“Il clown è tutto trucco. Nient’altro. Il clown è un po’ tutto e un po’ niente”. È ambientato in un circo,
Questione di punti di vista, l’ultimo film del maestro
Jacques Rivette, presentato a Venezia in concorso. Ci sono i clown, certo. Ma un po’ tutti, in questa storia, sono clown. Perché sono tristi. E in qualche modo indossano una maschera.
Il cinema di Rivette, come quello del suo amico
Rohmer, è un cinema fatto di incontri. Quelli che avvengono per caso, sembrano poco importanti, ma invece lo diventano. Così Vittorio (
Sergio Castellitto) incontra Kate (
Jane Birkin) sul ciglio di una strada: lei ha la macchina in panne. Lui la ripara e riparte subito. Ma poco dopo i due si ritrovano sulla piazza di un paesino. Kate, dopo aver lasciato per anni il circo, ci è appena tornata dopo la scomparsa del padre, per prendere in mano la compagnia e cercare di salvare la stagione.
Tutti hanno una maschera, nel film di Rivette. Kate non esterna con nessuno il suo dispiacere, e quel qualcosa che la tormenta. Ma nemmeno Vittorio parla molto di sé. Ogni personaggio cerca il proprio senso della vita. Per Vittorio è viaggiare, cercare. Odia le vocazioni, e ama le coincidenze, le cose nuove. E forse ora il senso della sua vita è salvare Kate. Ma da cosa? “Kate è prigioniera di quello che è successo, ha bisogno di uno shock” dice Vittorio.
Maestro della Nouvelle Vague francese con Rohmer e
Truffaut, Rivette nei suoi film mette la vita, cerca di catturare quello “splendore del vero” di cui scriveva
Godard. Gira con una luce naturale (la maggior parte delle scene sono esterno, giorno) che avvicina la sua opera alla vita. Di questa il film ha i colori e i ritmi, né troppo veloci, né troppo lenti. Anche il circo è reale, normalissimo. Non ha niente di felliniano, chapliniano o burtoniano. È piccolo, semplice. Quasi sempre mezzo vuoto. Un posto vero e non immaginifico.
E accanto alla vita c’è l’arte. Il circo come la pittura ne
La bella scontrosa. E anche qui arte e vita, rappresentazione e sentimenti si mescolano e si confondono. Come quando Vittorio il trucco lo indossa sul serio, e sale sul palco con il suo amico Alexandre. E nel loro dialogo i due si chiamano Alexandre e Vittorio, scordandosi di essere i loro personaggi, Rom e Pipo. Ed è in scena, sulla pista del circo, che avviene lo shock, la catarsi e la riconciliazione di Kate con la vita.