Diretto da Yojiro Takita, uno dei registi più amati in patria che ha iniziato la sua carriera con i soft-porno, Departures si presenta oggi nelle sale italiane dopo l’esordio avvenuto nel settembre del 2008 in Giappone.
Quando l’orchestra in cui suona chiude a causa di mancati finanziamenti, Daigo Kobayashi decide di trasferirsi con la moglie nella prefettura di Yamagata, nella casa dove viveva con la madre. L’abbandono del padre è ancora vivido in lui che comunque con grande forza d’animo ricomincia a cercare lavoro. Troverà impiego come “tanato-esteta” in una agenzia funebre e, se anche riluttante, Daigo finirà per amare quella sua strana occupazione …
Il regista Yojiro Takita gioca con una sceneggiatura fatta di contrasti. All’agitazione della prima preparazione estetica di Daigo, si contrappone la scoperta di stare lavando il corpo di un ermafrodita; all’emozione del primo giorno di lavoro, viene contrapposto il cadavere di una vecchia signora in decomposizione; la salma di una teppista ha come scenario una rissa tra famigliari e amici. A incorniciare le cerimonie funebri i suoni della natura che si odono sullo sfondo; il cambio di stagioni che si sussegue senza sosta; la vita che sfugge. Si ride e allo stesso tempo ci si commuove.
In Giappone Departures è stato uno dei film di maggior successo, guadagnando oltre 40 milioni di dollari. Successo poi consacrato anche in Occidente, quando nella notte degli Oscar 2008 ha conquistato la statuetta come miglior film straniero. Yojiro Takita firma una pellicola elegantissima. Volendo fare un’acrobazia, potremmo dire che è un film sulla vita raccontata dal punto di vista della morte. E’ infatti in quella che tutti i personaggi si ritrovano. Scoprono chi sono e chi erano. In qualche modo, crescono e si evolvono. La regia ha un piglio a metà strada tra il burlesco e il drammatico. Sembra un clown, che a volte si fa macchiettistico, altre lacrimevole, ma che vola sempre altissimo. Grazie anche alle straordinarie musiche di Joe Hisaishi, autore delle colonne sonore di molti film di Hayao Miyazaki.
Departures (Okuribito) è un film a suo modo perfetto, dove ogni elemento si incastra l’uno nell’altra, dalle musiche alla recitazione (incredibile la bravura dell’interprete principale Masahiro Motoki), dalla regia alla sceneggiatura, e che riesce nel suo intento di far riflettere sul senso della vita in modo originale e straniante.
Lieve, coinvolgente, mai stancante. Un racconto di formazione che ci insegna quanto sia potente la vita, anche dopo la morte.
La vita dove non la crederesti. Imperdibile. |
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