Recensioni

Paranormal Activity

Vien di notte l'uomo nero...

[del 05/02/2010] [di Paolo Zelati]

Jacques Tourneur, grande regista dietro a capolavori come Il bacio della pantera e Ho camminato con uno zombi, era preso di mira da una parte di Hollywood per la sua propensione a “suggerire” l’orrore invece di riempire lo schermo con mostri nauseabondi ed immagini esplicite e scioccanti. Tourneur, infatti, sosteneva che lo spettatore è molto più spaventato da ciò che immagina piuttosto che da quello che altri hanno immaginato per lui. Quando, nel 1957, la Universal lo convinse a mettere in scena un vero e proprio “monster movie” come La notte del demonio, i risultati furono molto al di sotto della aspettative e Tourneur, fino alla sua morte, non ha mai nascosto il suo disappunto per un film che non sentiva “suo”. Più di cinquant’anni dopo, un film come Paranormal Activity farebbe felice il Maestro americano, dimostrando, se mai ce ne fosse stato bisogno, come “l’approccio Tourneur” sia ancora il più maledettamente efficace.

La storia ha come protagonisti Katie (Katie Featherston) e Micah (Micah Sloat), una giovane coppia che, trasferitasi in una nuova casa, ha cominciato a sperimentare strani fenomeni, soprattutto durante la notte. Katie, confida al suo ragazzo di avere avuto tali esperienze fin da quando era bambina; Micah, cercando di risolvere il problema, decide di documentare “le manifestazioni” riprendendo con una video-camera quasi ogni minuto della loro vita quotidiana e, soprattutto, tenendo accesa la camera durante la notte. Ma, invece di essere d’aiuto, l’operazione porta ad un incremento del fenomeno e, in poco tempo, la situazione diviene incontrollabile. Scritto, diretto e prodotto dall’esordiente Oren Peli con il “simbolico” budget di 15000$, Paranormal Activity (uscito nelle sale solo grazie all’appassionato tam-tam on line dei fan) si appresta a diventare il più grande successo commerciale nella storia della Paramount Pictures: acquistato per 300.000$, il film ne ha incassati, fino ad oggi e solo sul mercato americano, più di 80 milioni (contro i 22 di Saw VI).

Paragonato a The Blair Witch Project per la sua origine “no budget” e per lo stesso stile da “cinema vérité”, il film di Peli, se ne differenzia, però, grazie ad una caratteristica fondamentale: mentre The Blair Witch Project è stato un fenomeno di marketing spacciato per cinema, Paranormal Activity è, invece, cinema allo stato puro che si è trasformato, gradualmente, in un fenomeno commerciale. E se per i produttori questa differenza risulta alquanto superflua (tanto i soldi entrano lo stesso…), dal punto di vista dello spettatore si rivela di abissale importanza. Peli, grazie ad una magistrale costruzione della tensione, ad una messa in scena essenziale e ad una coppia di attori veramente in parte, riesce a creare un’atmosfera “di disagio” che, in alcune sequenze, risulta quasi insostenibile. Tenendo a mente, come detto, la lezione di Tourneur e di quelli della “vecchia scuola” (una scena cita in modo abbastanza diretto Gli Invasati, capolavoro horror di Robert Wise) l’esordiente regista americano riesci a farci davvero paura senza mai mostrare, essenzialmente, il vero volto della minaccia. E tutto questo con buona pace dell'Enigmista e dei suoi ridondanti "giochi".

Intelligente ed efficace: una gemma

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Paranormal Activity film: Paranormal Activity genere: Horrordata di uscita:05/02/2010paese:USAproduzione:Blumhouse Productionsregia:Oren Pelisceneggiatura:Oren Pelicast:Katie Featherston, Micah Sloat, Michael Bayouth, Amber Armstrongmontaggio:Oren Pelidistribuzione:Filmauro Distribuzionedurata:99 min

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