia. Lo stile registico di Ozon riesce a trasformare una semplice (e volendo dire anche banale) storia d’amore, in un racconto pieno di suggestioni e significati. Ricky impersona l’amore universale, rinchiuso in una casa che somiglia più a una gabbia e costantemente messo in pericolo dai suoi stessi famigliari. La sorella, a un certo punto, avvicina delle forbici alle sue ali; la madre non vuole lasciarlo volare; il padre, invece, lo vede come fosse un “corpo estraneo”. Una anomalia. Una creatura bellissima, ma al tempo stesso bizzarra. Da questo contesto Ricky vuole fuggire. Ed esprime questo desiderio fin da subito. Come se in effetti lui stesso non facesse parte di questo mondo. Come se sapesse di esserne un simbolo.
Ozon sguazza nei temi a lui congeniali: maternità, femminilità e infanzia perduta, regalandoci anche una sequenza finale davvero molto evocativa.
La sceneggiatura vive di balzi in avanti, di ellissi che fungono da sintesi delle fasi salienti di una comune storia d’amore. Il testo narrativo si fa quindi presto onirico e il film assume poliedrici significati. Ricky potrebbe essere al tempo stesso la libertà e il rimorso. Il peccato e la voglia di vivere. Un figlio, come un angelo vero e proprio. L’umanità o il singolo uomo. E tutte queste interpretazioni alla fine diventano una, unica certezza. Che il mondo ha un disperato bisogno di amore. Sembra il testo di una vecchia canzone, invece è un film bellissimo.
Consiglio: abbandonate la razionalità e lasciatevi coinvolgere
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