Bangkok Dangerous è il remake made in Hollywood dell’omonima pellicola tailandese datata 1999 e diretta dalla stessa coppia di registi che ora propongono questa nuova versione, i fratelli Oxide e Danny Pang. Al che uno si chiede: se ne sentiva davvero bisogno? Rispondiamo subito: forse no, in effetti. E questo malgrado Nicholas Cage nei panni del killer crepuscolare Joe (ma che figura è, quella del “killer crepuscolare”, in fondo?) riesca a donare alla storia un intrigante protagonista senza futuro dalle complesse sfaccettature.
Joe è al capolinea della sua carriera come serial killer. Gli mancano quattro nomi. Solo quattro cadaveri e potrà lasciarsi alle spalle i propri fantasmi. L’occasione gliel’ha offre il boss malavitoso Surat, che lo ingaggia per un poker di omicidi sullo sfondo della sporca Bangkok. Joe accetta, recluta e allena il giovane Kong per alcune missioni collaterali, e si innamora di Fon, una ragazza sordomuta. Ma le cose andranno in malora quando Joe si rifiuterà di uccidere l’ultimo bersaglio…
Attore versatile Nicholas Cage. Forse non il più amato dalla critica e dal pubblico, però bisogna dargliene atto: possiede una versatilità invidiata dalla maggior parte dei colleghi. In questo caso si tinge di nero e diventa il triste Joe, un uomo solo e perduto sulle strade insanguinate della propria esistenza. E a ben vedere è questa interpretazione, prima ancora della debole sceneggiatura, a salvare la pellicola, assicurandole un pareggio che non scontenta nessuno. E già perché abbiamo a che fare con una pellicola né originale, né tanto meno sorprendente sul piano delle emozioni. Anzi, tutto appare piuttosto trito. Se non fosse che Nicholas Cage riesce, col suo volto buono, a confortare lo spettatore.
Oltretutto, la regia dei fratelli Pang pur possedendo delle buone intuizioni (non male la sequenza in piscina o l’inseguimento tra il mercato) non brilla di particolari guizzi, e i due non si discostano troppo dal mero calco dalla loro precedente versione.
Poca roba, insomma. Aveva detto di più Ghost Dog (1999) di Jim Jarmusch, o i serial killer di Luc Besson come Nikita (1990) e Leon (1994), ma tant’è. Beccatevi pure Nicholas Cage in versione asassino a pagamento, praticamente un trasformista. Per finire con una "battutaccia": meglio di lui, solo il nostro premier...
Una buona prova d'attore per Nicholas Cage che pareggia i conti e... salva il film |
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