Non è riuscito a superare Up della Pixar, ma al primo weekend Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo ha totalizzato in Italia 1,8 milioni di euro, risultato straordinario vista la piccola distribuzione (227 sale che hanno fatto registrare il tutto esaurito).
Nel frattempo negli Stati Uniti, dove il film ancora non è uscito, Terry Gilliam è tornato a parlare della lavorazione della pellicola e della morte di Heath Ledger: "È stato uno dei più tragici eventi della mia vita, ma anche una delle cose più magiche", ha raccontato il regista, "perché ho avuto Johnny, Colin e Jude che mi sono venuti in soccorso e che hanno devoluto i loro compensi alla figlia di Heath, Matilda. Non hanno voluto venire a presentare questo film e Colin è stato chiaro: ha detto che spera di averlo fatto al meglio, ma che questo non era il suo film e che non voleva né speculare né distrarre il pubblico dall'immagine di Heath".
Gilliam racconta che il giorno della morte di Ledger era a Vancouver e avevano appena finito le riprese a Londra. Due giorni dopo la figlia gli ha fatto leggere la notizia. "Tutte le cose che hanno detto su di lui sono cazzate. Fanno parte dell'"imaginarium" della stampa. Hanno voluto farlo apparire come non era. Hanno detto che fare il Joker lo aveva fatto impazzire, ma non è vero, era una persona solida, coi piedi per terra. Ecco perché mi fu così difficile capire la cosa all'inizio. Ma il mondo esterno ha dovuto per forza trovare una spiegazione. Droghe? Quelli erano farmaci prescritti. Heath era incredibilmente intelligente, generoso, dolce e scherzoso. E non c'è altro".
Qualcuno ha avanzato il sospetto che la sceneggiatura fosse stata cambiata dopo la tragedia, costruendo così l'omaggio all'amico scomparso. "So che suona incredibile, viste le coincidenze, ma non ho cambiato un solo dialogo della sceneggiatura. C'è un punto in cui Christopher Plummer dice: "Questo è un racconto di una morte imprevista". Non voleva dirlo perché era appena deceduto Heath, ma gli dissi che dovevamo dirlo ugualmente, perché quello avevo scritto e quello era il film che dovevamo fare".
E così tutto è rimasto com'era, con il solito intento di Gilliam di "colpire lo spettatore e farlo reagire a qualcosa. Questo è quello che penso mentre faccio un film, perché è quello che i film fanno a me. Mi cambiano, alterano la mia visione del mondo, come quelli di Kubrick, Fellini e Bergman. Mi hanno cambito e cerco come posso di portare avanti la loro tradizione".
(Fonte: Rottentomatoes)